A Roma nessun vuoto di potere: qui vogliono martiri, non amministratori.

Francesco Maesano – LaStampa

Il Campidoglio è di nuovo sotto assedio. L’ipotesi del commissariamento sembra tramontata, ma tra il dossier-Capitale che finirà sul tavolo del consiglio dei ministri di domani e le polemiche per l’assenza di Ignazio Marino dopo il funerale in pompa magna di Vittorio Casamonica, l’amministrazione capitolina è ripiombata in quella fase politicamente delicata che fino a qualche settimana fa sembrava preludere a una caduta della giunta. “Non c’è nessun vuoto di potere”, chiarisce il nuovo innesto Stefano Esposito, nominato un mese fa assessore ai Trasporti. “C’è sempre un vicesindaco, ci sono dei turni. Altro che sede vacante. A Roma tutto si amplifica, anche delle normali vacanze creano scandalo”.

Secondo lei non c’è una questione di opportunità sulle vacanze della giunta in un momento nel quale la città sentiva di aver subito uno sfregio?

“Marino ha presieduto l’ultima giunta il 13 di agosto. Era cotto. Credo che 15 giorni di vacanza gli possano essere concessi. Sabella è stato anche male. È rientrato a lavoro 5 giorni dopo un’operazione. Se la mettiamo così allora vuol dire che a Roma non ci vogliono degli amministratori ma dei martiri”.

Che intende?

“Questa amministrazione paga l’aver ficcato le mani negli ingranaggi. E il sistema si ribella”.

Il sistema?

“Sì. Anche i mezzi di informazione si sono prodotti in un accanimento ad personam inspiegabile rispetto ai fatti. Prenda il funerale di Casamonica: l’amministrazione non poteva prevedere quel tipo di manifestazione. Ma ormai sembra che ogni cosa che accade a Roma sia colpa di Marino”.

Teme la relazione del Viminale su Roma?

“Riteniamo che il comune non sia da sciogliere per infiltrazione mafiosa. C’è una discontinuità evidente rispetto all’amministrazione Alemanno. Non abbiamo preoccupazioni e non ci serve che se ne creino. Abbiamo bisogno di risorse, specie per il Giubileo”.

Cosa serve a Roma per il Giubileo?

“Soldi per trasporti e viabilità. Dovremo dare il miglior servizio possibile nelle condizioni date. Se tutti gli attori faranno la loro parte il risultato sarà a portata di mano”.

Con chi ce l’ha?

“Con le piccole sigle sindacali che pensano di usare i romani come carne da cannone. Lavorare più ore rispetto a prima non mi sembra uno scandalo. Usare il badge neppure”.

Come si evita che i soldi per l’anno giubilare finiscano alle organizzazioni criminali?

“L’ideale sarebbe non avere deleghe”.

Con così poco tempo a disposizione?

“Appunto. Ma il sindaco ha già sottoscritto un accordo con l’Anac e a me va anche bene l’ipotesi di affidare la supervisione a Gabrielli. Anzi, mi va benissimo. Basta che poi non si gridi al commissariamento”.

Teme per la tenuta della maggioranza?

“Vedrà, sarà una consiliatura entusiasmante. Quando decidi di fare della legalità il tuo faro ti attaccano. E i “professionisti” della legalità tifano, come quelli del M5S, finiscono per stare nella stessa squadra dei mascalzoni. I Cinquestelle non hanno niente di meglio da fare che spalare letame. Vengano a controllare la regolarità di appalti e affidamenti. Temo però che non siano tanti i competenti tra loro”.