Mozione TPL ROMA

Il Senato,

Premesso che,

il servizio di trasporto pubblico locale di Roma versa in uno stato di profonda crisi gestionale, con evidenti ed immediate ricadute negative sulla vita quotidiana dei cittadini romani e dei pendolari, sui turisti e sull’immagine della capitale, e i più recenti accadimenti prefigurano un deciso peggioramento dello scenario nel breve medio periodo;

i disservizi nel trasporto pubblico nella città di Roma, nonostante il notevole impegno del personale operativo addetto ai mezzi di superficie e alla metropolitana, si registrano ormai con cadenza quotidiana. Sulle linee bus, nella metro e sulle tratte ferroviarie urbane gestite da Atac Spa aumentano le soppressioni di corse, i ritardi, l’allungamento dei tempi di attesa alle fermate e le interruzioni improvvise del servizio, con conseguenti gravi ripercussioni sugli utenti e in particolare per coloro che utilizzano i mezzi pubblici per recarsi ai luoghi di lavoro o di studio;

le cause di tali disservizi sono il risultato di una gestione incontrollata della concessionaria del servizio di trasporto pubblico locale di Roma, di mancati investimenti, di scandali legati al management, di scarse performance aziendali, di ricavi nettamente inferiori alle spese sostenute e, non ultimo, di ingerenze politiche come quelle verificatesi all’inizio del corrente mese di settembre;

il parco veicoli bus, della metropolitana e dei treni offre in questi giorni un servizio del tutto inadeguato alle esigenze di mobilità di una metropoli come Roma e sempre più di frequente si verificano situazioni di sovraffollamento incontrollato e pericoloso nelle corse di bus, metro e treni, con conseguente riduzione dei livelli di sicurezza nel trasporto delle persone;

Considerato che,

dalle analisi dei bilanci di Atac Spa degli ultimi anni, emerge che gran parte delle problematiche gestionali della società si sono manifestate ed aggravate negli anni 2010 e 2011, periodo in cui si è verificato un rapido incremento dell’indebitamento e del debito societario, combinato ad un incremento ingiustificato di personale e ad un crollo della redditività e degli investimenti., con pesanti effetti a ricaduta sugli anni successivi;

per ripianare parte delle perdite di Atac Spa accumulate in quegli anni e consentire la continuità del servizio di trasporto pubblico su tutta la rete in gestione e sulle ferrovie concesse, i governi Monti, Letta e Renzi e lo stesso comune di Roma, sono intervenuti a più riprese e con ingenti risorse;

numerose situazioni di scarsa trasparenza gestionale relativa a quegli anni sono state rilevate ed evidenziate da più parti, e molte sono giunte e sono tuttora al vaglio delle autorità giudiziarie;

irregolarità sono emerse in relazione al mancato rispetto dei limiti di spesa imposti dalla legge (per consulenze e beneficiari non meglio individuati, affidamento di consulenze legali senza procedure di gara, sponsorizzazioni, acquisto di beni di cui non vi è traccia negli inventari, ecc.) per scritture contabili non corrette (iscrizione a bilancio di crediti inesistenti, per improprie compensazioni di crediti e debiti, per rinunce a crediti non giustificate, perdite di esercizio ripianate con riserve), per depauperamento del patrimonio aziendale, per lauti premi aziendali erogati senza aggancio a specifici obiettivi aziendali, per l’incremento di personale con omessa conservazione o assenza di atti inerenti le procedure di assunzione, per le assunzioni di tipo clientelare e per l’assunzione diretta di dirigenti, in violazione del principio di imparzialità, trasparenza e pubblicità, ed infine per le opache procedure di appalto e affidamento di servizi;

la stessa Autorità anticorruzione, dapprima nella relazione inviata al Comune di Roma lo scorso 26 ottobre 2015 e successivamente nel rapporto finale inviato a marzo 2016, ha evidenziato le irregolarità di Atac Spa nella gestione di taluni servizi di mobilità per persone disabili;

il danno erariale prodotto dal complesso delle irregolarità compiute da Atac Spa ha assunto proporzioni gigantesche nel breve volgere di qualche anno. La Corte dei Conti ha sottolineato a più riprese gli sprechi di Atac Spa e lo stesso Ministero dell’economia e delle finanze a seguito di un’apposita ispezione condotta nell’azienda ha evidenziato nel dettaglio le  irregolarità commesse e la dimensione delle perdite procurate a danno del bilancio aziendale, del Comune di Roma e delle finanze pubbliche;

Rilevato che,

durante la gestione commissariale del Comune di Roma, nel tentativo di imprimere una svolta alla gestione di Atac Spa, è stato rivisto l’assetto della governance societaria, con la nomina  ad amministratore unico di Armando Brandolese e successivamente con la nomina a direttore generale di Marco Rettighieri a cui è stata assegnata la responsabilità della gestione di tutte le aree funzionali e di business dell’azienda;

nel breve volgere di alcuni mesi dalla loro nomina sono stati adottati diversi interventi per contrastare alcuni comportamenti irregolari a danno dell’azienda. Sono stati effettuati alcuni licenziamenti per comportamento infedele di dipendenti in relazione a commesse ed acquisti; sono state portate all’attenzione della magistratura, con apposito esposto del direttore generale Marco Rettighieri, le presunte irregolarità riscontrate negli appalti affidati in precedenza senza passare per i bandi di gara europei; sono state avviate inchieste interne per verificare nell’immediatezza le disfunzioni legate a distacchi sindacali anomali, sulla gestione delle mense, sulla fornitura di gomme per i bus, sui cali di tensione che impedivano il funzionamento del servizio Metro e sull’affidamento di servizi di mobilità in subappalto;

lo scorso luglio, la procura di Roma, facendo seguito all’esposto presentato dal direttore generale di Atac Spa, ha effettuato ispezioni in 20 sedi dell’Atac per acquisire materiale relativo alla gestione senza regole delle mense aziendali, in relazione ai permessi sindacali e ad appalti per la manutenzione dei bus;

sul fronte gestionale, sono stati avviati interventi decisi per rivedere l’organigramma dirigenziale dell’azienda, per contrastare l’evasione dei titoli di viaggio, per ridurre i  numerosi disservizi quotidiani, per rendere maggiormente sicure e controllate le aree di transito dei passeggeri e i mezzi di trasporto e per rendere maggiormente efficiente il servizio di superficie e metropolitano;

Preso atto che,

l’avviato processo di revisione della governance e di rilancio di Atac Spa  è stato interrotto, senza adeguata motivazione, per la mancata fiducia espressa a più riprese dalla nuova giunta capitolina sull’operato degli ormai ex amministratore unico di Atac Spa Armando Brandolese ed ex direttore generale di Atac Spa Marco Rettighieri. All’inizio del mese di settembre 2016, sia l’amministratore unico di Atac Spa Armando Brandolese sia il direttore generale Marco Rettighieri, hanno formalizzato le dimissioni dai propri incarichi;

l’Atac Spa è attualmente in uno stato di totale incertezza e già si intravedono i primi effetti sul futuro prossimo del trasporto pubblico locale di Roma Capitale: sono state cancellate 3800 corse e cancellate intere linee in prossimità dell’avvio del nuovo anno scolastico e vi è profonda incertezza sule risorse da destinare al funzionamento e alla manutenzione di  Metro e bus e per il rinnovo programmato del parco dei veicoli;

alla luce di tali decisioni, nei prossimi mesi i cittadini romani e i pendolari subiranno nuove ed ulteriori difficoltà negli spostamenti, allontanando ancora di più la qualità e l’efficienza del servizio loro offerto dagli standard europei e delle altre maggiori città italiane. Si prospettano, nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, situazioni di forte disagio, sovraffollamento e di ridotta sicurezza nelle corse, in particolare nelle ore di maggiore utilizzo della rete dei trasporti di superficie e della metropolitana;

Tutto ciò premesso,
impegna il Governo

a verificare che siano garantite dal concessionario del servizio di trasporto pubblico di Roma Capitale tutte le condizioni di sicurezza nel trasporto dei passeggeri sull’intera rete in gestione e sulle ferrovie concesse, e che le tempistiche e le modalità di trasporto, sia sui veicoli di superficie sia nella metropolitana, non siano fonte di preoccupazione per i cittadini romani, i pendolari e i turisti.