G7 A TORINO: “DA VETRINA (E OPPORTUNITÀ) A CARCERE”

In qualunque altra città del pianeta il G7 rappresenterebbe una vetrina internazionale e una imperdibile occasione per far conoscere le eccellenze di quel territorio. Non così per Torino, dove il summit del G7 di fine settembre da occasione si sta trasformando in “detenzione” per le delegazioni. A nulla sono valsi gli appelli lanciati dal Presidente della Regione Sergio Chiamparino e dal Presidente dell’Unione Industriale Dario Gallina. Ospiti internazionali vissuti quasi come un fastidio, programmi cancellati, limitazioni che danneggiano commercianti e cittadini: più passano i giorni più appare evidente che il G7 da grande opportunità si sta trasformando in un’occasione perduta, il che è la logica conseguenza della capitolazione dell’amministrazione cittadina grillina nei confronti dei ‘professionisti’ del teppismo politico, da Askatasuna ai vari altri segmenti dell’antagonismo. Ovvero quei sparuti gruppuscoli che da sempre fanno di ogni manifestazione una ‘vetrina’ delle loro gesta violente e che dal 2014, purtroppo anche con la responsabilità della mia parte politica, hanno trasformato un ‘bene pubblico’ come la Cavallerizza Reale in una simil casa-okkupata. E non a caso tutto questo sta avvenendo sull’asse istituzionale Torino-Venaria, due città a guida 5Stelle.

Duole dirlo, ma in queste due città la legalità e lo sviluppo soccombono, mentre vincono gli abusivi, i ghigliottinatori di piazza e i teppisti travestiti da rivoluzionari.