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Città metropolitane, parla Saitta!

settembre 6th, 2008 — 12:25am

Il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta ha presentato questa mattina  il dossier Il governo d’area vasta nella provincia di Torino: “E’ tornata d’attualità la proposta di abolizione di 9 Province italiane per istituire nelle rispettive aree metropolitane il nuovo ente “Città metropolitana” ed è ripartito un acceso confronto politico” ha spiegato Saitta “Questo documento sviluppa i concetti che ho avuto modo di anticipare sinteticamente l’8 luglio scorso al Ministro dell’Interno on. Maroni durante il primo incontro al Viminale con i Sindaci e i Presidenti delle Province interessate e che ho poi approfondito in seguito con il sottosegretario on. Davico il 29 luglio”.
Si tratta di un contributo al dibattito, finalizzato a dimostrare la specificità della Provincia di Torino non solo dal punto di vista territoriale (la Provincia di Torino è quella in Italia col maggior numero di Comuni – ben 315 – con una delle più grandi estensioni territoriali – ben 6.830 kmq – e con una densità demografica quasi due volte superiore alla media italiana), ma soprattutto per la quantità e la qualità delle funzioni esercitate rispetto ad altre Province italiane, come conseguenza della legislazione regionale piemontese (in Piemonte, a differenza della maggior parte delle Regioni italiane, è avvenuto a partire dalla legge 59/97 un consistente trasferimento di funzioni e compiti). La Provincia di Torino ha ormai completato il lungo processo di evoluzione della propria natura di “ente intermedio”, avviato con la legge nazionale del 1990 sull’ordinamento delle autonomie locali e si è attestata su un ruolo complesso, in cui le funzioni di programmazione e di raccordo tra i livelli di governo pareggiano con le nuove funzioni di gestione di servizi diretti alla collettività.
Nel documento è dimostrato che nella Provincia di Torino sono gestite politiche e i servizi di area vasta (rifiuti, trasporti, acqua, etc) su una dimensione più ampia di quella metropolitana perché le amministrazioni provinciali che si sono succedute hanno costantemente ricercato una dimensione territoriale più ampia per garantire contemporaneamente economie di scala e contrastare la marginalizzazione dei territori più esterni alla conurbazione torinese.

La delimitazione di un’area metropolitana, comprendente Torino e i Comuni contermini, e la costituzione dell’ente “Città metropolitana” e dei suoi organi (sindaco metropolitano, giunta e consiglio metropolitano) comporterebbe nel nostro caso specifico la nascita di nuove Province (almeno il Canavese e il Pinerolese) lasciando insoluta la questione dell’appartenenza del Chierese e della Valle di Susa (soluzione che farebbe crescere i costi e marginalizzerebbe le nuove piccole Province)

L’ipotesi di una città metropolitana + 2 nuove province, determinerebbe un maggior costo di almeno 90 milioni di euro ogni anno (per il personale, le spese di funzionamento e per il costo dei nuovi organi politici con relativo personale di supporto). E’ evidente quanto più si spende per spese di “funzionamento”, tanto meno si può spendere per i servizi al cittadino, per le politiche e per gli investimenti sul territorio.
Inoltre comporterebbe gravi diseconomie nella gestione di servizi a rete pari ad almeno 40 milioni di euro all’anno perché verrebbero spezzate quelle economie di scala che la Provincia di Torino è riuscita a realizzare nel tempo con grande fatica (si ritornerebbe al passato). Questi maggiori costi, calcolati prudenzialmente, sarebbero pagati dai cittadini con l’aumento delle tariffe dei servizi pubblici (acqua, trasporti, rifiuti, etc)
Le strade ipotizzate sono pertanto evidentemente improponibili.
La Provincia di Torino di fatto svolge già le funzioni dell’area metropolitana. L’organizzazione delle Olimpiadi invernali su un vasto territorio comprendente Torino e le montagne sono state un elemento di forza nella gestione di un grande evento mondiale e confermano la grande potenzialità dell’unitarietà della Provincia di Torino.

Il dossier contiene anche una concreta proposta per migliorare ulteriormente le politiche di area vasta a Torino e nei comuni circostanti” ha spiegato il Presidente Saitta. ” Il tema non riguarda la gestione dei servizi, perché la scala di organizzazione superando la dimensione metropolitana ha già consentito importanti economie di scala. L’obiettivo è quello di rendere più organica e cogente la concertazione sulla pianificazione territoriale e sulla programmazione delle opere e degli investimenti di interesse metropolitano: un processo realizzabile senza alcun aggravio di costi, che può essere avviato con modifiche a due leggi regionali, che garantirebbe la sovranità delle istituzioni, il coordinamento delle politiche metropolitane con il resto del territorio provinciale, l’efficacia delle decisioni, il risparmio dei costi a carico della collettività”.

Qui potete scaricare il documento

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Ossessioni di ferragosto

agosto 14th, 2008 — 10:19am

In questi giorni, oggi in particolare, Chiamparino continua a scrivere della sua ossessione, vedendoci tutti come nemici. La cosa mi dispiace, perchè in realtà, non è così. Riporto qui di seguito l’intervista che mi ha fatto Luciano Borghesan su La Stampa. Dalla Toscana, colgo l’occasione per augurare a tutti BUON FERRAGOSTO! Continue reading »

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città metropolitana

agosto 1st, 2008 — 8:43am

Anche sui giornali di oggi c’è qualcuno che si pronuncia riguardo la città metropolitana. A farlo è Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte ed ex presidente della Provincia di Torino, una persona che quindi, conosce molto bene questa realtà. Dice: Sono contraria alla città metropolitana, non vedo perchè dovremmo moltiplicare le Provincie. Se il problema del sindaco è quello di avere autonomia in materia urbanistica, la Regione può concederla all’area metropolitana torinese, senza bisogno di creare una nuova istituzione.

A questo punto credo veramente che ci sia bisogno di un dibattito interno, anche perchè, come possiamo notare dalle dichiarazioni lette in questi giorni, le accuse del sindaco Chiamparino sono prive di ogni fondamento e senza alcun senso.

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città metropolitana

luglio 30th, 2008 — 9:11am

Sempre per quanto riguarda la città metropolitana, oggi c’è un articolo su torino cronaca con le dichiarazioni di Aldo Corgiat (PD) e Barbara Bonino (AN).
Qui di seguito inoltre, pubblico un elaborato di Giusi La Ganga

IL GOVERNO DELLE AREE METROPOLITANE

Un governo moderno delle aree metropolitane non è un’invenzione recente.
Il primo tentativo risale agli anni ’60, quando con il PIM (piano intercomunale milanese) si provò a concepire una politica urbanistica e infrastrutturale integrata. Era la stagione degli entusiasmi riformatori e pianificatori del primo centro-sinistra.  Studi di grande modernità, progetti brillanti, ma risultati concreti pochi, se non quello di svecchiare la cultura del governo locale.  Emerse con chiarezza il problema del soggetto istituzionale dotato dell’autorità per andare oltre la attuale frammentazione. Continue reading »

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correnti – metropolitane

luglio 29th, 2008 — 8:56am

Oramai quello delle città metropolitane sta diventando il tormentone estivo, ogni giorno, sia su Repubblica che su La Stampa si parla di questo argomento e si possono leggere le dichiarazioni dei vari politici locali.  Oggi ad esempio, su repubblica c’è una bella intervista a Morgando,su La Stampa invece c’è una dichiarazione del consigliere regionale Stefano Lepri, come al solito, nessuno di loro arriva dalla mia area ma condividono però le mie perplessità!

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città metropolitana – comunicato stampa

luglio 25th, 2008 — 7:07pm

Il Sindaco e ministro ombra delle riforme, Sergio Chiamparino, ha ragione nel ritenere che la costituzione delle Città Metropolitane sia un’occasione che Torino non può perdere.
Non ha altrettante ragioni nello sposare soluzioni pasticciate, quali quelle annunciate dal Governo Berlusconi, che brillano, si fa per dire, per vaghezza di contenuti, indeterminatezza delle procedure, assoluta contraddittorietà nel rapporto fra obiettivi dichiarati e tempi necessari a perseguirli.
Voler decidere questioni complesse sposando slogan, proclami e titoli giornalistici può produrre guai.
Un amministratore ed un politico dell’esperienza e delle capacità di Sergio Chiamparino dovrebbe saperlo.
La Città metropolitana deve sostituire e non aggiungersi all’attuale assetto amministrativo.  Deve avere una propria legittimazione elettiva e non essere l’ennesimo ente di secondo grado.
Intervenire in questa materia richiede senso delle istituzioni, rispetto delle popolazioni, lucido disegno semplificatore.
Il governo delle città metropolitane non ha ancora trovato un’adeguata soluzione non tanto per la mancanza di volontà politica quanto per la complessità della questione e soprattutto per la pretesa , a cui anche il governo Berlusconi non rinuncia, di trovare un assetto uguale per tutte le città, che sono invece in situazioni molto diverse.
A Roma affidare al Comune anche le funzioni di Provincia è reso possibile dall’enorme ampiezza del territorio comunale. La Provincia di Milano è pressoché integralmente area metropolitana.
La specificità torinese consiste nel fatto che il suo territorio è assai più ampio così come molto più ampio è il numero dei comuni (315).   Questo rende per Torino impraticabile la soppressione dell’attuale provincia con il passaggio delle relative competenze alla città metropolitana, perché resterebbe scoperta una vasta porzione di territorio.
La Provincia resta la migliore struttura di governo intermedio fra i piccoli e medi comuni e la Regione.  
Chi pensa (per risparmiare!) alla sua soppressione, si illude che basti un sistema a due livelli (Comune-Regione).  Scoprirebbe presto la necessità di mille enti sovracomunali per gestire interventi di area vasta.
Diversa è la linea per risparmiare e razionalizzare: riportare alla provincia tutta la sovracomunalità che ha prodotto un’infinità di enti intermedi con i costi relativi.
Ovviamente queste considerazioni non valgono per i territori metropolitani, dove infatti  già oggi il peso politico e l’utilità della provincia sono meno avvertiti.
Berlusconi vuol dare prova di efficienza creando un moderno sistema di governo per le aree metropolitane?
Bene! Ma evitiamo di procedere come al solito per slogan e cerchiamo di mettere in chiaro le cose da fare per Torino.
1. Occorre definire esattamente il territorio dichiarato metropolitano.
2. Il residuo territorio dell’attuale provincia dovrà essere governato in qualche modo:
    a) con una provincia a ciambella
    b) aggregando il territorio ad altre province
3.  Nel territorio metropolitano dovrà operare un soggetto che sommi le competenze “di area vasta”dell’attuale comune e dell’attuale provincia, lasciando tutto il resto al livello comune-circoscrizione-municipalità.
4. Il soggetto che possiamo chiamare Città Metropolitana deve avere una legittimazione democratica diretta.  Tutte le soluzioni che ipotizzano soluzioni volontaristiche, associative “di secondo grado”, sono state tentate mille volte e non hanno portato a nulla.
5. Solo l’elezione diretta di un Sindaco e di un consiglio metropolitano da parte di tutti i cittadini metropolitani metterebbe in moto un processo irreversibile di cambiamento e di semplificazione.
6. La strada invece di conferire un rango metropolitano all’attuale comune principale, affidandogli funzioni e responsabilità di governo più vasto, senza una corrispondente legittimazione democratica, aumenterebbe contrasti e inefficienze.
7. La strada maestra deve essere quella di non aggiungere ma di sostituire

Sono dunque questioni e nodi di tal natura, e non certo interessi di parte,  a consigliare prudenza e a suggerire, con un po’ di buon senso, un percorso che separi la vicenda della provincia e della città metropolitana di Torino da quella delle altre province indicate dal Governo.
Anche a questo proposito, non può essere ignorato il carattere autoritario e centralista dell’operato di questo governo e del ministro leghista dell’Interno che pretende di ridisegnare da Roma i confini amministrativi delle istituzioni locali. Evidentemente, proclamare il federalismo non sempre significa perseguirne con coerenza regole e principi.
Sergio Chiamparino, proprio sui temi del federalismo e delle autonomie locali, ha una doppia responsabilità, quella di Sindaco e di ministro-ombra: speriamo che l’entusiasmo non lo porti a errori di valutazione, che proprio per le duplici responsabilità produrrebbero il doppio dei danni.

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Città Metropolitane

luglio 25th, 2008 — 10:10am

Anche oggi si parla di città metropolitane e qualcuno come al solito deve esagerare. Il nostro sindaco e ministro ombra per le riforme scrive oggi una lettera a la Repubblica dove elogia l’importanza della città metropolitana, dipingendola come opera fondamentale per il futuro dei cittadini.
E poi aggiunge che è tutta colpa mia (e quindi, sottinteso, di Sinistra Per visto che parla di componenti del pd) se le città metropolitane non nasceranno e i cittadini torinesi saranno condannati a vedere frustrati i propri bisogni.
Sempre oggi su La Stampa, però, un editorialista di punta come Luigi La Spina scrive della totale inutilità delle città metropolitane. Ora mi chiedo, dato che non ho mai visto La Spina ad un incontro della mia area politica, se il giornalista è un pericoloso membro occulto di Sinistra Per oppure è il sindaco che questa volta ha preso un abbaglio.
A proposito, vi rimando ad un altro autorevole parere, quello dell’assessore provinciale Umberto D’Ottavio, anche lui, lontanissimo da Sinistra Per.

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