giugno 8th, 2010 — 6:28pm
Apprendiamo che la Federazione Italiana Sport Invernali (Fisi) sta pensando di rinunciare all’organizzazione dei prossimi campionati mondiali di slittino in programma a Cesana, in quanto la pista olimpica presenterebbe problemi tecnici e gestionali.
Per mesi e mesi ho seguito con attenzione la vicenda relativa all’impianto di Cesana e si era giunti a un risultato concreto molto importante con l’approvazione da parte della Camera dei Deputati, il 24 febbraio scorso, di un Ordine del giorno bipartisan (firmato dal sottoscritto e dall’On. Roberto Cota, nel frattempo diventato Presidente della Regione Piemonte), che impegnava il Governo a prorogare l’esistenza dell’Agenzia fino al dicembre 2014 e a destinare 10 milioni di euro (fondi residui dell’Agenzia Torino 206) esclusivamente al funzionamento degli impianti olimpici di montagna e per la promozione turistica della Valle di Susa.
Nulla di tutto questo è stato fatto, nonostante la retorica sull’eredità postolimpica e la necessità di valorizzare la Valle di Susa che ha riempito i comizi elettorali!.
E così, grazie all’indifferenza del Governo e alle amnesie del Presidente Cota e degli esponenti piemontesi del centrodestra (che, alla faccia del federalismo, nulla fanno per difendere gli interessi del Piemonte quando questo può recare disturbo a Berlusconi), la nostra Regione si permette il lusso di rischiare di perdere una manifestazione prestigiosa, esponendosi a una figuraccia internazionale.
Rivolgo, quindi, un appello ai Sindaci dell’Alta Valle di Susa affinché si mobilitino immediatamente nei confronti del Governo e dell’amministrazione regionale chiedendo che le promesse fatte vengano rapidamente e concretamente mantenute.
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febbraio 25th, 2010 — 8:19am
GIUSEPPE LEGATO – LaStampa
Il tesoretto per salvare gli impianti olimpici di Torino 2006 – bob e trampolino – sarà sbloccato entro aprile. Non solo. L’Agenzia per lo svolgimento dei giochi olimpici Torino 2006 non chiuderà a dicembre del 2010, ma continuerà a vivere fino alla fine del 2014. La sua attività verrà finanziata con 10 milioni di euro che serviranno anche per la promozione turistica della Val Susa.
Ieri mattina alla Camera dei deputati è stato accolto un ordine del giorno bipartisan presentato dal capogruppo della Lega Nord, Roberto Cota, e dall’onorevole del Pd Stefano Esposito. Il governo lo ha fatto proprio auto-vincolandosi a rispettare i patti. Che nascono in prima battuta per permettere a Cesana e al suo impianto modello, costruito solo pochi anni fa, di ospitare i prossimi mondiali di slittino. Entro aprile del 2010, difatti, il comitato nazionale promotore della manifestazione sportiva deve fornire alla Fil (Federazione internazionale di slittino) garanzie circa la funzionalità della pista.
Tutto ciò accade proprio mentre la società che gestisce gli impianti stava pensando di smantellare la «refrigerazione»: costi troppo alti. A fronte di spese per 2 milioni di euro, si registrano ricavi pari ad appena 500 mila euro. Da qui il documento passato alla Camera che salva una situazione obiettivamente difficile. Cesana rischiava di perdere mondiali e futuro degli impianti olimpici.
I soldi per salvare l’eredità di quattro anni fa non devono nemmeno essere oggetto di una caccia spasmodica al contributo. Agli atti – e quindi nella disponibilità immediata – si registra un sopravanzo di 50 milioni di euro che l’Agenzia Torino 2006 non ha speso sul budget iniziale stanziato per le olimpiadi torinesi. «Di questi soldi – si legge nel testo dell’ordine del giorno – abbiamo contezza che siano rimasti 27 milioni oltre le spese di manutenzione già sostenute dall’ente e oltre i contenziosi ancora aperti con alcune ditte». Quindi i soldi ci sono già. Bisogna sbloccarli e a questo punto c’è la ragionevole certezza che vengano sbloccati.
Una parte dei 10 milioni sarà vincolata all’utilizzo legato alla promozione turistica del territorio: «Su questo – dice Esposito – mi auguro che ci sia un’ampia discussione coi sindaci della Val Susa, anche per pensare a legare iniziative di ricettività al ritiro pre-mondiale della nazionale di calcio». La convergenza politica di centrodestra e centrosinistra è stata fondamentale per accelerare i tempi. Adesso, l’iter prevede che il governo individui al più presto possibile il primo decreto utile a inserire un emendamento di natura finanziaria che ratifichi gli impegni presi con una legge nero su bianco.
«Il risultato raggiunto oggi – spiega il secondo firmatario dell’odg Stefano Esposito – è il segno tangibile che la politica può superare le divisioni quando si antepone il concetto dell’interesse generale». Roberto Cota, capogruppo del Carroccio e prossimo candidato alle regionali di marzo, aggiunge: «Dall’inizio della campagna elettorale dico che, da futuro presidente, mi impegnerò e lavorerò nell’interesse della mia terra indipendentemente dai colori politici. Ho iniziato con un mese di anticipo».
L’ordine del giorno è stato accolto senza alcuna modifica al testo. Ancora Esposito: «Mi auguro che questa rondine faccia primavera anche su altri temi che la nostra terra ha e che aspetta che vengano risolti al più presto». All’ordine del giorno si sono associati in seconda battuta i deputati Osvaldo Napoli, Anna Rossomando, Antonio Boccuzzi, Giorgio Merlo e Giacomo Portas.
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febbraio 23rd, 2010 — 12:31am
SARA STRIPPOLI – Repubblica
I soldi dell’Agenzia Torino 2006 per ora restano lì, risparmi inutilizzati. La pista di bob di Cesana (107 milioni per la realizzazione e 2 milioni di euro di deficit ogni anno, secondo i dati Top) dovrà attendere tempi più propizi e con lei anche il trampolino di Pragelato. La proposta lanciata all’inizio di gennaio dal duo inedito Stefano Esposito-Sandro Plano, rispettivamente onorevole del Pd e presidente della Comunità montana, cade nel vuoto. «Tante parole per nulla, Roberto Cota e i parlamentari del Pdl non hanno mosso un dito», attacca Esposito. Un affondo al quale l’onorevole Osvaldo Napoli replica alzando le mani in segno di resa: «A Roma purtroppo non ci ascoltano». Frana così ogni speranza di un’azione bipartisan centrodestra-centrosinistra a favore di un territorio come la Val di Susa, che mai come in questo momento avrebbe bisogno di un segnale concreto. L’operazione in verità non era complicata e non prevedeva finanziamenti da parte del governo, che anzi avrebbe incassato risorse. Si trattava di stornare parte dei fondi accumulati dall’Agenzia Torino 2006, che si è occupata di realizzare le opere per i Giochi, sugli impianti della montagna.
In totale, l’Agenzia era riuscita ad accantonare 27 milioni, 17 dei quali sarebbero potuti andare al governo, secondo la proposta Esposito, e 10 finire invece a far vivere la pista di bob ed incentivare l’attività turistica in valle. In parallelo, l’agenzia (che dovrebbe chiudere i battenti a fine anno) avrebbe potuto prolungare la sua attività fino al 2014 per gestire questa fase. L’emendamento avrebbe potuto essere inserito nel decreto milleproproghe che scade però il 28 febbraio. Ad inizio febbraio era stato Cota a lodare l’idea ponendo però un’unica condizione, che non fosse assegnata a Top la gestione dei fondi.
«Purtroppo prendiamo atto che la tanto invocata lobby piemontese ha fallito- spiega Esposito- Le dichiarazioni di Cota a favore di questa proposta le abbiamo lette tutti ma nulla è stato fatto. Era sufficiente che Enzo Ghigo presentasse l’emendamento in Senato. Il documento arriva lunedì alla Camera e considerato che il governo ha già annunciato la fiducia, il mio emendamento, di cui non peraltro non mi interessava essere il primo firmatario, decadrà». Osvaldo Napoli nega che si sia trattato di pigrizia o scarso interessamento, ma ammette che le richieste dei parlamentari piemontesi sono rimaste inascoltate: «Non posso non condividere la delusione di Esposito, ma credo che se Cota vincerà le elezioni il nostro peso aumenterà, Penso anche che Bresso potrebbe fare la sua parte». Napoli tuttavia non ha perso del tutto l’ottimismo e crede che una soluzione possa ancora arrivare: «Chiederemo un incontro al ministro Tremonti o a far avere un messaggio al presidente Berlusconi, ma sarà difficile muovere qualcosa prima delle elezioni». Roberto Serra, lista civica, e sindaco di Cesana nel periodo degli Olmpiadi, è deluso: «Proprio due mesi fa ho mandato una lettera a tutti, cominciando da Frattini per arrivare a Pescante, da Brambilla a Bresso e Chiamparino, per chiedere che fossero rispettati gli impegni assunti nel periodo preolimpico. Frattini era venuto personalmente in valle di Susa a garantire continuità». E aggiunge: «Questo impegno non può essere dimenticato visto che all’epoca siamo stati noi amministratori a metterci la faccia. La delusione di molta gente nei confronti della politica nasce proprio dalle promesse non mantenute».
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febbraio 23rd, 2010 — 12:27am
GIUSEPPE LEGATO – LaStampa
Tutto il mondo ci invidia la pista da bob di Cesana. Parola di Armin Zoeggler, fuoriclasse dello slittino e vincitore di due olimpiadi. Nuova, avveniristica, ma anche costosa (350 euro per ogni discesa). Tanto costosa che potrebbe addirittura chiudere se il governo non farà qualcosa. Cosa? Approvare l’emendamento che il deputato del Pd Stefano Esposito ha proposto a gennaio.
La «manovrina» che prova a destinare all’impianto della Val Susa 27 dei 50 milioni di euro rimasti nelle casse dell’Agenzia Torino 2006 (dal budget delle opere olimpiche), non può rientrare nel decreto mille proroghe – un «suk» di variazioni di bilancio che interessano mezza penisola – su cui il Senato nei giorni scorsi ha posto la fiducia. Vuol dire che ogni emendamento decade. Lo stesso scenario si presenterà alla camera la prossima settimana. E pensare che l’idea di utilizzare parte del tesoretto dell’agenzia olimpica era stata sposata anche dal candidato del centrodestra alle prossime regionali Roberto Cota, che però poneva precisi limiti alla destinazione dei fondi che «sarebbero stati gestiti meglio dai territori di montagna che dal Top». Sembravano esserci le condizioni perché l’operazione andasse in porto, ma la decisione di ricorrere al voto di fiducia riapre gli spettri di una chiusura dell’impianto modello.
I tempi sono stretti. «Bisogna quanto prima che i parlamentari della nostra Regione – dice Esposito – si impegnino a inserire l’emendamento nel primo decreto utile. Si è detto che la valle va aiutata oltre la Tav e mi pare che questa proposta vada esattamente in questa direzione. Mi dicano adesso i parlamentari di centrodestra come si fa a spiegare ai cittadini della Valsusa che non rispettiamo le promesse. Quei soldi servono per non perdere il treno dei Mondiali di bob e aiutare tutta la zona ad aumentarne la recettività turistica». La proposta è prolungare la vita dell’Agenzia Torino 2006 fino al 31 dicembre 2014. In caso contrario il mandato dell’ente scadrebbe a fine anno. Top starebbe pensando di smantellare la refrigerazione. Costi troppo alti: a fronte di spese per 2 milioni di euro, i ricavi sono appena 500 mila euro. Agostino Ghiglia parlamentare del Pdl, racconta un’altra verità: «Intanto va spiegato che il decreto mille proroghe serve a prorogare appunto la copertura di una serie di leggi. Non è dunque un vaso di Pandora dal quale ognuno prende il suo soldino. A tutti noi sarebbe piaciuto poter fare bella figura e salvare il bob come tante altre opere olimpiche e non è detto che non vada a finire cosi. Ma bisogna fare i conti con la realtà. I soldi non ci sono perché il governo deve affrontare una crisi economica senza precedenti. Piuttosto mi domando perché enti come Regione e Provincia stiano con le mani in mano dopo aver sbagliato la pianificazione».
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gennaio 31st, 2010 — 11:01am
DIEGO LONGHIN – Repubblica
Su fronti opposti sulla Tav, a braccetto sul futuro della pista di Bob di Cesana, dove potrebbero essere dirottati 10 milioni di soldi pubblici. Parte dei quattrini risparmiati dall´Agenzia Torino 2006.
Cambia l’opera, cambiano i punti di vista per il presidente della Comunità Montana della Valle di Susa e Val Sangone, Sandro Plano, e l´onorevole del Pd, Stefano Esposito, sensibile alle questioni sollevate da Plano e sicuro che si possano risolvere nel giro di poco. Basterebbe approvare un emendamento da inserire nel decreto milleproroghe per stornare parte dei fondi accumulati dall’Agenzia Torino 2006, quella che si è occupata di realizzare le opere per i Giochi, sugli impianti della montagna. «Cosa che si può fare subito – dice Esposito – tempo un mese e mezzo. Basta approvare un emendamento su cui ci potrebbe essere un sì bipartisan perché la gestione del bob, come del trampolino di Pragelato, saranno un problema per Bresso come per Cota».
In ballo non c’è solo la sopravvivenza delle strutture, ma i mondiali di slittino del 2011. Appuntamento che senza ghiaccio salterebbe, tanto che la Federazione ha chiesto agli organizzatori di dare una risposta definitiva entro maggio. Da qui è partito l’attacco di Plano: «Non possiamo permetterci di perdere la pista di bob – dice il presidente della Comunità – la gestione del gruppo privato che si è aggiudicato gli impianti punta a massimizzare i ricavi, ma per non disperdere il capitale ereditato dalle Olimpiadi devono intervenire gli enti pubblici e il Coni. Non solo per il bob, ma per i trampolini di Pragelato».
Gli statunitensi di Live Nation garantiscono la manutenzione senza ghiaccio della struttura: per gli eventi sportivi invernali servono contributi. «Un punto chiaro fin dall´inizio – dice Esposito – e mi sembra che si sottovaluti l’arrivo a Torino del più grande gruppo di entertainment a livello mondiale. Gruppo che ha progetti anche sui siti di montagna». Piuttosto, secondo l’onorevole del Pd, la vita del bob e del trampolino può essere garantita grazie ai soldi accantonati dall’Agenzia. Una stima prudente indica in 27 i milioni risparmiati: «Ne basterebbero dieci per garantire l’impianto di Cesana e quello di Pragelato fino al 2014, anno delle Olimpiadi di Soci – sottolinea Esposito – quindi si prolunghi l’attività dell´Agenzia, che dovrebbe chiudere i battenti a fine anno, il governo si prenda 17 dei 27 milioni e lasci gli altri dieci milioni vincolati a progetti per il post-Olimpiadi della Val di Susa».
Ipotesi su cui è d’accordo anche il presidente della Comunità, Plano: «Sono favorevole, pronto a sostenere la proposta di Esposito. Non si può perdere tempo». Ed anche il centrodestra della Valle sembra in linea, come l´ex sindaco proprio di Cesana, Roberto Serra: «Credo che anche gli enti locali della Val di Susa potrebbero contribuire con una loro quota». Soldi che potrebbero servire a creare un fondo. Anche perché, alla fine, l’impianto di Cesana, come quello di Pragelato, si dovranno reinventare negli anni. Un conto è uno stop brusco, un conto è una metamorfosi. «Il Coni potrebbe pensare ad una scuola ad hoc visto che la struttura di Cesana è una delle poche al mondo», dice Plano. Un assist per Esposito: «Chiediamo al vicepresidente della Provincia, Porqueddu, nei panni di numero uno regionale del Coni di far pressione sui suoi nazionali non per avere soldi ma per avere almeno un sostegno sull´iniziativa».
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