Retromarcia di Iren sulle bollette

Andrea Rossi – LaStampa
Il dietrofront è arrivato con l’inizio del nuovo anno: Iren affiderà il servizio di consegna delle bollette attraverso una gara a evidenza pubblica. La società multiservizi ha annullato la trattativa privata con Poste Italiane e Nexive dopo l’esposto inviato dal senatore del Pd Stefano Esposito all’Autorità nazionale anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone.
Con la sua segnalazione Esposito, relatore in Parlamento del nuovo codice degli appalti, invitava l’Anac a verificare che Iren, azienda quotata in Borsa ma che ha come soci di maggioranza i Comuni di Torino, Genova e Reggio Emilia, avesse seguito una procedura regolare.
Non c’è stato bisogno di nessuna ispezione: è bastato l’esposto. Iren ha deciso di optare per la gara e nel frattempo ha prorogato il rapporto con New Post Torino, azienda della galassia Defendini cui a dicembre era stata comunicata la fine del contratto. Salvi (per ora) i 30 dipendenti per cui era già pronto il licenziamento – annunciato da Defendini con una lettera al sindaco Fassino – dato che New Post Torino lavora quasi esclusivamente per conto di Iren.
Il dietrofront è arrivato con l’inizio del nuovo anno: Iren affiderà il servizio di consegna delle bollette attraverso una gara a evidenza pubblica. La società multiservizi ha annullato la trattativa privata con Poste Italiane e Nexive dopo l’esposto inviato dal senatore del Pd Stefano Esposito all’Autorità nazionale anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone.
Con la sua segnalazione Esposito, relatore in Parlamento del nuovo codice degli appalti, invitava l’Anac a verificare che Iren, azienda quotata in Borsa ma che ha come soci di maggioranza i Comuni di Torino, Genova e Reggio Emilia, avesse seguito una procedura regolare.
Non c’è stato bisogno di nessuna ispezione: è bastato l’esposto. Iren ha deciso di optare per la gara e nel frattempo ha prorogato il rapporto con New Post Torino, azienda della galassia Defendini cui a dicembre era stata comunicata la fine del contratto. Salvi (per ora) i 30 dipendenti per cui era già pronto il licenziamento – annunciato da Defendini con una lettera al sindaco Fassino – dato che New Post Torino lavora quasi esclusivamente per conto di Iren.