Tag: eutelia


Da Agile-Eutelia all’ex Cms: gli ammortizzatori sociali sono finiti

novembre 7th, 2010 — 12:11pm

Giampiero Maggio – LaStampa

Eccoli i lavoratori dimenticati. Sono centinaia in Canavese, finiti al centro di promesse mai mantenute, abbandonati dalle istituzioni e tagliati fuori dai «tavoli» che contano. Da mesi sono senza stipendio, o con ammortizzatori sociali che stanno per scadere.

Nella sede di Agile-Eutelia, nel Parco Dora Baltea, a Ivrea, i lavoratori sono tornati a far sentire la propria voce. Il volto è coperto da una maschera bianca. Anonima nei tratti come, dicono, anonimo è il loro destino. Un anno fa era cominciata l’occupazione della fabbrica, in seguito a un tracollo diventato inarrestabile. Oggi i lavoratori Agile-Eutelia, centinaia tra Ivrea e Torino, migliaia in tutta Italia, sono tornati in assemblea. Con le loro maschere bianche e impalpabili. Minacciando di occupare strade e di alzare il livello della protesta. Sono tornati a far sentire la loro voce in attesa che il Tribunale di Roma, il 15 dicembre, decida sulla causa sindacale intentata in seguito alla cessione del ramo Information tecnology fatta da Eutelia ad Agile. E in attesa che i commissari presentino un piano industriale (mentre le commesse continuano a finire altrove), senza il quale non è possibile avere le fidejussioni garantite da governo e Unione europea per le aziende in crisi. «E senza le fidejussioni – spiegano – non si può partecipare alle gare».

Il lamento è riassunto dalle parole di Mariella Rapetti, la delegata sindacale: «Per ogni decisione ci vogliono mesi. Sembra che ci sia la volontà di non farci andare avanti». E poi c’è Raf Phonemedia, azienda per la quale il commissario (lo stesso di Agile) ha chiesto al Tribunale di Novara il fallimento: «Eppure – spiega la sindacalista Daniela Stratta – il commissario ci aveva chiesto di continuare a lavorare per mantenere le commesse, nonostante fossimo in cassa integrazione».

La loro non è l’unica voce della protesta. Perché, poco distante da qui, a Scarmagno, un tempo cuore pulsante dell’Olivetti, da anni oramai si trascina lo stillicidio dei lavoratori ex Oliit ed ex Cms, aziende nate proprio dallo «spezzatino» di Op Computer. Illusi da un progetto sponsorizzato dalla Provincia ma mai decollato: dovevano essere ricollocati nel polo della pubblica amministrazione di Loranzè, secondo le garanzie del presidente della Provincia Antonio Saitta e dei sindacati. Non se ne fece nulla, nonostante un fondo di quasi due milioni di euro già stanziato dai Patti territoriali del Canavese, ma di cui oggi non si sa più nulla.

Sono rimasti in cento a lottare. Anche loro abbandonati dalle istituzioni, anche loro ancorati a promesse di ricollocazione che non decollano. Qualcuno di loro ha affidato rabbia, disperazione e protesta ai blog, su Internet, dove possono attaccare a 360 gradi, spesso con toni molto accesi, quelli che considerano i responsabili della loro tragedia.

Gli ex di Oliit non percepiscono più lo stipendio da un anno, quelli di Cms potranno contare sull’assegno di mobilità fino a dicembre. Una settimana fa, a Scarmagno, il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone ha speso parole di speranza e ottimismo per i lavoratori CellTel, mentre il presidente della Regione Roberto Cota ha annunciato un piano per l’occupazione da 290 milioni. Nessuno ha parlato di loro, degli ex di Oliit e Cms, che oggi si sentono «figli dimenticati», «lavoratori di serie B». Eppure anche loro hanno contribuito a fare la storia della grande azienda informatica.

Commenti disabilitati | Senza categoria

Dopo Rockwood, Gm Un’altra intesa in bilico

ottobre 10th, 2010 — 12:16pm

Stefano Parola – Repubblica

Rockwood è fuggita, ma c’è un altro progetto di ricerca legato all’auto del futuro che ha subito una brusca frenata con il cambio di giunta. Si tratta del laboratorio per il diesel ibrido che General Motors avrebbe dovuto costruire all’interno del suo polo torinese. Doveva nascere una nuova società ad hoc, che avrebbe goduto delle agevolazioni prevista dal contratto di insediamento. Invece non se n’è fatto nulla. Raccontano da Gm che ora attendono “di sapere se la Regione farà la sua parte nel progetto oppure no”. Ma rassicurano: “Sul diesel elettrico andremo avanti in ogni caso, e lo faremo a Torino. Per noi la città rimane il luogo ideale in cui sviluppare questo tipo di innovazioni”.

Gli americani dell’auto, dunque, restano. Ma tra i rappresentanti dell’opposizione in Consiglio regionale resta l’amarezza per l’addio della multinazionale americana specializzata nelle batterie al litio. Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Aldo Reschigna, parla di “occasione mancata” e anche di un “triste presagio per il futuro”. E accusa: “La giunta dimostra quanto grande è la distanza tra le affermazioni di principio sul sostegno alla ricerca e all’insediamento di nuove aziende e la capacità di dare concretezza a questi impegni”.

Pure in corso Duca degli Abruzzi ci sono rimasti male. I ricercatori del Politecnico avevano lavorato a una polvere di litio-ferro-fosfato particolare, che consentiva di migliorare quelle batterie che saranno il cuore dell’auto elettrica del futuro e che la Rockwood aveva brevettato. Ora che l’accordo con la Regione è saltato, gli statunitensi andranno a sviluppare, e probabilmente anche a produrre, quella polvere in Germania, collaborando con l’Università di Munster.

Nei corridoi di corso Duca degli Abruzzi, l’addio della multinazionale non è una novità. Si è consumato nel giro di un paio di giorni. Il 13 settembre la giunta regionale doveva discutere il progetto presentato dall’ateneo torinese e invece, nonostante due giorni prima si fosse interessato lo stesso rettore Francesco Profumo, l’argomento non era neppure all’ordine del giorno. Così il giorno dopo Rockwood si è rivolta a Munster. Risultato: affare fatto, con i tedeschi che hanno messo sul piatto 10 milioni. Tanti quanti avrebbe dovuto sborsarne la Regione.

“Così sono andati in fumo 11 posti di lavoro previsti nella fase iniziale per costruire l’impianto pilota, più altri 200 che Rockwood avrebbe creato alla fine dei tre anni per mandare avanti lo stabilimento”, spiegano dal dipartimento di scienze dei materiali. Ma la cosa che più ha lasciato perplessi i ricercatori è l’atteggiamento dell’assessore Massimo Giordano. Che a maggio, durante la sua prima visita al Politecnico, disse: “Il primo progetto che porteremo avanti è quello legato a Rockwood. Con il presidente Cota abbiamo inviato una lettera alla multinazionale per dire che siamo fortemente interessati”. Salvo poi fare retromarcia.

Un pranzo di solidarietà per raccogliere fondi per i lavoratori ex Eutelia di Torino. L’appuntamento è oggi alle 13 alla bocciofila di via Fratelli Macario 50 a Rivoli, zona Cascine Vica. Più di cento i posti disponibili per il menù fisso composto da antipasto sfizioso con aperitivo, tagliatelle zucchine e gamberetti, arrosto e insalata mista, oltre a dolce vino, acqua e caffè. Al momento sono già più di 50 i posti prenotati e l’offerta è libera. Tutto il ricavato andrà a sostenere il reddito dei lavoratori ex Eutelia. Il pranzo è organizzato da Paolo De Francia, capogruppo del Pd a Rivoli, e Franca Zoavo, e parteciperà anche il deputato Pd Stefano Esposito.

Commenti disabilitati | Senza categoria

intervento in aula su sanzioni ai lavoratori Eutelia

giugno 20th, 2010 — 11:43am

Stefano ESPOSITO: Signor Presidente, non devo neanche pensarci: è una risposta che credo sia offensiva. Scopriamo che il Ministero dell’interno, perché lo ha dichiarato, di fronte ad una situazione che è stata ben descritta in quest’Aula dagli interventi che hanno preceduto il mio e anche dall’interpellanza precedente, ha addirittura utilizzato le immagini della Polizia scientifica per irrogare una multa, una sanzione da 2.500 o 10 mila euro, a lavoratori che stavano protestando legittimamente. Mi domando come si possa, in un contesto come questo, arrivare addirittura ad insultare, perché questo ha fatto il sottosegretario oggi, la funzione stessa dei parlamentari. Io sono uno di quelli che è stato identificato e la voglio tranquillizzare: non sono e non siamo preoccupati per noi, ma per la funzione. Io non sono stato identificato da nessun poliziotto presente. Riconosco il lavoro equilibrato che hanno svolto i funzionari presenti. Il blocco stradale è stato deciso dalle forze dell’ordine, perché c’era una preoccupazione nei confronti dei manifestanti. Quindi, è evidente che anche la risposta ci conferma quanto è stato detto in alcuni momenti, cioè che questa è una scelta politica, quella di punire dei lavoratori che hanno osato, anche nei giorni successivi, dimostrare il loro dissenso in maniera forte anche nei confronti di esponenti della maggioranza. Questo non è sopportabile. Chiedo al Ministero dell’interno, visto che le sanzioni sono state comminate dal prefetto di Roma, se davvero si pensa di poter procedere in maniera così poco obiettiva, trattando i parlamentari della Repubblica come fomentatori e istigatori di una manifestazione. Signor sottosegretario, noi siamo arrivati lì a dare un contributo in una situazione in cui quei lavoratori avevano ragione e il Governo si era disinteressato totalmente di dare risposte. Abbiamo svolto una funzione politica ed abbiamo dato un contributo per evitare che la situazione potesse degenerare. Ora mi chiedo: è davvero credibile una risposta peraltro così burocratica? Non è la dimostrazione di una mancanza di impegno? Mi aspettavo che oggi il Ministro dell’interno si assumesse la responsabilità di dire che queste sanzioni venivano ritirate non nei confronti dei parlamentari, ma di quei lavoratori.

Ovviamente questi lavoratori e noi stessi tuteleremo nelle sedi proprie i nostri e i loro diritti. È evidente che questo Governo ha scelto uno scontro frontale su questa vicenda ed io le posso garantire che il gruppo del Partito Democratico, oltre a continuare ad essere al fianco di quei lavoratori, produrrà tutte le iniziative necessarie per dimostrare che voi avete fatto una scelta politica gravissima, che mette a rischio, questa sì, la possibilità di manifestare pacificamente per chiedere risposte che erano state da voi promesse.

È il Governo che aveva promesso a quei lavoratori la possibilità di avere una sede nella quale provare a risolvere i problemi. Non solo non avete dato quella sede, non solo ancora oggi non avete dato una risposta, ma li volete punire.

Questo diventa un elemento di libertà: lo dico anche a lei, signor sottosegretario, perché molti esponenti del suo partito, quando si è trattato di manifestare a fianco degli agricoltori per le quote latte, hanno bloccato autostrade, e non risultano azioni di alcun tipo; anzi, molti parlamentari si sono rivolti, come è giusto, alla Giunta per le autorizzazioni, non per loro stessi, ma per tutelare quegli agricoltori.

Questo è il vostro stile, questa è la vostra idea di ordine pubblico! Ma è la vostra idea, perché la mia solidarietà nei confronti delle forze di polizia, che svolgono tutti i giorni il loro lavoro, è totale. Questa è la vostra linea, questa è la politica del Ministro Maroni; su questo, non intendiamo abdicare e faremo una battaglia durissima, perché oggi, in quest’Aula, lei ha detto che noi siamo degli istigatori, che è una cosa inaccettabile, signor sottosegretario, e ha detto che quei lavoratori meritano di essere puniti. Noi non stiamo con voi, ma stiamo con loro.

Commenti disabilitati | camera

Eutelia/ Pd: Governo rinnova accusa istigazione a deputati

giugno 17th, 2010 — 5:34pm

Roma, 17 giu. (Apcom) – “Rispondendo alla nostra interpellanza, il sottosegretario Davico ha oggi confermato un’accusa gravissima nei confronti di un gruppo di deputati Democratici, tra cui Antonio Boccuzzi ed i sottoscritti, cioè quella di aver istigato il blocco stradale durante la manifestazione di protesta dell’11 marzo scorso dei lavoratori di Eutelia, società divenuta uno dei più conosciuti esempi di crisi industriale”. Lo rendono noto i deputati del Pd Stefano Esposito e Ludovico Vico, firmatari dell’interpellanza discussa oggi alla Camera, insieme, tra gli altri, a Francesco Boccia, Alessandro Maran e Andrea Orlando.

I due deputati del Pd sottolineano che “La vicenda è molto grave perché dimostra l’irresponsabilità del Governo che ha voluto criminalizzare una legittima manifestazione, esasperata da comportamenti secondo noi poco ragionevoli della controparte aziendale, nella quale i lavoratori di Eutelia hanno portato in piazza la loro disperazione, esibendo striscioni insieme alle loro famiglie, per richiamare l’attenzione di tutte le istituzioni e dell’opinione pubblica. Non siamo certo preoccupati per noi ma per la sorte dei lavoratori di Eutelia, che proprio oggi sono tornati ad esprimere in piazza Montecitorio la loro esasperazione, ed in particolare per un gruppo di manifestanti, circa venti, che quell’11 marzo sono stati identificati attraverso l’utilizzo di telecamere, denunciati e condannati al pagamento di una sanzione pecuniaria”.

“Non si comprendono – concludono i deputati Pd- i criteri con cui questo gruppo di persone sia stato identificato, né oggi il sottosegretario Davico lo ha spiegato: resta l’amarezza e l’indignazione per una gestione a dir poco assurda della vicenda e la nostra ferma solidarietà nei confronti dei lavoratori: il Pd è dalla loro parte, chiediamo l’annullamento delle sanzioni e non ci fermeremo finchè il ministero dell’Interno non avrà riconosciuto la fondatezza della nostra istanza”.

Commenti disabilitati | camera, PD

Lavoro: Pd, lavoratori Eutelia dal presidente Fini

giugno 17th, 2010 — 5:01pm

Il deputato del Pd Stefano Esposito ha accompagnato stamattina una delegazione di cinque operai dell’Eutelia, Laura Spezia, Pasquale Ascione e Antonio Sansone di Cgil, Cisl e Uil, insieme ai rappresentanti dello stabilimento, Mazzaro Pagani, Carnicella, Valerio e Pagaria, che manifestano oggi davanti a Montecitorio, dal presidente della Camera Gianfranco Fini che si è fatto carico di chiedere a Gianni Letta di incontrare i lavoratori dell’azienda.

Il presidente Fini si è detto preoccupato per lo sciopero della fame di alcuni lavoratori e ha garantito che in merito alla commessa della Camera vinta da Eutelia sarà sua cura far rispettare i diritti che l’azienda vanta nel rispetto delle leggi.

21 comments » | camera, PD

EUTELIA: INTERROGAZIONE A RISPOSA ORALE

giugno 16th, 2010 — 5:45pm

Alla Presidenza del Consiglio. – Per sapere – premesso che:

è ormai passato un anno dal 15 giugno 2009, quando improvvisamente Eutelia ha annunciato nella sede del Ministero dello sviluppo economico, la cessione del ramo IT ad Agile srl e contemporaneamente la cessione di Agile a Omega spa;

dopo una prima prudente valutazione da parte sindacale, si è dovuto prendere atto delle reali intenzioni della proprietà che non corrispondevano alle rassicuranti dichiarazioni iniziali, tanto che venivano avviate le prime azioni distruttive del patrimonio aziendale, dal mancato pagamento delle retribuzioni, alla stasi operativa, al blocco degli acquisti, all’avvio della procedura di licenziamento per 1.200 lavoratori;

tale irresponsabile atteggiamento della proprietà ha chiuso qualsiasi possibilità di trattativa e ha determinato una forte reazione da parte dei lavoratori, che il 28 ottobre 2009 hanno occupato la sede romana dell’azienda, protesta seguita dalle altre sedi con il blocco delle attività fino al sequestro dell’azienda da parte del tribunale fallimentare di Roma il 23 dicembre 2009;

il tribunale ha nominato tre custodi fallimentari con il compito di elaborare il bilancio 2009, verificare lo stato patrimoniale dell’azienda, scongiurare distrazioni di fondi e garantire temporaneamente i livelli occupazionali;

a seguito di tale intervento, sono state progressivamente riprese le attività e tardivamente avviata una procedura di cassa integrazione straordinaria per 1.089 lavoratori, mentre la relazione finale sullo stato patrimoniale certificava l’interconnessione esistente tra Eutelia ed Agile evidenziando carenze pesantissime nel processo di gestione dei beni ed attività mai completate;

la proprietà di Agile/Omega non ha mai attuato alcuna azione per prendere in carico le commesse formalmente cedute da Eutelia, non ha mai proceduto all’attuazione di alcun piano industriale volto a garantire la continuità operativa sui clienti e non ha mai operato per assumere la titolarietà dei contratti formalmente acquisiti, causando le rimostranze dei clienti più importanti, le rescissioni di importanti commesse;

le vicende che hanno riguardato altre acquisizioni di Omega, quali Phonmedia ed altri, hanno confermato il ruolo di Omega e dei suoi dirigenti quali “spazzini” di imprese indebitate;

la relazione dei custodi fallimentari ha inoltre evidenziato il tentativo di Eutelia di separare nettamente i propri destini da quelli di Agile, ma il processo di cessione non è mai stato completato e questo può compromettere il disegno di Eutelia di vendere il vero valore di cui è proprietaria ovvero i 14.000 km di fibra ottica;

la sentenza del tribunale di Roma per condotta antisindacale ed il successivo obbligo imposto dal giudice alla rimozione degli effetti della cessione, hanno messo Eutelia in grande apprensione la proprietà, incidendo significativamente su eventuali interessi speculativi e si deve probabilmente a questa l’azione di facciata, fondata sulla sostituzione dei dirigenti più compromessi;

si giunge in tal modo alla proposta, da parte di Agile, di concordato preventivo per affrontare il nodo dello stato di insolvenza, basata su generiche previsioni di crescita, su esorbitanti sopravvalutazioni del patrimonio immobiliare, e su un ampio ricorso ad ammortizzatori sociali per i due terzi dei lavoratori, prospettando un’ipotesi di rientro in due anni per circa il 50% degli occupati attuali;

malgrado gli sforzi della proprietà per accreditare il concordato, il tribunale fallimentare di Roma il 20 Aprile 2010 ha deliberato lo stato di insolvenza di Agile srl, dando il via libera, dopo diversi rinvii, al commissariamento dell’ex ramo IT di Eutelia; stessa sorte hanno seguito le realtà di Novara e Vibo Valentia di aziende del Gruppo Phonmedia/Omega;

la determinazione dello stato di insolvenza ha comportato la nomina di tre commissari giudiziari con il compito di valutare, in trenta giorni, lo stato patrimoniale finanziario ed economico dell’azienda;

sebbene la precedente custodia cautelare avesse prodotto una relazione di bilancio puntuale e dettagliata, i nuovi commissari hanno riavviato il processo di valutazione, producendo ulteriori occasioni di inefficienze e rallentamenti e portando in definitiva ad una situazione altamente rischiosa. In particolare:

- i commissari giudiziari si sono affidati a numerosi consulenti, nessuno dei quali con specifica esperienza nell’Information Technology e skills adeguata a un settore ad alto contenuto tecnologico, di conseguenza i tempi di stesura della relazione giudiziale sono già slittati di ulteriori trenta giorni;

- i commissari non hanno avviato alcun processo di verifica circa la situazione occupazionale, ad oggi su 1.700 dipendenti, oltre 1.000 sono in cassa integrazione straordinaria senza alcuna prospettiva di rientro;

- i commissari non hanno avviato una fase di verifica della validità delle commesse attuali né tantomeno una fase di proposta commerciale in relazione alla carenza dei requisiti richiesti nella pubblica amministrazione, producendo il paradosso che la struttura commerciale è quasi tutta al lavoro, ma non può produrre offerte, né partecipare a gare d’appalto;

- la gran parte dei contratti “ceduti” da Eutelia ad Agile non sono stati considerati validi dall’Amministrazione pubblica, poiché Agile non è mai stata in possesso dei requisiti per l’aggiudicazione degli appalti (DURC, NOS, ecc.), la pratica per l’ottenimento dell’abilitazione di sicurezza, è stata appena avviata, ma fa riferimento all’amministratore unico di Agile srl, clamorosamente bocciato dal tribunale fallimentare di Roma che ha ritenuto non credibile la proposta di concordato preventivo presentata in dibattimento;

- la procedura di abilitazione NOS prevede l’affidamento delle responsabilità di custodia della documentazione classificata a personale qualificato; in azienda esistono diverse risorse in possesso dei requisiti formali e sostanziali, ma sono, attualmente, tutte sospese dal lavoro;

- le attività presso i clienti si svolgono in un clima di grande difficoltà poiché i lavoratori attivi non percepiscono regolarmente retribuzioni e rimborsi spese, né i cedolini degli stipendi con gravi conseguenze personali, per esempio nella richiesta di mutui o finanziamenti;

- contemporaneamente si procede con grande difficoltà per gli acquisti di materiale ed i mezzi aziendali non sono messi in condizione di operare essendo scadute le assicurazioni;

- i lavoratori sospesi in cassa integrazione, hanno visto riconosciuto il diritto all’integrazione salariale ma le inefficienze dei processi aziendali determinano il pagamento dell’assegno di cassa con circa due mesi di ritardo;

- sul piano della gestione operativa i commissari hanno affidato ai consulenti la conduzione delle attività. Nelle rare riunioni è stato espresso chiaramente l’orientamento verso una vendita delle commesse esistenti a competitori di mercato e per questo motivo si parla insistentemente di un ulteriore ricorso alla procedura di cassa per altri 300 lavoratori ed al licenziamento della quasi totalità dei dirigenti superstiti (22 su 26);

sul piano delle iniziative legali va ricordato che nei confronti di Agile la procedura di insolvenza prevede l’insinuazione al debito di tutti i creditori entro il 27 settembre 2010 ed il relativo dibattimento il 28 ottobre 2010;

la questione Eutelia si svolge apparentemente in modo distinto dalle vicende Agile, numerosi sono i procedimenti avviati da lavoratori ex-Eutelia che mettono in condizione la proprietà di rischiare condanne civili e penali;

Eutelia è stata appena dichiarata insolvente ed affidata a commissari giudiziali, due dei quali sono stati custodi di Agile;

l’Italia ha un problema di sviluppo nel campo delle tecnologie e delle telecomunicazioni, esistono realtà come Eutelia che posseggono le infrastrutture di base per lo sviluppo delle reti di nuova generazione, esistono nello stesso tempo, realtà come l’ex ramo IT ceduto ad Agile, che sono ancora in grado di disegnare ed implementare sistemi informativi complessi utili alla crescita e alla modernizzazione del paese;

con la decisione del Tribunale di Arezzo, che ha decretato lo stato di insolvenza della Società ed estromesso la proprietà di Eutelia, è finalmente possibile ricominciare ad affrontare il tema del futuro dei lavoratori in termini complessivi;

i lavoratori di Agile e di Eutelia, coinvolti in questa drammatica situazione, chiedono a tutti di agire in fretta senza attendismi, solo così sarà possibile salvaguardare i valori e gli asset ancora presenti in azienda e avanzare programmi che diano una reale prospettiva alle due aziende:-

quali misure intenda assumere per affrontate in modo serio ed omogeneo le citate situazioni di crisi, perché possano essere salvaguardati sia i beni industriali, sia il lavoro e le professionalità di migliaia di persone, sull’esempio di altre vertenze nazionali quali ad esempio Alitalia e Fiat;

se intenda convocare con urgenza il tavolo di trattativa con tutte le parti interessate anche con la partecipazione di soggetti, quali ad esempio le Regioni, necessari all’avvio del processo di risanamento.

21 comments » | camera

Intervento in aula: sanzioni lavoratori eutelia

maggio 20th, 2010 — 9:58am

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Y0BIGax66sc[/youtube]

14 comments » | PD

ESPOSITO SU SANZIONI AMMINISTRATIVE A LAVORATORI EUTELIA

maggio 19th, 2010 — 4:15pm

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=OKAdZk_Zemg[/youtube]

18 comments » | PD

PER LA LEGA NON ESISTE COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE

maggio 17th, 2010 — 5:39pm

Quest’oggi, in occasione della manifestazione dei lavoratori dell’Agile-Eutelia davanti al Palazzo della Regione Piemonte, ai Parlamentari del PD On. Antonio BOCCUZZI e On. Stefano ESPOSITO è stato impedito di partecipare all’incontro tra i vertici dell’amministrazione regionale e una delegazione dei lavoratori.

“Due settimane fa il Vice Presidente Roberto Rosso aveva garantito che la Regione si sarebbe fatta carico del pagamento della cassa integrazione dopo il commissariamento. I lavoratori dell’Eutelia oggi hanno manifestato per chiedere conto di quella promessa. Ad accoglierli non c’era il Vice Presidente Rosso, ma l’Assessore Giordano, che ha ricevuto una delegazione, escludendo i parlamentari presenti. Un fatto grave che conferma la vera anima della Lega, che alla Camera e al Senato ha bocciato tutti gli emendamenti proposti dal PD per risolvere la vicenda dell’Eutelia e che ora esclude i parlamentari dagli incontri con i lavoratori delle aziende in difficoltà. Un’ulteriore beffa per i lavoratori dell’Eutelia, già clamorosamente denunciati e multati dopo le proteste di marzo a Roma. Ma, soprattutto, un profondo cambiamento di stile rispetto alla precedente Giunta di centrosinistra che segna la fine di ogni possibile collaborazione istituzionale”.

Commenti disabilitati | Senza categoria

Cota lascia l´aula sul caso Eutelia Il Pd accusa e lui annuncia la cassa

aprile 28th, 2010 — 8:04am

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Roma-Torino e ritorno. Il primo scontro fra il presidente e la sua opposizione parte da Montecitorio, rimbalza a Palazzo Lascaris e torna nella Capitale. Nel suo ruolo di capogruppo del Carroccio alla Camera, ieri il neo governatore Cota è uscito dall´aula mentre si votavano gli emendamenti del Pd a sostegno dei lavoratori di Eutelia e Phonemedia, un gesto che non è piaciuto affatto a Pierluigi Bersani («Cota nella sua regione ha i dipendenti di quei call center e che ha fatto? È uscito») e ha prodotto la reazione immediata del neo capogruppo regionale del Pd Aldo Reschigna: «Non si può, a Torino, dichiarare ai lavoratori che rischiano il posto di lavoro e a Roma non votare provvedimenti a loro sostegno». Un doppio binario insomma, una personalità duplice, incalza ancora il capogruppo: «Come si fa a lavarsene le mani a Roma e poi in Piemonte ergersi a paladino degli stessi lavoratori?». Pochi minuti e arriva la risposta del governatore: «La gente non mangia con le strumentalizzazioni di Bersani – replica Cota – Entro lunedì, dopo una sola settimana dal mio insediamento, saremo in grado di provvedere con la cassa integrazione in deroga per Eutelia. Faremo quello che per otto mesi non ha mai fatto Bresso». Bersani ha perso una buona occasione per tacere, conclude con una sferzata il presidente in carica, «il suo emendamento era inutile, una norma manifesto per fare polemica». L´ultima parola è dell´onorevole Stefano Esposito, ancora da Roma: «Cota ci spieghi dove troverà i soldi per la cassa integrazione in deroga, visto che ha appena dichiarato che gli mancano 100 milioni per quella già assegnata al Piemonte». Il neo governatore farebbe meglio ad informarsi prima, incalza l´onorevole del Pd: «La Regione non poteva assegnare la cassa integrazione in deroga perché l´azienda non era commissariata. Il commissariamento è arrivato solo qualche giorno fa».

25 comments » | Senza categoria

Back to top