Tag: chiamparino


Se il riformismo passa per la Val Susa

giugno 29th, 2011 — 8:46am

Sergio Chiamparino
Per una volta cominciamo con una buona notizia. Lo Stato italiano c’è e si è schierato contro quelli che pensano di poter essere, in barba a ogni regola di democrazia, «padroni a casa nostra», come recitava uno degli ultimi cartelli no Tav. Come se l’Italia fosse un vestito d’Arlecchino di cui ognuno possiede il proprio spicchio.

Grazie alle forze dell’ordine, che con estrema professionalità hanno respinto pesanti provocazioni e costretto gli autonominati liberi cittadini ‘della Maddalena’ a ripiegare con le pive nel sacco. E grazie anche al ministro degli Interni che ha coordinato l’operazione. Si sono viste le differenze fra la stragrande maggioranza dei valsusini che può anche essere – legittimamente – contraria alla Tav, ma è democratica e non violenta, e, viceversa, l’estremismo di frange che non hanno nulla a che vedere con la valle né con la Tav, al punto che persino alcuni ‘duri’ dei centri sociali torinesi sono apparsi spiazzati.

LA POLITICA TORNI IN PRIMO PIANO. Ora, naturalmente, non si può pensare che un’opera destinata ad andare avanti per piu’ di dieci anni possa essere perennemente accompagnata da un dispiegamento così massiccio di agenti. Dopo il loro meritorio intervento e la consegna del primo cantiere esplorativo che – speriamo – possa convincere l’Unione europea della volontà italiana di rispettare tempi già troppo lunghi, devono tornare in primo piano la politica e l’amministrazione.

La seconda serve per accompagnare più efficacemente l’azione dell’Osservatorio che in questi anni ha permesso di tenere conto di molte richieste provenienti dal territorio che, però, non sempre sono state tempestivamente trasformate in azioni amministrative e in finanziamenti.

AFFERMARE IL RISPETTO DELLE REGOLE. La politica, invece, deve affermare nettamente, più di quanto fatto finora, tre cose. Innanzitutto, che è necessario, eticamente prima ancora che istituzionalmente, che lo Stato garantisca il rispetto della volontà delle maggioranze e delle regole, tanto più quando coinvolgono altri Stati. In altri termini, l’interesse generale costruito in decenni di discussioni deve prevalere sui particolarismi.

LA TAV NON È UN MOSTRO. Il secondo punto da precisare è che la Tav non è un mostro ma solo il modo con cui si realizzano le ferrovie a media e lunga percorrenza nel XXI secolo. Meno energivore e più veloci perché, grazie alle tecnologie di scavo, non è più necessario salire a 1.500 metri per forare una montagna. Un po’ come gli elettromotori hanno sostituito le vaporiere nel XX secolo.

Infine, passando al terzo punto, bisogna dire che questa è soprattutto una sfida fra chi pensa che possa esistere un percorso di crescita sostenibile in Paesi di antica industrializzazione come l’Italia e chi ritiene che l’unica strada sia, nei fatti, la gestione del declino.

Ed è dunque più che mai, anche simbolicamente, un tema fondamentale a sinistra ma anche a destra, per decidere su qualità e credibilità di un programma di governo. Si potrebbe dire, insomma, che il riformismo passa dalla Val Susa.

15 comments » | comunicati stampa

Benessia ora riscopre la sinistra

febbraio 2nd, 2011 — 9:59am

Paolo Bricco – Sole24ore

A Torino si sta producendo un cortocircuito fra finanza e politica.

Angelo Benessia scarica Roberto Cota. O almeno ci prova. E chiede la conferma alla presidenza della Compagnia di San Paolo a Fassino, di cui appoggia la candidatura a sindaco di Torino.

A questa presidenza, tuttavia, potrebbe essere interessato Sergio Chiamparino, il sindaco uscente e grande elettore dell’”amico Piero” nella corsa a Palazzo Civico. Chiamparino che, secondo molti osservatori, ambirebbe alla segreteria nazionale del Pd. Epperò, se non ce la facesse a uscire dalla ristretta cinta daziaria subalpina, eccolo “ripiegare” l’anno prossimo sulla poltrona che gli permetterebbe di entrare nel salotto della finanza italiana grazie al 9,8% in Intesa Sanpaolo, primo istituto del paese e soprattutto banca di sistema in cui sta gradualmente facendo contare sempre più la sua personalità Elsa Fornero, l’economista torinese divenuta vicepresidente del Consiglio di sorveglianza.

Dunque, mentre la politica è entrata nel frullatore della competizione per il dopo Chiamparino la Compagnia torna in toto una “questione di famiglia”. Una cosa da democrat, nati e cresciuti nella culla di ferro e di seta della vecchia Torino, tutta Pci e Fiat, sezioni e consulenze, Unione Musicale e Circolo dei Lettori. Qualcosa di poco compatibile con i leghisti che, sull’onda del successo nazionale, si sono trasferiti da Novara a Torino per guidare la Regione. E, così, Cota, il governatore molto interessato alla politica nazionale, rischia di rimanere ancora una volta con un palmo di naso. L’accordo fra lui e Benessia riguardava un elemento formale che avrebbe cambiato gli equilibri in Compagnia. Cota aveva chiesto una modifica dello statuto della fondazione (ieri peraltro c’è stato il consiglio generale) che avrebbe permesso alla Regione (ora leghista) di pareggiare il peso del Comune, che finora ha svolto il ruolo di primo azionista e ha sempre nominato il vertice.

Secondo quel patto, sancito da pubbliche dichiarazioni di simpatia da parte dell’avvocato Benessia verso il governatore del Carroccio, il numero di consiglieri in quota alla Regione sarebbe salito da uno a due e, dato che uno di essi sarebbe passato in comitato esecutivo, ecco che sarebbe stato sostituito da un terzo uomo riferibile alla Lega. Tre esponenti. Come il Comune, che oggi esprime Suor Giuliana Galli in comitato esecutivo e, in consiglio, Giangiacomo Migone e Patrizia Polliotto. Invece, a meno di colpi di scena improvvisi, per come si sono messe le cose non capiterà nulla di tutto questo. La commissione per la revisione dello statuto, che dovrebbe riunirsi a metà febbraio, non riceverà indicazioni di questo tipo. Non solo: anche l’altra promessa di Benessia, ossia la nomina in Cassa depositi e prestiti di un consigliere riconducibile alla Lega Nord, è rimasta inevasa e infatti, dall’aprile scorso, in Cdp siede il segretario generale della Compagnia, Piero Gastaldo. Dunque, Benessia torna a giocare nel perimetro che meglio conosce: la borghesia legata al vecchio mondo Fiat e all’apparato culturale post-gramsciano e tardo-azionista. Non a caso sabato scorso la magione di Evelina Christillin avrebbe ospitato un incontro conviviale in onore dell’ex ministro degli Esteri che si è trasformato in un ritratto di interni in cui, oltre alla padrona di casa, c’erano appunto Benessia e, fra gli altri, l’ex amministratore delegato di Fiat Auto Paolo Cantarella. I giochi sono solo all’inizio. E bisognerà verificare le contromosse leghiste, se ce ne saranno. Per ora, la scommessa di Benessia è doppia. Che Fassino vinca (e la sua candidatura è insediata perfino nello stesso campo del Pd dalla crescita di Davide Gariglio, cattolico di diciotto anni più giovane). E che, poi, insediatosi a Palazzo Civico nomini lui in Compagnia e non Chiamparino. Con, in più, una ulteriore incognita nei prossimi mesi: l’effetto Enrico Salza, il banchiere spodestato da Benessia che appoggia l’ex ministro degli Esteri in maniera sempre più operativa, proferendo consigli in telefonate riservate.

La partita è ai primi minuti. Ma, al di là degli smottamenti e delle geometrie barocche che si stanno producendo all’interno di quel che resta delle élite torinesi, un dato materiale, per usare una espressione appartenente all’universo linguistico e psicologico di molti protagonisti di questa vicenda, c’è: il Comune di Torino dovrebbe restare il maggiore azionista della Compagnia. Comune che peraltro ha un debito di 3 miliardi di euro, il 40% del quale in mano a Intesa Sanpaolo, di cui la Compagnia è primo azionista.

19 comments » | rassegna stampa

Mercedes risponde all’allarme del sindaco la sinistra non avrà posti in giunta

gennaio 19th, 2010 — 9:34am

BEPPE MINELLO, MAURIZIO TROPEANO – La Stampa

«Anche con Rifondazione in giunta la Regione ha senza indugio preso decisioni per realizzare la Tav a differenza del centrodestra che nel 2005 fu ben contento di rinviare i sondaggi per timore del voto regionale». Fatta questa premessa la presidente Mercedes Bresso lascia la porta aperta ad un eventuale accordo tattico con la Federazione della Sinistra. E lo fa anche il segretario regionale, Gianfranco Morgando. Una risposta corale dopo l’avviso ai naviganti lanciato dal sindaco Sergio Chiamparino, che aveva sollevato dubbi sull’opportunità di siglare intese con chi, come il leader di Prc, Paolo Ferrero, ha sempre fatto ostruzionismo contro la Tav anche quando era nel governo Prodi.  Morgando sottolinea come «una delle cause della rottura con la sinistra e la scelta di non fare accordi di governo è stata proprio la radicale differenza di vedute sulla Torino-Lione». Prc e Pdci, dunque, non avranno posti in giunta e non faranno parte della maggioranza ma la «zarina» mette in evidenza come sul fronte opposto ci sia «una coalizione fortemente sbilanciata con la Lega Nord e La Destra che esprimono posizioni estremiste». E aggiunge: «Non capisco quale sia il problema nel discutere un’ipotesi tecnica con una forza con la quale stiamo governando con profitto e dalla quale ci dividono alcune idee e non un abisso». Del resto «sulla Tav siamo andati avanti senza il loro dissenso». Bresso si riferisce alla richiesta di ritorno della Tav all’interno della Legge Obiettivo, al via libera al piano dei sondaggi, attualmente in corso, al piano per il trasporto ferroviario locale. Dunque, per la «zarina» non ci sono dubbi «sul nostro sì alla Tav». Nessun imbarazzo nel firmare quel Patto che dovrebbe essere sottoscritto domenica nel corso della manifestazione organizzata in modo bipartisan da Chiamparino, dal sottosegretario ai Trasporti, Mino Giacchino, e dai parlamentari Esposito, Merlo, Napoli e Zanetta. Anche la Sinistra, però, conferma la sua contrarietà: «Fa bene Chiamparino a  reoccuparsi ma farebbe meglio a fare i conti con il No dei sindaci e degli amministratori Pd». Ecco perché Roberto Cota, candidato alle regionali per il centrodestra, ha buon gioco ad attaccare: «La nostra posizione è limpida ed è il Pd a dover far chiarezza sulle alleanze e al proprio interno». All’interno del Pd, comunque, si sta arrivando alla resa dei conti con i «ribelli» della Valsusa. Morgando ha incontrato i componenti della commissione di garanzia regionale e il segretario provinciale, Gioacchino Cuntrò, è salito a Sant’Antonino per una riunione con i segretari di circolo. Due gli obiettivi: creare un coordinamento territoriale senza gli amministratori e strappare la loro adesione alla manifestazione Pro Tav. Adesione che è arrivata ieri sera da parte del Consiglio comunale dove è stato votato un ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pd, Andrea Giorgis, dai Moderati e Italia dei valori. La maggioranza di centrosinistra l’ha votato ma non è riuscita a portarsi appresso il sì di Sinistra e Libertà che non ha votato le due righe di adesione alla manifestazione. Mentre Gallo (Nuova sinistra) non ha partecipato al voto così come An-Pdl e FI-Pdl perché non è stato accolto il loro emendamento che pretendeva «chiarezza, cioè che la Bresso non faccia accordi di nessun genere con le forze politiche ostili alla Tav». La Lega ha tagliato corto e votato «no, perché domenica sarà solo una passeggiata elettorale, noi i documenti di sostegno alla Tav li abbiamo già sottoscritti in tempi non sospetti».

22 comments » | Senza categoria

Il Pd chiede al sindaco di fare il capolista del partito alle Regionali

gennaio 14th, 2010 — 7:58am

DIEGO LONGHIN
Chi fino a poco tempo fa qualcuno malignamente considerava come il più acerrimo antagonista della Bresso potrebbe diventare il primo sostenitore della presidente. In cima alle liste del Pd alle regionali potrebbe comparire il nome del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, dopo che martedì sera, intorno alle sei e mezza hanno bussato alla porta dell´ufficio del primo cittadino il segretario regionale, Gianfranco Morgando, e il numero uno provinciale, Gioacchino Cuntrò. Obiettivo? Sondare la disponibilità di Chiamparino a candidarsi. Risposta? «Né si né no: discutiamone, valutando pro e contro». E i contro che si fanno già sentire, come la richiesta di Roberto Ravello, capogruppo di An-Pdl, di «dimissioni prima di una candidatura».
La scelta sarebbe dettata dalla necessità di rafforzare le chance di vittoria del centrosinistra, contrapponendo al centrodestra, guidato dal leghista Roberto Cota, una squadra di primo livello, formata da amministratori e rappresentanti istituzionali.
Il segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando, si limita a dire che «il Pd è consapevole che a Torino si gioca in larga parte la sfida. Ed è orientato a fare liste che siano espressione della volontà di vincere. Saranno quindi presi in considerazione i contributi che possono arrivare da amministratori autorevoli». La presidente Mercedes Bresso si dice favorevole ad una partecipazione del sindaco: «Una scelta importante – sottolinea Bresso – un´opportunità positiva perché in ogni competizione le forze migliori vanno candidate: primo perché possono portare voti, secondo perché la loro presenza sarebbe una conferma dell´unità di intenti e dell´impegno massimo del partito nella ricerca del risultato».
Entusiasta il capogruppo del Pd a Palazzo Civico, Andrea Giorgis: «Sarebbe un segno di unità del Pd. Si offrirebbe ai nostri elettori una conferma della credibilità di questo partito viste le lacerazioni che si stanno vivendo altrove». Anche Roberto Tricarico, esponente della mozione Marino, non ha dubbi: «Il sindaco è una carta vincente al servizio della Bresso e dell´intera coalizione».
Più perplesso l´onorevole Stefano Esposito: «Chiamparino non ha bisogno di candidarsi – dice Esposito – perché dobbiamo offrire il fianco alla destra che avrà buon gioco a dire che Bresso ha bisogno di un padrino. Si può discutere solo se saranno candidati diversi amministratori, da Neirotti ad Accossato». Ed anche il sindaco di Settimo, Aldo Corgiat, leader dell´area Bersani, invita a riflettere: «Chiamparino è una risorsa importane, ma siamo sicuri che sia corretto utilizzarla ora?».
Le liste si chiuderanno il primo febbraio. Se Chiamparino non sarà disponibile l´alternativa sarebbe un tandem Davide Gariglio, presidente del Consiglio regionale, e Roberto Placido, suo vice. Entrambi non vedono di buon occhio lo scivolone di un posto.

Commenti disabilitati | Senza categoria

COTA E GHIGO PARTECIPINO ALLA MANIFESTAZIONE SI’ TAV PER IL BENE DEL PIEMONTE

gennaio 13th, 2010 — 7:13pm

Stupisce, al riguardo, l’atteggiamento dell’On. Roberto Cota che da un lato dichiara la disponibilità ‘piena e convinta’ a partecipare alla manifestazione e, dall’altro, piega questa partecipazione a condizioni politiche ed elettorali radicalmente estranee e contrarie allo spirito della manifestazione. Cosa c’entrano le dimissioni dell’assessore Artesio con la partecipazione all’incontro del Lingotto? Cosa c’entra la coalizione che sosterrà Mercedes Bresso – che sarà giudicata per la sua coerenza dagli elettori piemontesi il 28 marzo – con l’iniziativa bipartisan sulla Torino-Lione?

Chi scrive ha da sempre sostenuto l’errore politico dell’alleanza tra settori del PD valsusini e le liste No Tav per il nuovo governo della comunità montana e la necessità che il nostro partito faccia chiarezza definitiva rispetto a comportamenti politici in aperto contrasto con le indicazioni del PD. Anche grazie alla nostra iniziativa il PD piemontese ha assunto la decisione di deferire agli organi competenti la posizione assunta da Plano e dagli amministratori PD della valle. Ma anche questi argomenti nulla c’entrano con le scelte del centro destra che utilizzano strumentalmente alcuni elementi per spiegare la difficoltà a partecipare alla manifestazione del Sì Tav del prossimo 24 gennaio al Lingotto.

Tuttavia, ci auguriamo che il centro destra piemontese riveda la sua posizione e partecipi attivamente alla manifestazione del sì alla Torino-Lione sgombrando definitivamente il campo da inutili politiche di basso cabotaggio.

Siamo convinti che la grande manifestazione del 24 a Torino possa diventare l’occasione per sancire un patto politico trasversale finalizzato unicamente, al di là del vincitore delle prossime elezioni regionali, a garantire la realizzazione della Torino-Lione”.

Sergio CHIAMPARINO

On. Stefano ESPOSITO

On. Giorgio MERLO

Commenti disabilitati | PD

Sì TAV: UNA INIZIATIVA POLITICA BIPARTISAN PER LA TORINO

gennaio 12th, 2010 — 8:56am

Una grande manifestazione bipartisan per la realizzazione della Torino-Lione, per lo sviluppo economico e produttivo del Piemonte e del Nord Ovest, per la modernizzazione delle infrastrutture, per incrementare i collegamenti veloci con l’Europa. È questo il senso della manifestazione pubblica che si terrà domenica 24 gennaio 2010, a Torino, alle ore10.00 presso la Sala Gialla del LINGOTTO FIERE (Via Nizza, 294).

Un’iniziativa politica che vede promotori il Presidente nazionale dell’Anci Sergio CHIAMPARINO, il Vice Presidente nazionale dell’Anci On. Osvaldo NAPOLI, i Deputati del PD del Piemonte On. Stefano ESPOSITO e On. Giorgio MERLO, il Sottosegretario ai Trasporti Mino GIACHINO e il parlamentare del Pdl On. Walter ZANETTA.

Spiegano i promotori: “Dire sì alla Tav oggi significa ribadire un impegno programmatico che registra una adesione politica ed istituzionale trasversale che è decisiva per lo sviluppo economico e produttivo del Piemonte e di tutto il Nord Ovest del nostro paese. E dire sì oggi alla realizzazione della Torino-Lione significa anche accettare la sfida del futuro che non può essere frenato da spirito conservatore e pregiudiziali ideologiche”.

Quella del 24 gennaio vuole essere una manifestazione politica bipartisan per rispettare le varie scadenze della Torino-Lione e accelerare i tempi della sua costruzione, “il che significa anche dimostrare – aggiungono ipromotori – che è possibile una convergenza politica attorno ad un obiettivo concreto, pur nel rispetto della dialettica politica e dei rispettivi, ed opposti, schieramenti politici. Una iniziativa, comunque, che si propone di coinvolgere tutti i soggetti economici, culturali, sociali, politici e istituzionali che continuano a credere nello sviluppo del nostro territorio, nella difesa dell’ambiente e nella realizzazione di infrastrutture decisive per la nostra economia. E la realizzazione della Torino-Lione continua ad essere un’arteria centrale per raggiungere questi obiettivi”.

I promotori dell’iniziativa Sì TAV terranno una

conferenza stampa giovedì 14 gennaio 2010

presso la Sala stampa della Camera dei Deputati

Per aderire all’iniziativa e sottoscrivere l’appello:

www.sitavtorino.net

19 comments » | Senza categoria

Il lavoro da pontiere di Esposito

gennaio 12th, 2010 — 8:50am

ANDREA ROSSI – La Stampa

L’appello alla maggioranza silenziosa sembra aver colto nel segno. La manifestazione ci sarà, il 24 gennaio a Torino. Ma forse il vero risultato politico della sortita di Chiamparino è la spaccatura che ieri si è creata nel centrodestra, soprattutto nel Pdl. Dopo giorni di contatti non si trova la sintesi. E allora si procede in ordine sparso: la Lega si sfila, un pezzo di Pdl aderisce all’appuntamento, ma viene sconfessato dal partito.

«Se una parte della sinistra vuole aggregarsi con noi a favore della Tav siamo pronti ad accoglierla. Ma non si tratterà di un’iniziativa bipartisan», dice secco il coordinatore vicario del Pdl piemontese Agostino Ghiglia. In serata dai vertici piemontesi del Pdl viene diffusa una circolare indirizzata a tutti gli esponenti: si raccomanda di evitare prese di posizione personali e concordare la linea con il partito. La preoccupazione nel centrodestra è evidente: la manifestazione rischia di essere l’ancora di salvezza per un Pd stretto tra le posizioni della sinistra radicale (contraria alla Tav ma prossima a stringere un’intesa “tecnica” a sostegno della Bresso alle Regionali) e gli amministratori ribelli della valle, a cominciare dal presidente della Comunità montana Plano. Per questa ragione, in serata, Ghiglia cerca di tenere dritta la barra: «Non offriremo alcun paracadute al Pd, che è uno dei principali responsabili dell’impasse che ha paralizzato l’Osservatorio».

La correzione di rotta arriva troppo tardi, però. La sortita di Chiamparino – e l’attivismo del deputato Pd Stefano Esposito nel cercare un sostegno trasversale alla manifestazione del 24 – hanno già scavato un solco nel centrodestra. Il manifesto dà conto delle adesioni del sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino e dei parlamentari del Pdl Osvaldo Napoli e Walter Zanetta. «Sia chiaro: nessun inciucio», puntualizza Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl e vicepresidente dell’Anci. «Però non c’è nulla da scandalizzarsi se unendosi si può contribuire a raggiungere un obiettivo caro a tutti». Tradotto: se un segnale bipartisan – radunando a Torino amministratori, industriali e politici favorevoli all’opera – può servire per accelerare la Tav e mostrare la posizione minoritaria di chi si oppone, ben venga. La sintesi è del sottosegretario ai Trasporti Giachino: «Viste le difficoltà in cui ci ha messo la Comunità montana tutto ciò che aiuta l’alta velocità mi vede favorevole. Quest’opera è troppo importante per lo sviluppo dell’Italia e del Piemonte».

Ma nel centrodestra c’è chi si chiama fuori. Nessuna mano tesa al Pd. «Noi siamo tutti compatti nel sostenere la Tav», chiosa la parlamentare leghista Elena Maccanti. «È il Pd ad aver governato per cinque anni la Regione insieme con la sinistra radicale». Ed è sempre il Pd, aggiunge il coordinatore provinciale del Pdl Barbara Bonino, «a essersi alleato con i No Tav pur di non perdere la Comunità montana». Bonino ha lanciato la proposta di una manifestazione pro-Tav del centrodestra e non ha nessuna intenzione di confluire nell’abbraccio bipartisan proposto da Chiamparino ed Esposito: «Servirebbe solo a permettere al Pd di nascondere sotto il tappeto le proprie contraddizioni».

Un ragionamento condiviso nel centrodestra, ma non basta a cancellare la spaccatura di ieri, al punto che in serata Napoli si sente in dovere di puntualizzare: «Faremo tutti una grande campagna elettorale per Cota presidente della Regione».

24 comments » | Senza categoria

“Uniti per la Tav” mezzo Pdl dice sì a Chiamparino

gennaio 12th, 2010 — 8:48am

Maurizio Tropeano – La Stampa

Alla vigilia dell’avvio della campagna di sondaggi per la progettazione della Torino-Lione l’idea di una grande manifestazione a favore della Tav lanciata dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, prende forma e sostanza. L’appuntamento è per il 24 gennaio nella sala Gialla del Lingotto Fiere. Quel giorno, chiamati a raccolta da un fronte istituzionale e politico bipartisan si ritroveranno amministratori, soggetti economici, culturali e sociali che «continuano a credere nello sviluppo del nostro territorio, nella difesa dell’ambiente e nella realizzazione di infrastrutture decisive per la nostra economia».

Un’iniziativa che vuole fare della Tav un caso nazionale spostando il «dibattito al di fuori dei confini della Valsusa», spiegava il sindaco a La Stampa. E così il parlamentare del Pd, Stefano Esposito, ha lavorato per costruire una rete di promotori istituzionali e politici che per realizzare la Tav è pronta a spendersi al di là delle appartenenze politiche. E così Chiamparino la promuove come presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani e lo fa con il suo vice, il parlamentare del Pdl, Osvaldo Napoli. E c’è il sottosegretario alle Infrastrutture, Mino Giachino, e altri due parlamentari, Giorgio Merlo (Pdl) e Walter Zanetta (Pdl).

Chiamparino vorrebbe un’iniziativa dove sindaci e amministratori di tutti i territori interessati alla realizzazione della Torino-Lione si presentassero con la fascia tricolore per dare il loro sostegno alla realizzazione delle opere. Alla vigilia delle regionali, però, non tutti nel centrodestra sono pronti a spendersi per un’iniziativa bipartisan. La Lega Nord, ad esempio non ci sarà come spiega il capogruppo alla Camera, Roberto Cota, lo sfidante della Bresso: «Ci sono le elezioni regionali e noi faremo quello che non ha fatto la Bresso in questi cinque anni e cioè daremo uno spinta per realizzare il progetto della Torino-Lione e per lo sviluppo della Val Susa». Anche gli ex di Alleanza nazionale si sfilano ma Esposito resta convinto che sia «possibile una convergenza politica attorno ad un obiettivo concreto, pur nel rispetto della dialettica politica e dei rispettivi, ed opposti, schieramenti politici». Le adesioni si raccolgono sul sito www.sitavtorino.it

I primi 12 sondaggi

Oggi intanto nell’area dell’autoporto di Susa e a Collegno, Grugliasco, Torino e Settimo dovrebbe partire la prima serie di 91 sondaggi previsti dal piano approvato all’unanimità dall’Osservatorio guidato da Mario Virano. Il prefetto, Paolo Padoin, conta sulla possibilità di realizzarne una dozzina entro la fine del mese quando il tavolo tecnico dovrà fornire le linee guida ai progettisti incaricati da Ltf, la Lyon Turin Ferroviarie, e da Rfi, la Rete Ferroviaria Italiana.

I carotaggi e l’acqua

Uno degli obiettivi principali di questa campagna di raccolta dati è la «conoscenza delle falde acquifere per evitare quello che è successo al Mugello con la realizzazione della Tav», spiega il presidente dell’Osservatorio, Mario Virano. E aggiunge: «Siamo su un altro pianeta rispetto al 2005, allora i sondaggi servivano sostanzialmente per dare avvio all’opera mentre questa volta servono per completare le indicazioni che l’Osservatorio dovrà dare avviare la progettazione preliminare».

Il camper informativo

L’avvio dei sondaggi sarà accompagnato da una seconda campagna di informazione rivolta agli abitanti dei comuni interessati dalle indagini. All’esterno di ogni sito ci saranno due pannelli informativi con indicazioni sulle finalità delle ricerche, su chi le ha decise e perché vengono fatte. E poi ci sarà un cartello che spiega durata, finalità e obiettivi dello specifico carotaggio. Dal 15 gennaio, poi, un camper con a bordo geologi ed esperti di comunicazione sociale girerà per le piazze di città e paesi per incontrare la gente, distribuire materiale informativo e raccogliere domande e preoccupazioni. Per il presidente della Provincia, Antonio Saitta si tratta di una «grande operazione di trasparenza».

16 comments » | PD

Incontro bipartisan dei Sì Tav il centrodestra non trova l´unità

gennaio 12th, 2010 — 8:24am

Sara Strippoli – Repubblica

L´iniziativa bipartisan per dire sì alla Tav spacca il centrodestra a tre mesi dalle elezioni. Le contraddizioni erano evidenti e ora, di fronte alla convocazione per il 24 gennaio promossa trasversalmente dal sindaco Chiamparino, da Stefano Esposito e Giorgio Merlo (Pd), Osvaldo Napoli, Mino Giachino, Walter Zanetta (Pdl), provoca la dura reazione del coordinatore del Pdl Enzo Ghigo e di Agostino Ghiglia. I due sconfessano l´iniziativa del “loro” vicecapogruppo alla Camera Napoli e del sottosegretario ai trasporti: «Noi faremo una manifestazione Sì Tav con i nostri alleati della Lega – dice il vice coordinatore Ghiglia – Non abbiamo intenzione di togliere le castagne dal fuoco a Chiamparino e Bresso. Con tutte le contraddizioni che sono emerse all´interno del loro partito».

Per i promotori dell´iniziativa, l´onorevole Pd Stefano Esposito replica: «Spero che la posizione di Ghiglia e Ghigo rientri o rimanga isolata perché sono convinto che il tessuto produttivo e sociale di questa regione voglia dalla politica concretezze e non propaganda». Detto questo «noi andiamo avanti per la nostra strada. È evidente che Ghiglia è prigioniero della Lega, ma credo che saranno in molti anche nel centrodestra ad aderire alla nostra manifestazione comprendendone lo spirito: fare del bene al Piemonte su un tema che non può essere etichettato né di destra né di sinistra». Lo scopo dell´iniziativa, alla quale si può aderire anche on line sul sito www. sitavtorino. net, è creare un´occasione nella quale la maggioranza delle persone possa far sentire la sua voce a favore della linea Torino-Lione al di là delle appartenenze politiche. «Non ci rivolgiamo al ceto politico, ma al sistema delle imprese, associazioni e singoli cittadini», chiarisce ancora Esposito: «Spero che tanti amministratori, militanti e semplici cittadini, anche quelli della Val di Susa, decidano di venire».

23 comments » | PD

Chiamparino boccia l´intesa romana: “Non si doveva arrivare a questo punto”

gennaio 9th, 2010 — 6:26pm

DIEGO LONGHIN – Repubblica

«Non ho ancora parlato con Virano, ma ho l´idea che la soluzione individuata per non inchiodare l´Osservatorio permetterà agli amministratori e ai sindaci No-Tav di tornare con la fascia tricolore in strada. Non si doveva arrivare a questo punto». Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, non è soddisfatto delle decisioni prese a Roma nel faccia a faccia tra il presidente dell´Osservatorio e il sottosegretario Gianni Letta.

L´esclusione dei rappresentanti dei comuni che non sono d´accordo con il progetto non significa far chiarezza? In pratica: fuori chi rema contro. Perché non è convinto?

«Un conto è se chi non è d´accordo decide di uscire. Diverso se altri decidono che chi non è d´accordo deve uscire. Così si rischia di dare ragione a quelli che dicevano che l´Osservatorio serviva solo per indorare la pillola, rafforzandoli. Mentre l´organismo tecnico guidato da Virano, che continuerà il suo lavoro, esce depotenziato da questa partita».

Colpa di Virano?

«No. Semmai è colpa della politica, assente. Ora vedo che tutti si affannano, scrivono. Ma è tardi. È inutile piangere sul latte versato. Si dovevano prendere decisioni prima delle elezioni della nuova comunità montana, unendo le forze politiche che in Val di Susa si riconoscevano nella necessità di realizzare la linea ad alta velocità. Si sapeva fin dall´inizio che l´obiettivo degli amministratori vicini al movimento era quello di mettere i bastoni fra le ruote all´Osservatorio. E quando si è passati dalla teoria alle cose concrete, come i carotaggi, è successo».

Il Pd si doveva alleare con il Pdl per isolare i No-Tav?

«Sì. Non ci sono dubbi. Una proposta avanzata, oltre che da me, dagli onorevoli Esposito e Merlo, senza nessun secondo fine. Solo per evitare di ritrovarci in questa situazione».

Una grande coalizione non è una soluzione difficile da far digerire, soprattutto alla vigilia di elezioni?

«Era necessario osare. Si sarebbe dato un segnale politico forte, scoprendo che la maggioranza della Valle non è con i No-Tav. Nel Pdl qualche apertura, ad iniziare dall´onorevole Napoli, c´era stata».

E perché non si è arrivati fino in fondo?

«Bisogna avere un po´ più di coraggio, mettendo davanti alle ragioni politiche la necessità di andare avanti con la progettazione. Non solo. Anche di non perdere i finanziamenti europei».

Il segretario del Pd Morgando ha inviato gli incartamenti alla commissione dei probiviri che verificherà l´operato degli esponenti locali. Servirà ad ammorbidire le posizioni in Valle?

«Sono cose che lasciano il tempo che trovano. Sarebbe stato meglio che il sistema messo in piedi non si inceppasse. Che la bottiglia non si rompesse. Invece ci hanno chiesto la bottiglia dicendoci che l´avrebbero rotta, la bottiglia gli è stata data senza problemi, ed ora, pur sapendo quello che avrebbero fatto, il partito decide di denunciarli perché hanno rotto la bottiglia. Le intenzioni di chi si è candidato erano chiare e trasparenti fin dall´inizio, bisogna dargliene atto».

Il sindaco di Settimo, Corgiat, propone mobilitazioni Sì-Tav. Sono utili?

«Si può sempre fare un corteo. Va bene. È un´idea. Ma alla fine cosa si ottiene? Si rinvigoriscono ancora di più le contrapposizioni e il clima, alla vigilia dell´inizio dei carotaggi, non è certo dei più distesi».

Nella riunione in prefettura del tavolo sulla sicurezza che decisioni si sono prese?

«Si è fatto solo il punto della situazione insieme a prefetto e forze dell´ordine su quali sono i rischi e sui possibili scenari quando i tecnici saliranno in Valle per iniziare a fare i sondaggi previsti».

22 comments » | PD

Back to top