Giubileo, mille euro per i pullman in centro. Iniziamo a rivalutare Roma

L’assessore Sì-Tav, l’assessore «multitasking» (autodefinizione, visto l’attivismo sui social), l’assessore pendolare che vola tra Roma, dove lavora, e Torino, dove ha mantenuto famiglia e bacino elettorale. Ma Stefano Esposito, classe ’69, nativo di Moncalieri, nella giunta del Campidoglio è soprattutto l’assessore che, in vista del Giubileo, ha dichiarato guerra ai pullman turistici.

Ticket di mille euro per entrare in centro. È così?

«Sì, questa è la mia proposta che porterò alla giunta politica del 3 settembre».

Perché questa decisione?

«Nel 2014 sono entrati 90 mila bus turistici. Per l’Anno Santo ne prevediamo circa 170 mila. E fargli pagare appena 200 euro al giorno, o 2.800 euro annuali, è un incentivo pazzesco che va eliminato».

Su con le tariffe, allora…

«Esatto. Mille euro per la zona centrale, 10-12 mila per l’abbonamento annuale».

Pagheranno i turisti: mille diviso 5o persone, la capienza di un bus, fa 20 euro a testa.

«Se è per questo ero partito dal divieto assoluto di entrare. Poi nel confronto politico e coi tecnici ho pensato che era meglio questa strada. Solo i cretini pensano di sapere tutto…».

Ticket anche per le auto?

«Nelle altre capitali europee c’è. Ma qui mi sembra prematuro. Per ora andiamo coi pullman: del resto se vuoi arrivare sotto il colonnato di San Pietro oppure al Colosseo è giusto che si paghi tanto. Ma qui a Roma, ma come un po’ in tutta Italia, c’è una mentalità gommarola».

Sarebbe?

«Abituata a pensare al trasporto pubblico quasi esclusivamente su gomma. Io voglio cambiare questa mentalità».

Detto da uno che è noto per le sue posizioni per la Tav suona quasi come una minaccia…

«Vengo da una solida cultura del ferro contro la gomma. Chi è avversario dei treni, invece, ne è un sostenitore».

E tolti dal centro, dove andranno questi bus turistici?

«Abbiamo già predisposto una serie di parcheggi subito fuori la cinta centrale, in posizioni comodissime, vicino alle stazioni ferroviarie o della metropolitana».

Tiburtina, ad esempio. Dove ogni sette minuti ci sarà un treno per la stazione San Pietro?

«Esatto. Ma non posso dire tutto. Domani avrò la bozza di delibera».

Penserà mica di collegare anche Termini con San Pietro via rotaia?

«Veramente è un’idea che mi è venuta. Ho fatto anche fare un’analisi tecnica agli uffici».

Risultato?

«Speravo di avere più “materiale” utilizzabile. Invece i binari, su quel tratto, sono stati tolti a fine anni 8o non so perché. Per il Giubileo non faremmo in tempo, e poi serve un bell’investimento economico».

Progetto abortito?

«Per l’Anno Santo sì. Non possiamo aprire cantieri senza chiuderli. Ma nell’orizzonte temporale del 2018 è un obiettivo che si può tenere in considerazione».

E lei come fa avanti e indietro tra Roma e Torino?

«In aereo, anche due volte a settimana. Parto la sera alle 20, torno la mattina alle 6.5o. E spesso la domenica sono nella Capitale».

Chi paga i suoi viaggi?

«Il Senato, come per tutti i senatori. Ma con me il Comune risparmia: faccio l’assessore a zero euro, ho anche sbarrato la riga sull’Iban nel modulo per i pagamenti che mi ha consegnato il Campidoglio…».