Non si beve champagne se c’è chi è a pane e acqua

Dario Martini – IlTempo

Mi sono stati raccontati premi ai dirigenti dell’Atac. In un’azienda in queste condizioni economiche bisogna che non ci siano sproporzioni. È come in una famiglia. Non ci può essere chi pasteggia a champagne e chi resta a pane e acqua». L’assessore ai Trasporti Stefano Esposito vuole che tutti facciano la loro parte. Autisti dei bus e macchinisti della metropolitana, ma anche i manager dagli stipendi d’oro. Non si può chiedere ai dipendenti che stanno in strada di lavorare di più e allo stesso tempo accettare dirigenti paperoni».

Assessore Esposito, l’ad Danilo Broggi si lamentò al nostro quotidiano del fatto che guadagnava un terzo in meno dei suoi dirigenti?

«Su questo aspetto e sui premi elargiti che mi sono stati riferiti ho intenzione di fare delle verifiche. Ne parlerò martedì con il dg Micheli. Nel caso ci metterò mano».

Vuole intervenire su questi stipendi?

«Bisognerebbe mettere mano all’intero sistema della direzione. Ma non voglio pagare buonuscite. I romani non devono pagare più il conto. Cambiare, infatti, costa».

Il sindaco Marino a luglio disse che avrebbe cacciato l’attuale cda di Atac. Eppure è ancora lì…

«È una decisione del sindaco. Adesso, a settembre, affronteremo anche questo argomento».

A giugno e luglio i dipendenti hanno protestato in modo molto forte creando notevoli disagi, soprattutto in metropolitana. Si aspetta un settembre nero?

«Se qualcuno intende riprendere quel gioco al massacro posso assicurare che saranno utilizzati tutti gli elementi che la legge prevede».

A cosa pensa?

«Utilizzeremo tutti gli strumenti fino alle estreme conseguenze. Però voglio sottolineare una cosa».

Prego.

«Il nuovo contratto prevede che l’orario di lavoro sia stato portato a 950 ore mensili. A Torino sono 1.400, a Milano 1.700. Non c’è motivo di lamentarsi. Il problema poi, sono i mezzi molto vecchi».

Su Twitter ha polemizzato con due presunti autisti. Qualcuno l’ha criticata perché ha minacciato di licenziarli.

«Chi lo ha fatto non ha capito nulla. Sono intervenuto in quel modo per dimostrare che l’80% di ciò che si dice su Twitter è falso. Non esistono né i due autisti né l’utente che ha denunciato i disservizi. Era tutta una montatura. Ho invitato il passeggero che si lamentava a scrivere sulla mia posta privata e a farmi nomi e cognomi dei responsabili del disservizio. Lei pensa che si sia fatto più vivo? Ovviamente no. C’è un sistema organizzato per sputtanare Atac».

Cosa intende?

«Le faccio esempio. Circolava un video sul cosiddetto “trenino” per saltare il varco in metropolitana. Ma se si guardava bene era un padre con i figli, tutti con meno di 10 anni che, come noto, non pagano».

Come pensa di fornire trasporti adeguati per il Giubileo.

«Il nostro problema sono i mezzi. Basti pensare che 431 milioni di debiti dell’azienda sono solo nei confronti dei fornitori dei pezzi di ricambio. Intanto il 10 settembre finisce la gara per l’acquisto di 700 autobus che sono fondamentali. La cura, poi, non può essere che quella del ferro. Tram e treni».

Lei come si sposta in città?

«Io mi muovo con la scorta. Quando posso prendo i mezzi anche se è più complicato».