Nel centro di Roma, solo a 30 all’ora

Simone Canettieri – IlMessaggero
Questo dramma nel salotto buono della città si poteva evitare? La risposta, al netto di qualsiasi speculazione dell’ora dopo, è «no, perché contro la distrazione umana di chi è al volante c’è veramente poco da fare, soprattutto se guida dei mezzi del genere», alza le braccia Raffaele Clemente, comandante dei vigili urbani, dopo ore passate sul posto. L’incidente però scuote il Campidoglio e il resto della città. È avvenuto a due passi dal Tridente pedonalizzato lo scorso ottobre, una zona frequentatissima da romani e turisti. E’ successo con il sole bello alto, in un orario in cui la Capitale vive e lavora. È accaduto alle spalle di un’area che il Comune ha faticato a tutelare, con la pedonalizzazione. Una decisione che provocò proteste e disagi, ma che venne difesa dal sindaco Marino per valorizzare al meglio «un pezzo di Roma che il mondo ci invidia».
I RIMEDI
Possibile ora che a poche decine di metri da piazza del Popolo ci sia stata una tragedia simile? Con l’immancabile senno del poi davanti a disgrazie di questo tipo non rimangono che le iniziative da prendere per il futuro. A po steriori. Per la prima è questione di giorni. Spiega l’assessore alla Mobilità Stefano Esposito: «Tra i 15 punti che ho sulla mia scrivania, ho chiesto al Governo che venga approvata la zona 30 in aree come queste». In poche parole: in vista del Giubileo, il Campidoglio ha inse- rito anche la previsione dei limiti dei 30 orari in alcune aree della città a ridosso delle Mura Aureliane. Dopo quanto accaduto ieri il motivo del provvedimento è semplice: evitare incidenti e tutelare i pellegrini.
IL GIUBILEO
Nel dossier sull’Anno Santo, il Campidoglio spiega che intende realizzare «interventi di moderazione del traffico e “zona 30” nel tratto di via Appia Antica da piazza Numa Pompilio a via della Caffarella». Piazza del Popolo è una delle porte d’ingresso, forse la principale soprattutto per chi arriva con i treni, nel cuore della Capitale. L’assessore Esposito: «Possiamo adottare qualsiasi divieto o restrizione, ma senza un senso civico da parte di chi guida sono tutti inutili palliativi». I RITARDI
II piano generale del traffico, uno degli ultimi atti approvati dall’ex assessore ai Trasporti Guido Improta, già prevedeva l’istituzione di queste aree a velocità ridotta. Che poi dovrebbero essere accompagnate da una segnaletica, sia orizzontale sia verticale, particolare: indicatori di velocità, autovelox se servono e dissuasori. Per fare in modo che l’allerta nei pressi del Tridente sia altissima. E non si arrivi al paradosso che se una zona è stata finalmente regolata, ce ne sia un’altra in cui «si corre troppo». Elementi di buon senso, che i residenti del quartiere reclamano da tempo. Ma senza fortuna. Il piano del traffico prevedeva il coinvolgimento dell’85 per centro delle strade romane. Dossi e dissuasori da installare. «Per fare in modo che così si possa ridurre – c’era scritto nel Pgtu mai entrato m vigore, almeno per questa parte – il traffico veicolare a seguito del potenziamento del trasporto pubblico per incentivare gli spostamenti a piedi». Sull’onda mediatica dell’incidente di ieri anche i consiglieri del I municipio sono tornati a chiedere interventi al Comune: «La tragedia che ha scosso e addolorato tutti noi deve farci riflettere sulle condizioni di sicurezza di alcuni snodi della viabilità in centro», ha detto il presidente della commissione lavori pubblici e capogruppo della Lista Civica Marino, Stefano Marin. La commissione lavori pubblici del Municipio sarà «riunita con urgenza nelle prossime ore per proporre l’immediata introduzione di un sistema di dissuasione di velocità nell’area dell’incidente».