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ODG solidarietà lavoratori AGILE-EUTELIA

marzo 28th, 2011 — 1:34pm

ORDINE DEL GIORNO DI SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI AGILE-EUTELIA APPROVATO DALLA DIREZIONE NAZIONALE DEL P.D.
La direzione nazionale del Partito Democratico, esprime la propria solidarietà ai lavoratori del gruppo AGILE-EUTELIA, condannati nei giorni scorsi dal Tribunale di Roma a 3 mesi di reclusione, o in alternativa a 7600euro di ammenda, per occupazione di proprietà privata, per aver presidiato nell’ambito delle azioni di lotta sindacale a difesa del posto di lavoro, la sede romana della società.
Va’ ricordato che questi lavoratori sono stati oggetto di un attacco squadrista da parte di vigilantes privati, assoldati dai fratelli Landi, che hanno tentato lo sgombero forzoso della sede, ed inoltre che la vertenza AGILE-EUTELIA, riguardante migliaia di lavoratori, non ha ancora avuto una conclusione che garantisca una certezza di futuro occupazionale, nonostante le promesse del Governo Berlusconi.
Auspichiamo pertanto che questa sentenza abnorme, contro la quale i lavoratori si sono già opposti, venga superata da una sentenza di assoluzione, anche alla luce dell’orientamento giurisprudenziale che rimette alla prassi sindacale la definizione della nozione dio sciopero.

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Da Agile-Eutelia all’ex Cms: gli ammortizzatori sociali sono finiti

novembre 7th, 2010 — 12:11pm

Giampiero Maggio – LaStampa

Eccoli i lavoratori dimenticati. Sono centinaia in Canavese, finiti al centro di promesse mai mantenute, abbandonati dalle istituzioni e tagliati fuori dai «tavoli» che contano. Da mesi sono senza stipendio, o con ammortizzatori sociali che stanno per scadere.

Nella sede di Agile-Eutelia, nel Parco Dora Baltea, a Ivrea, i lavoratori sono tornati a far sentire la propria voce. Il volto è coperto da una maschera bianca. Anonima nei tratti come, dicono, anonimo è il loro destino. Un anno fa era cominciata l’occupazione della fabbrica, in seguito a un tracollo diventato inarrestabile. Oggi i lavoratori Agile-Eutelia, centinaia tra Ivrea e Torino, migliaia in tutta Italia, sono tornati in assemblea. Con le loro maschere bianche e impalpabili. Minacciando di occupare strade e di alzare il livello della protesta. Sono tornati a far sentire la loro voce in attesa che il Tribunale di Roma, il 15 dicembre, decida sulla causa sindacale intentata in seguito alla cessione del ramo Information tecnology fatta da Eutelia ad Agile. E in attesa che i commissari presentino un piano industriale (mentre le commesse continuano a finire altrove), senza il quale non è possibile avere le fidejussioni garantite da governo e Unione europea per le aziende in crisi. «E senza le fidejussioni – spiegano – non si può partecipare alle gare».

Il lamento è riassunto dalle parole di Mariella Rapetti, la delegata sindacale: «Per ogni decisione ci vogliono mesi. Sembra che ci sia la volontà di non farci andare avanti». E poi c’è Raf Phonemedia, azienda per la quale il commissario (lo stesso di Agile) ha chiesto al Tribunale di Novara il fallimento: «Eppure – spiega la sindacalista Daniela Stratta – il commissario ci aveva chiesto di continuare a lavorare per mantenere le commesse, nonostante fossimo in cassa integrazione».

La loro non è l’unica voce della protesta. Perché, poco distante da qui, a Scarmagno, un tempo cuore pulsante dell’Olivetti, da anni oramai si trascina lo stillicidio dei lavoratori ex Oliit ed ex Cms, aziende nate proprio dallo «spezzatino» di Op Computer. Illusi da un progetto sponsorizzato dalla Provincia ma mai decollato: dovevano essere ricollocati nel polo della pubblica amministrazione di Loranzè, secondo le garanzie del presidente della Provincia Antonio Saitta e dei sindacati. Non se ne fece nulla, nonostante un fondo di quasi due milioni di euro già stanziato dai Patti territoriali del Canavese, ma di cui oggi non si sa più nulla.

Sono rimasti in cento a lottare. Anche loro abbandonati dalle istituzioni, anche loro ancorati a promesse di ricollocazione che non decollano. Qualcuno di loro ha affidato rabbia, disperazione e protesta ai blog, su Internet, dove possono attaccare a 360 gradi, spesso con toni molto accesi, quelli che considerano i responsabili della loro tragedia.

Gli ex di Oliit non percepiscono più lo stipendio da un anno, quelli di Cms potranno contare sull’assegno di mobilità fino a dicembre. Una settimana fa, a Scarmagno, il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone ha speso parole di speranza e ottimismo per i lavoratori CellTel, mentre il presidente della Regione Roberto Cota ha annunciato un piano per l’occupazione da 290 milioni. Nessuno ha parlato di loro, degli ex di Oliit e Cms, che oggi si sentono «figli dimenticati», «lavoratori di serie B». Eppure anche loro hanno contribuito a fare la storia della grande azienda informatica.

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Crisi: addetti Agile a presidio Camera, “politici fuori”

marzo 17th, 2010 — 6:22pm

Mentre la Camera sta discutendo le mozioni di maggioranza e opposizione sulla crisi economica, fuori da Montecitorio è in corso il presidio organizzato dalla Cgil. E’ quanto si apprende da fonti di agenzia. Qui i lavoratori di Agile (ex Eutelia) hanno approntato una sorta di “emiciclo parallelo”, al quale invitano i politici.

“Il lavoro e lo sviluppo non interessano questo Parlamento, parliamone fuori”, recita il loro striscione. Sono presenti anche alcuni politici: l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, i deputati Stefano Esposito, Antonio Boccuzzi, Marianna Madia, l’ex segretario di Rifondazione, Franco Giordano.

Partecipa anche il leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. “Senza lavoro non c’è Italia – dichiara il segretario -. Il governo ha l’orecchio su quelli che ce la fanno, noi vogliamo avere l’orecchio su chi non ce la fa o rischia di non farcela: lavoro, imprese e redditi delle famiglie”.

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Brindisi in fabbrica per il Capodanno dei lavoratori Agile

gennaio 13th, 2010 — 5:42pm

La Sentinella del Canavese

IVREA. Brindisi di Capodanno, nella fabbrica occupata. Così come è stato la sera di Natale. Sono passati quasi due mesi dal 4 novembre, giorno in cui i lavoratori Agile hanno deciso che sarebbero rimasti in azienda giorno e notte. La solidarietà del territorio non è mancata. Anzi. Spettacoli, concerti, momenti ricreativi e aiuti concreti: dalle brandine della Protezione civile ai cavoli verza di Montalto. Martedì c’era la segretaria nazionale Fiom Laura Spezia.

Le prossime settimane, per Agile, sono decisive. Tutte le sedi, nei giorni scorsi, sono state sequestrate sulla base di un decreto del Tribunale fallimentare di Roma. I giudici (presidente del collegio Ciro Monsurro) hanno nominato tre custodi giudiziari che, entro metà di febbraio, dovranno verificare la situazione dal punto di vista patrimonale, economico e contabile della società. Ai tre – l’a vvocato Francesca Pace, la commercialista Daniela Saitta e l’i ngegner Giuliano Schirone – sono stati conferiti i poteri di esercizio dell’impresa e di amministrazione ordinaira del patrimonio fino alla conclusione del procedimento per la dichiarazione dello stato di insolvenza.

A metà febbraio, quindi, i tre professionisti potrebbero essere nominati commissari. «Questa decisione – commenta Federico Bellono, Fiom – serve per tutelare i lavoratori e mantenere le commesse. Ma occorre fare in fretta». I custodi giudiziari, da parte loro, hanno già cominciato a lavorare. Sono stati nelle sedi di Roma e Milano, nei prossimi giorni verranno anche a Ivrea. Giovedì 7 gennaio, intanto, incontreranno le rappresentanze dei lavoratori e il sindacato per fare il punto su una situazione molto complessa. I lavoratori sono senza stipendio da mesi, alcune commesse, nel tempo, si sono perse. Nell’ultimo caso, a rescindere il contratto era stata la Rai e i parlamentari piemontesi Antonio Boccuzzi e Stefano Esposito si erano incatenati nella sede di via Verdi, a Torino.

Agile gestisce diverse – e importanti – commesse pubbliche che, in quanto tali, devono essere supportate da documentazione contabile di un certo tipo, difficile da produrre per Agile, acquistata per novantaseimila euro da Eutelia in giugno e poi passata sotto il controllo di Omega. Di Omega, la società controllante, il decreto del Tribunale non fa ovviamente cenno trattandosi di un provvedimento per accertare lo stato di insolvenza.

A Ivrea rientra nella galassia Omega anche Phonemedia, che occupa un centinaio di lavoratori, la maggior parte donne. Proprio in questi giorni, le lavoratrici stanno raccogliendo i documenti per presentare al tribunale la richiesta di dichiarare lo stato di insolvenza.

«Ci sono state tre iniziative di sciopero in una settimana», sottolinea Eric Poli, Slc Cgil. I lavoratori, intanto, hanno apprezzato l’approvazione della misura del sostegno al reddito della Regione, cioè 2500 euro per coloro che sono senza stipendio da almento tre mesi. Nei prossimi giorni, la Regione dovrebbe rendere noto il regolamento attuativo per accedere a questo fondo. Martedì, il Pd ha presentato una proposta di modifica al decreto ‘ milleproroghe’ che, se approvato, estenderà questa possibilità anche ad altri lavoratori in analoga situazione.

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Natale in catene per gli operai ex Eutelia

dicembre 23rd, 2009 — 1:34pm

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Eutelia, deputati pd incatenati contro la Rai

dicembre 23rd, 2009 — 1:31pm

Diego Longhin – Repubblica

TORINO – Non hanno intenzione di aprire i lucchetti fino a quando la Rai non rivedrà la scelta di chiudere il contratto con Eutelia, ora Agile. Azienda sull´orlo del fallimento, per volontà della proprietà, se non entrerà in amministrazione controllata. Due deputati del Pd, Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi, l´operaio scampato al rogo della Thyssen, da ieri mattina si sono incatenati alla balconata nell´ingresso della sede Rai di Torino, insieme al consigliere comunale Enzo Lavolta (Pd) e a un gruppo di lavoratori informatici.

Non si tratta di un blitz dimostrativo: i tre non lasceranno l´ingresso del centro di produzione, a costo di passare notti e Natale, fino a quando la Rai non cambierà idea. Il cda ha rescisso il contratto con Eutelia, che fornisce 27 dipendenti a Torino e 20 a Roma, siglando un contratto con Ibm per 2 milioni di euro. «Il tutto alla vigilia della riunione al tribunale fallimentare di Roma per decidere l´amministrazione controllata – dicono i due deputati del Pd – è stato il sottosegretario Gianni Letta a prendersi l´impegno di non svuotare Eutelia-Agile delle commesse per consentire ad un futuro commissario di garantire la continuità. Com´è possibile che un´azienda dello Stato sia la prima a togliere il lavoro?». E il braccio destro del segretario Pd Pierluigi Bersani, Filippo Penati, chiede alla Rai «di sospendere il contratto con Ibm e di attendere le decisioni del tribunale prevista per oggi».

La Rai ribatte che la scelta di rescindere il contratto è arrivata «dopo mesi di trattative» successive al passaggio da Eutelia ad Agile e «per gravi inadempienze e mancanza di garanzie». L´emittente pubblica ha poi impegnato l´Ibm «a far riassorbire il maggior numero di ex addet-ti impegnati in Rai». Motivazioni che per Esposito «sono finte visto che i vertici di Eutelia sono spariti e che i lavoratori, senza stipendio da mesi, hanno garantito la prestazione. Gli stessi addetti a cui ora si propone un contratto con un subappaltatore di Ibm».

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Crisi Agile

novembre 5th, 2009 — 1:15pm

Venerdì 6 novembre 2009, alle ore 12.00, a Ivrea, i Parlamentari del Partito Democratico del Piemonte incontrano i rappresentanti sindacali e i lavoratori dell’Agile (ex Eutelia).

L’azienda (gruppo Omega) versa in una grave situazione: non solo da due mesi non paga gli stipendi ai lavoratori né i fornitori, ma il 22 ottobre ha avviato, senza preavviso ai sindacati, una procedura di mobilità che riguarda 1.192 persone in tutta Italia (109 a Ivrea su 172)  dichiarando che “non sono ipotizzabili soluzioni alternative al licenziamento” e che non è praticabile il ricorso alla cassa integrazione straordinaria né ai contratti di solidarietà. Inoltre, l’azienda non si è presentata al tavolo costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico rifiutando ogni confronto.

L’incontro con i Parlamentari del PD del Piemonte, promosso dall’On. Antonio BOCCUZZI, fa seguito alla richiesta che il PD ha rivolto al Governo di riconvocare il tavolo di crisi presso la Presidenza del Consiglio per costringere l’azienda a chiarire la propria posizione. Il PD, inoltre, chiede all’Agile il ritiro dei licenziamenti; il mantenimento degli impegni assunti rispetto al pagamento degli stipendi e delle altre spettanze; la presentazione di un piano industriale credibile.

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