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Legge elettorale, i Radicali scorretti. Nessuna fronda nel Pd.
“Sulla legge elettorale nel Pd c’è una normale e legittima dialettica interna ma non c’è alcuna fronda contro la proposta del partito che si sta per definire nel confronto con altre forze politiche. E’, pertanto, del tutto artificiosa e scorretta la polemica innescata dai Radicali attorno ad una proposta avanzata mesi fa da alcuni parlamentari del Pd e tesa ad offrire un contributo politico per modificare l’attuale “porcellum” che proibisce agli elettori di scegliersi i propri eletti al Parlamento. Un contributo non è una fronda e manco una polemica. Almeno questo i Radicali, al di là della polemica ridicola e grottesca, dovrebbero saperlo”.
Dal Tar decisione pilatesca
Andrea Rossi – LaStampa
«Dopo la sentenza del Tar la politica piemontese è entrata in un vicolo cieco. Ora serve chiarezza, soprattutto per restituire funzionalità alle istituzioni e trasparenza ai cittadini che rischiano di non comprendere le ragioni di questa stasi che si può prolungare per svariati mesi».
A sostenerlo Giorgio Merlo e Stefano Esposito, parlamentari piemontesi del Pd. «Ci auguriamo – dicono – che il Consiglio di Stato con la prossima sentenza restituisca, in un verso o nell’altro, la necessaria chiarezza uscendo dalla situazione confusa creata dalla decisione pilatesca, che peraltro rispettiamo, del Tar Piemonte». Merlo ed Esposito auspicano inoltre che «la collaborazione istituzionale tra maggioranza e opposizione in consiglio regionale» porti alla cancellazione della legge che ha abolito l’obbligo di raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali, che è «tra le cause principali di questa incredibile e ormai insopportabile situazione che si è venuta a creare».
Sul fronte opposto del Pdl dà loro ragione il vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli: «Nessuna sentenza di nessun Tribunale può mettere in dubbio la volontà con tanta chiarezza espressa dagli elettori piemontesi. La maggioranza ha votato il centrodestra e ha scelto di essere governata da Cota. Hanno ragione Merlo ed Esposito quando evocano il rischio che un’inutile coda alla battaglia elettorale possa compromettere la collaborazione istituzionale. Cota ha vinto legittimamente e legittimamente governa il Piemonte».
Regione, l´effetto Tar sul bilancio
MARCO TRABUCCO
Per qualche giorno le polemiche tra centrosinistra e centrodestra piemontese si trasferiranno dalle aule di giustizia a quella, più consona a un dibattito politico, del Consiglio regionale. Qui infatti da domani partirà una tre giorni per discutere (e magari approvare) il bilancio di assestamento della Regione. Su questo tema il Pd nei giorni scorsi aveva offerto a Cota e ai suoi una collaborazione per cercare di evitare conseguenze negative al Piemonte delle vicende legate ai ricorsi elettorali. Offerta però respinta dal centrodestra.
Mentre Cota e Bresso hanno continuato a prendersi a male parole, ieri sono tornati a invitare tutti alla calma due parlamentari dei Democratici, Giorgio Merlo e Stefano Esposito. «Dopo la sentenza del Tar – hanno scritto – la politica piemontese è entrata in un vicolo cieco. Ora serve ridare chiarezza ai cittadini che rischiano di non comprendere appieno le ragioni di questa stasi che si può prolungare per mesi. Ci auguriamo quindi che il Consiglio di Stato con la prossima sentenza prenda un decisione chiara, in un senso o nell´altro, uscendo dalla situazione confusa creata dalla decisione pilatesca del Tar Piemonte. E auspichiamo che la collaborazione istituzionale tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale porti alla cancellazione della legge che ha abolito l´obbligo di raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali, che è tra le cause principali di questa incredibile situazione che si è venuta a creare».
Ai due ha subito risposto il vicecapogruppo Pdl alla Camera Osvaldo Napoli: «Hanno ragione i colleghi del Pd Merlo ed Esposito quando evocano il rischio che un´inutile coda alla battaglia elettorale possa compromettere la collaborazione istituzionale. Cota ha vinto legittimamente e legittimamente governa il Piemonte. Questo e non altro, è il significato di chi denuncia il rischio di golpe politico-giudiziario. Va scongiurato nell´interesse dei Piemonte e dei piemontesi. E bisogna rimetter mano quanto prima a quell´autentico obbrobrio della legge elettorale regionale».
Piemonte, ora si faccia chiarezza. E si modifichi subito la legge elettorale
“Dopo la sentenza del Tar la politica piemontese è entrata in un vicolo cieco. Ora serve chiarezza, soprattutto per ridare funzionalità alle istituzioni piemontesi e restituite la necessaria trasparenza ai cittadini che rischiano di non comprendere appieno le ragioni di qeusta stasi che si può prolungare per svariati mesi. Ci auguriamo, al riguardo, che il Consiglio di Stato con la prossima sentenza restituisca, in un verso o nell’altro, la necessaria chiarezza uscendo dalla situazione confusa creata dalla decisione pilatesca, che peraltro rispettiamo, del Tar Piemonte.
Al contempo, la reclamata e indispensabile collaborazione istituzionale tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale, si traduca al più presto nella modifica della legge elettorale che resta tra le cause principali di questa incredibile ed ormai insopportabile situazione che si è venuta a creare.
Insomma, è giunto il momento per uscire dagli equivoci e confidiamo, al riguardo, nella decisione del Consiglio di Stato per evitare che il Piemonte diventi una regione a lungo ingovernabile e caratterizzata, al peggio, da un violento e radicale confronto politico”.
Atto di Camera
Ordine del Giorno 9/22-A/3
presentato da
STEFANO ESPOSITO
testo di
martedì 3 febbraio 2009, seduta n.125
La Camera,
preso atto che:
con l’Atto Camera n. 22 e abb. si modifica la legge elettorale per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia introducendo una soglia di sbarramento del 4 per cento per partecipare alla ripartizione dei seggi,
impegna il Governo
in sede di interpretazione dell’articolo 12 della legge n. 18 del 1979, a prevedere requisiti diversi per liste presentate da partiti o forze politiche già rappresentati in sede di Parlamento europeo.
9/22-A/3.(Testo modificato nel corso della seduta)Esposito, Livia Turco, Cuperlo, Velo, Vernetti, Realacci, Pollastrini, Zaccaria, Zucchi, Lovelli, Rossomando, Fiorio, Bellanova, Bordo, D’Alema, Vico, Bimbi, Tenaglia, Miglioli, Misiani, Sereni, Amici, Lucà, Antonio Boccuzzi, Rampi, Calgaro, Verini.
