L’assessore monta sul carroattrezzi

Vincenzo Bisbiglia – IlTempo
«Le multe a strascico? Meglio le rimozioni». Stefano Esposito cambia tutto, mette per un momento da parte telecamere e Street Control e rispolvera i cari e vecchi carroattrezzi, «e pure le ganasce». Perché «se vogliamo snellire il traffico, le auto in sosta non dobbiamo multarle, ma rimuoverle». Superato il mese dal suo insediamento, avvenuto «perché non c’era nessuno che voleva prendersi questa patata bollente», l’assessore-senatore traccia a Il Tempoun primo bilancio del suo mandato in Campidoglio e disegna il futuro immediato: rispolverare i filobus, rimpolpare la flotta Atac, dare precedenza ai taxi rispetto a bus turistici e ncc e creare «zone 30» in tutti i municipi.

Assessore Esposito, questa idea delle rimozioni va in controtendenza con quanto avvenuto negli ultimi anni. È la strada giusta?

«Credo di sì. Le multe vengono fatte, ma doppie e triple file restano. E se voglio fluidificare, devo rimuovere. Oggi abbiamo soltanto 50 carroattrezzi e 60 ganasce, e questi saranno fino alla scadenza del bando, nel novembre del 2016. Poi vorrei che ce ne fossero 300 di carri e 500 di ganasce. Si inizierà a stretto giro, ma prima faremo una campagna di prevenzione e avvertimento: per una settimana, i nostri ausiliari invece delle multe piazzeranno dei volantini sulle auto in sosta vietata. Poi chi persevera verrà punito».

In generale, l’idea di proseguire con le limitazioni della mobilità privata la stuzzica?

«Ho già in campo un pacchetto di pedonalizzazioni e zone 30. Mi piacerebbe dare soddisfazione a ogni municipio, ma non so se ci riuscirò. Sicuramente, la maggior parte dei territori sarà interessata da soluzioni di questo tipo».

Lei è arrivato nel pieno della crisi di Atac. La ricapitalizzazione ha salvato l’azienda, ma ci è costata 178 milioni. Sarà così anche nel 2016?

«Nel bene e nel male, lo escludo. Questa è l’ultima possibilità: o l’anno prossimo si chiude in pareggio, o si fallisce. Ho già chiesto al dg Francesco Micheli un taglio del budget per i dirigenti del 10-15%».

Il problema di Atac sono anche mezzi e manutenzioni. Cosa avete fatto e cosa farete?

«Intanto, in agosto, grazie ai 50 milioni immessi per questa voce abbiamo recuperato 50 bus, a cui è stato rifatto il motore, e portato la flotta a 1600 autobus tutti revisionati. In più a giorni verranno immessi nella rete altri 2 treni Caf rigenerati. E poi un’idea: in deposito abbiamo 60 filobus nuovi, mai usati. Non m’importa come sono stati comprati, lo dirà la magistratura. Vorrei rimettere le linee aeree sulla Nomentana e farli viaggiare di nuovo: ci costerebbe solo 400mila euro».

Con i sindacati?

«Bene l’intesa con Cgil, Cisl, Uil e Fast, ora sto dialogando con Orsa, Sul, Faisa Confail e Ugl. L’Usb non la voglio nemmeno vedere. Una delle soluzioni potrebbe essere responsabilizzare i macchinisti, promuovendo qualcuno di loro alla direzione delle linee. Ma è tutto in divenire».

Nei giorni scorsi ha incontrato i rappresentanti dei pullman turistici…

«Anche qui bisogna fare delle scelte. Nel centro di Roma il turista viene portato in albergo, nei musei e al ristorante con mezzi privati, ovvero pullman e ncc. E il servizio pubblico? Io quando vado all’estero cammino, e se non mi va prendo il taxi. La stessa cosa deve accedere a Roma. Quindi, o si accettano tariffe disincentivanti, o altrimenti metto i divieti e la facciamo finita».