Autostrada Asti- Cuneo gruppo Gavio e Ativa convocati in Senato

PAOLO GRISERI – Repubblica
I concessionari della Asti-Cuneo (Gruppo Gavio in testa) e Ativa per la tangenziale di Torino a rapporto in Senato. L’ottava commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama ha convocato le due società per vederci chiaro sui due capitoli dell’autostrada infinita (Gavio) e della scadenza della concessione per la tangenziale di Torino (Ativa). «Abbiamo promosso l’audizione – spiega Stefano Esposito, senatore torinese e vicepresidente della Commissione – perché è necessario sciogliere i due nodi». Sull’autostrada Asti-Cuneo Sergio Chiamparino, dalle pagine di Repubblica Torino, ha ipotizzato ieri un accorpamento e la proroga delle concessioni a Gavio su altre autostrade in cambio della conclusione dei lavori. Ipotesi che trova Esposito nettamente contrario: «La strada della proroga delle concessioni non è assolutamente percorribile. Lo impedisce il nuovo codice degli appalti che porta la mia firma. Quando scade una concessione si fa un bando e si mette a gara. E’ finito il tempo delle proroghe infinite che favoriscono sempre i soliti». Eppure la strada suggerita da Chiamparino aveva l’intento di superare l’impasse e concludere finalmente i lavori. Per Esposito, che garantisce di avere con sè «l’unanimità della commissione» il nodo dell’Asti-Cuneo non si può sciogliere in cambio di proroghe su altri tronchi autostradali. Gavio lamenta però una difficoltà a mantenere l’impegno perché i ritorni finanziari dell’opera sono inferiori al previsto: «Capisco che Gavio sia in difficoltà. Ma questo è il rischio dell’imprenditore. Altrimenti tutte le volte che un’autostrada si paga meglio del previsto dovremmo chiedere al concessionario di versare alle casse pubbliche la differenza tra il previsto e ciò che è stato incassato. Naturalmente sarebbe un’assurdità. Analogamente però se le entrate sono inferiori alle attese non si vede perché debba sempre pagare Pantalone». Esposito ne ha anche per le amministrazioni locali coinvolte dal progetto: «Sindaci e amministratori locali dovrebbero riconoscere di aver esagerato con le richieste di compensazione per gli espropri finendo a loro volta per causare indirettamente le difficoltà finanziarie e le lungaggini di questi mesi».
Come si esce allora dall’impasse completando un’opera che attende da tempo la sua conclusione? Il senatore torinese sostiene che «la strada migliore è quella di modificare il progetto abolendo opere faraoniche come la galleria di Verduno che si può evitare con un tracciato alternativo. Ho trovato interessante, in proposito, la proposta presentata recentemente dai consiglieri regionali dei 5 stelle».
Niente proroghe delle concessioni dunque, Nemmeno per la tangenziale di Torino e l’Ativa? «Nessuna proproga vuol dire nessuna proroga. Penso che debba essere messa a gara la concessione per la tangenziale di Torino e nel bando debba essere compresa anche un’opera indispensabile come il nodo idraulico di Ivrea».
Le audizioni in Senato inizieranno dunque a fine mese. Prima verrano ascoltati i rappresentanti del ministero dei Lavori pubblici e la Regione Piemonte. Poi toccherà agli enti locali e alle parti sociali: Confindustria Cuneo e i sindacati. Si comincerà con le audizioni di ministero e Regione il 24 febbraio prossimo.