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BASTA CON LE POLEMICHE. ORA SERVE UNA FORTE UNITA’

gennaio 19th, 2010 — 3:57pm

“La presenza del Presidente della Provincia Antonio Saitta e dell’Assessore regionale Daniele Borioli al mercato di Susa per informare la popolazione della valle sullo svolgimento dei sondaggi, conferma che il clima attorno alla Torino-Lione sta lentamente cambiando. Invitiamo, di conseguenza, gli amministratori eletti a tutti i livelli ad accompagnare il camper informativo della Provincia di Torino.

Pur nel rispetto del legittimo dissenso di settori minoritari della valle verso un’opera necessaria ed indispensabile per lo sviluppo del Piemonte e di tutto il nord ovest – con l’aperta condanna, comunque, di tutti gli atti tesi a creare danno ai cittadini, come il blocco dell’autostrada -, si tratta adesso di procedere con speditezza nel rispetto delle scadenze per la realizzazione della Torino-Lione. E l’iniziativa bipartisan del 24 gennaio al Lingotto di Torino è l’occasione decisiva per chiudere definitivamente le polemiche attorno alla Tav e creare una grande unità politica ed istituzionale. È bene che tutto il centro destra se ne renda conto, accantonando le minuscole polemiche elettorali e di basso profilo”.

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COTA E GHIGO PARTECIPINO ALLA MANIFESTAZIONE SI’ TAV PER IL BENE DEL PIEMONTE

gennaio 13th, 2010 — 7:13pm

Stupisce, al riguardo, l’atteggiamento dell’On. Roberto Cota che da un lato dichiara la disponibilità ‘piena e convinta’ a partecipare alla manifestazione e, dall’altro, piega questa partecipazione a condizioni politiche ed elettorali radicalmente estranee e contrarie allo spirito della manifestazione. Cosa c’entrano le dimissioni dell’assessore Artesio con la partecipazione all’incontro del Lingotto? Cosa c’entra la coalizione che sosterrà Mercedes Bresso – che sarà giudicata per la sua coerenza dagli elettori piemontesi il 28 marzo – con l’iniziativa bipartisan sulla Torino-Lione?

Chi scrive ha da sempre sostenuto l’errore politico dell’alleanza tra settori del PD valsusini e le liste No Tav per il nuovo governo della comunità montana e la necessità che il nostro partito faccia chiarezza definitiva rispetto a comportamenti politici in aperto contrasto con le indicazioni del PD. Anche grazie alla nostra iniziativa il PD piemontese ha assunto la decisione di deferire agli organi competenti la posizione assunta da Plano e dagli amministratori PD della valle. Ma anche questi argomenti nulla c’entrano con le scelte del centro destra che utilizzano strumentalmente alcuni elementi per spiegare la difficoltà a partecipare alla manifestazione del Sì Tav del prossimo 24 gennaio al Lingotto.

Tuttavia, ci auguriamo che il centro destra piemontese riveda la sua posizione e partecipi attivamente alla manifestazione del sì alla Torino-Lione sgombrando definitivamente il campo da inutili politiche di basso cabotaggio.

Siamo convinti che la grande manifestazione del 24 a Torino possa diventare l’occasione per sancire un patto politico trasversale finalizzato unicamente, al di là del vincitore delle prossime elezioni regionali, a garantire la realizzazione della Torino-Lione”.

Sergio CHIAMPARINO

On. Stefano ESPOSITO

On. Giorgio MERLO

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Sì TAV: UNA INIZIATIVA POLITICA BIPARTISAN PER LA TORINO

gennaio 12th, 2010 — 8:56am

Una grande manifestazione bipartisan per la realizzazione della Torino-Lione, per lo sviluppo economico e produttivo del Piemonte e del Nord Ovest, per la modernizzazione delle infrastrutture, per incrementare i collegamenti veloci con l’Europa. È questo il senso della manifestazione pubblica che si terrà domenica 24 gennaio 2010, a Torino, alle ore10.00 presso la Sala Gialla del LINGOTTO FIERE (Via Nizza, 294).

Un’iniziativa politica che vede promotori il Presidente nazionale dell’Anci Sergio CHIAMPARINO, il Vice Presidente nazionale dell’Anci On. Osvaldo NAPOLI, i Deputati del PD del Piemonte On. Stefano ESPOSITO e On. Giorgio MERLO, il Sottosegretario ai Trasporti Mino GIACHINO e il parlamentare del Pdl On. Walter ZANETTA.

Spiegano i promotori: “Dire sì alla Tav oggi significa ribadire un impegno programmatico che registra una adesione politica ed istituzionale trasversale che è decisiva per lo sviluppo economico e produttivo del Piemonte e di tutto il Nord Ovest del nostro paese. E dire sì oggi alla realizzazione della Torino-Lione significa anche accettare la sfida del futuro che non può essere frenato da spirito conservatore e pregiudiziali ideologiche”.

Quella del 24 gennaio vuole essere una manifestazione politica bipartisan per rispettare le varie scadenze della Torino-Lione e accelerare i tempi della sua costruzione, “il che significa anche dimostrare – aggiungono ipromotori – che è possibile una convergenza politica attorno ad un obiettivo concreto, pur nel rispetto della dialettica politica e dei rispettivi, ed opposti, schieramenti politici. Una iniziativa, comunque, che si propone di coinvolgere tutti i soggetti economici, culturali, sociali, politici e istituzionali che continuano a credere nello sviluppo del nostro territorio, nella difesa dell’ambiente e nella realizzazione di infrastrutture decisive per la nostra economia. E la realizzazione della Torino-Lione continua ad essere un’arteria centrale per raggiungere questi obiettivi”.

I promotori dell’iniziativa Sì TAV terranno una

conferenza stampa giovedì 14 gennaio 2010

presso la Sala stampa della Camera dei Deputati

Per aderire all’iniziativa e sottoscrivere l’appello:

www.sitavtorino.net

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Il lavoro da pontiere di Esposito

gennaio 12th, 2010 — 8:50am

ANDREA ROSSI – La Stampa

L’appello alla maggioranza silenziosa sembra aver colto nel segno. La manifestazione ci sarà, il 24 gennaio a Torino. Ma forse il vero risultato politico della sortita di Chiamparino è la spaccatura che ieri si è creata nel centrodestra, soprattutto nel Pdl. Dopo giorni di contatti non si trova la sintesi. E allora si procede in ordine sparso: la Lega si sfila, un pezzo di Pdl aderisce all’appuntamento, ma viene sconfessato dal partito.

«Se una parte della sinistra vuole aggregarsi con noi a favore della Tav siamo pronti ad accoglierla. Ma non si tratterà di un’iniziativa bipartisan», dice secco il coordinatore vicario del Pdl piemontese Agostino Ghiglia. In serata dai vertici piemontesi del Pdl viene diffusa una circolare indirizzata a tutti gli esponenti: si raccomanda di evitare prese di posizione personali e concordare la linea con il partito. La preoccupazione nel centrodestra è evidente: la manifestazione rischia di essere l’ancora di salvezza per un Pd stretto tra le posizioni della sinistra radicale (contraria alla Tav ma prossima a stringere un’intesa “tecnica” a sostegno della Bresso alle Regionali) e gli amministratori ribelli della valle, a cominciare dal presidente della Comunità montana Plano. Per questa ragione, in serata, Ghiglia cerca di tenere dritta la barra: «Non offriremo alcun paracadute al Pd, che è uno dei principali responsabili dell’impasse che ha paralizzato l’Osservatorio».

La correzione di rotta arriva troppo tardi, però. La sortita di Chiamparino – e l’attivismo del deputato Pd Stefano Esposito nel cercare un sostegno trasversale alla manifestazione del 24 – hanno già scavato un solco nel centrodestra. Il manifesto dà conto delle adesioni del sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino e dei parlamentari del Pdl Osvaldo Napoli e Walter Zanetta. «Sia chiaro: nessun inciucio», puntualizza Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl e vicepresidente dell’Anci. «Però non c’è nulla da scandalizzarsi se unendosi si può contribuire a raggiungere un obiettivo caro a tutti». Tradotto: se un segnale bipartisan – radunando a Torino amministratori, industriali e politici favorevoli all’opera – può servire per accelerare la Tav e mostrare la posizione minoritaria di chi si oppone, ben venga. La sintesi è del sottosegretario ai Trasporti Giachino: «Viste le difficoltà in cui ci ha messo la Comunità montana tutto ciò che aiuta l’alta velocità mi vede favorevole. Quest’opera è troppo importante per lo sviluppo dell’Italia e del Piemonte».

Ma nel centrodestra c’è chi si chiama fuori. Nessuna mano tesa al Pd. «Noi siamo tutti compatti nel sostenere la Tav», chiosa la parlamentare leghista Elena Maccanti. «È il Pd ad aver governato per cinque anni la Regione insieme con la sinistra radicale». Ed è sempre il Pd, aggiunge il coordinatore provinciale del Pdl Barbara Bonino, «a essersi alleato con i No Tav pur di non perdere la Comunità montana». Bonino ha lanciato la proposta di una manifestazione pro-Tav del centrodestra e non ha nessuna intenzione di confluire nell’abbraccio bipartisan proposto da Chiamparino ed Esposito: «Servirebbe solo a permettere al Pd di nascondere sotto il tappeto le proprie contraddizioni».

Un ragionamento condiviso nel centrodestra, ma non basta a cancellare la spaccatura di ieri, al punto che in serata Napoli si sente in dovere di puntualizzare: «Faremo tutti una grande campagna elettorale per Cota presidente della Regione».

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“Uniti per la Tav” mezzo Pdl dice sì a Chiamparino

gennaio 12th, 2010 — 8:48am

Maurizio Tropeano – La Stampa

Alla vigilia dell’avvio della campagna di sondaggi per la progettazione della Torino-Lione l’idea di una grande manifestazione a favore della Tav lanciata dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, prende forma e sostanza. L’appuntamento è per il 24 gennaio nella sala Gialla del Lingotto Fiere. Quel giorno, chiamati a raccolta da un fronte istituzionale e politico bipartisan si ritroveranno amministratori, soggetti economici, culturali e sociali che «continuano a credere nello sviluppo del nostro territorio, nella difesa dell’ambiente e nella realizzazione di infrastrutture decisive per la nostra economia».

Un’iniziativa che vuole fare della Tav un caso nazionale spostando il «dibattito al di fuori dei confini della Valsusa», spiegava il sindaco a La Stampa. E così il parlamentare del Pd, Stefano Esposito, ha lavorato per costruire una rete di promotori istituzionali e politici che per realizzare la Tav è pronta a spendersi al di là delle appartenenze politiche. E così Chiamparino la promuove come presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani e lo fa con il suo vice, il parlamentare del Pdl, Osvaldo Napoli. E c’è il sottosegretario alle Infrastrutture, Mino Giachino, e altri due parlamentari, Giorgio Merlo (Pdl) e Walter Zanetta (Pdl).

Chiamparino vorrebbe un’iniziativa dove sindaci e amministratori di tutti i territori interessati alla realizzazione della Torino-Lione si presentassero con la fascia tricolore per dare il loro sostegno alla realizzazione delle opere. Alla vigilia delle regionali, però, non tutti nel centrodestra sono pronti a spendersi per un’iniziativa bipartisan. La Lega Nord, ad esempio non ci sarà come spiega il capogruppo alla Camera, Roberto Cota, lo sfidante della Bresso: «Ci sono le elezioni regionali e noi faremo quello che non ha fatto la Bresso in questi cinque anni e cioè daremo uno spinta per realizzare il progetto della Torino-Lione e per lo sviluppo della Val Susa». Anche gli ex di Alleanza nazionale si sfilano ma Esposito resta convinto che sia «possibile una convergenza politica attorno ad un obiettivo concreto, pur nel rispetto della dialettica politica e dei rispettivi, ed opposti, schieramenti politici». Le adesioni si raccolgono sul sito www.sitavtorino.it

I primi 12 sondaggi

Oggi intanto nell’area dell’autoporto di Susa e a Collegno, Grugliasco, Torino e Settimo dovrebbe partire la prima serie di 91 sondaggi previsti dal piano approvato all’unanimità dall’Osservatorio guidato da Mario Virano. Il prefetto, Paolo Padoin, conta sulla possibilità di realizzarne una dozzina entro la fine del mese quando il tavolo tecnico dovrà fornire le linee guida ai progettisti incaricati da Ltf, la Lyon Turin Ferroviarie, e da Rfi, la Rete Ferroviaria Italiana.

I carotaggi e l’acqua

Uno degli obiettivi principali di questa campagna di raccolta dati è la «conoscenza delle falde acquifere per evitare quello che è successo al Mugello con la realizzazione della Tav», spiega il presidente dell’Osservatorio, Mario Virano. E aggiunge: «Siamo su un altro pianeta rispetto al 2005, allora i sondaggi servivano sostanzialmente per dare avvio all’opera mentre questa volta servono per completare le indicazioni che l’Osservatorio dovrà dare avviare la progettazione preliminare».

Il camper informativo

L’avvio dei sondaggi sarà accompagnato da una seconda campagna di informazione rivolta agli abitanti dei comuni interessati dalle indagini. All’esterno di ogni sito ci saranno due pannelli informativi con indicazioni sulle finalità delle ricerche, su chi le ha decise e perché vengono fatte. E poi ci sarà un cartello che spiega durata, finalità e obiettivi dello specifico carotaggio. Dal 15 gennaio, poi, un camper con a bordo geologi ed esperti di comunicazione sociale girerà per le piazze di città e paesi per incontrare la gente, distribuire materiale informativo e raccogliere domande e preoccupazioni. Per il presidente della Provincia, Antonio Saitta si tratta di una «grande operazione di trasparenza».

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Incontro bipartisan dei Sì Tav il centrodestra non trova l´unità

gennaio 12th, 2010 — 8:24am

Sara Strippoli – Repubblica

L´iniziativa bipartisan per dire sì alla Tav spacca il centrodestra a tre mesi dalle elezioni. Le contraddizioni erano evidenti e ora, di fronte alla convocazione per il 24 gennaio promossa trasversalmente dal sindaco Chiamparino, da Stefano Esposito e Giorgio Merlo (Pd), Osvaldo Napoli, Mino Giachino, Walter Zanetta (Pdl), provoca la dura reazione del coordinatore del Pdl Enzo Ghigo e di Agostino Ghiglia. I due sconfessano l´iniziativa del “loro” vicecapogruppo alla Camera Napoli e del sottosegretario ai trasporti: «Noi faremo una manifestazione Sì Tav con i nostri alleati della Lega – dice il vice coordinatore Ghiglia – Non abbiamo intenzione di togliere le castagne dal fuoco a Chiamparino e Bresso. Con tutte le contraddizioni che sono emerse all´interno del loro partito».

Per i promotori dell´iniziativa, l´onorevole Pd Stefano Esposito replica: «Spero che la posizione di Ghiglia e Ghigo rientri o rimanga isolata perché sono convinto che il tessuto produttivo e sociale di questa regione voglia dalla politica concretezze e non propaganda». Detto questo «noi andiamo avanti per la nostra strada. È evidente che Ghiglia è prigioniero della Lega, ma credo che saranno in molti anche nel centrodestra ad aderire alla nostra manifestazione comprendendone lo spirito: fare del bene al Piemonte su un tema che non può essere etichettato né di destra né di sinistra». Lo scopo dell´iniziativa, alla quale si può aderire anche on line sul sito www. sitavtorino. net, è creare un´occasione nella quale la maggioranza delle persone possa far sentire la sua voce a favore della linea Torino-Lione al di là delle appartenenze politiche. «Non ci rivolgiamo al ceto politico, ma al sistema delle imprese, associazioni e singoli cittadini», chiarisce ancora Esposito: «Spero che tanti amministratori, militanti e semplici cittadini, anche quelli della Val di Susa, decidano di venire».

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Per Merlo ed Esposito (Pd), su tav occorre politica unitaria

gennaio 10th, 2010 — 7:24pm

(ANSA) – TORINO, 10 GEN – ”Sulla Torino-Lione e’ necessaria una grande alleanza politica. E la formazione di una giunta unitaria anche nella Comunita’ montana val Susa e val Sangone avrebbe favorito questo obiettivo e sarebbe stato un fatto politico rilevante, al di la’ di qualsiasi tentazione consociativa o di mediazione al ribasso”. Lo dicono Giorgio Merlo e Stefano Esposito, parlamentari piemontesi del Pd. ”E questo – aggiungono – checche’ ne dica il parlamentare del Pdl, Agostino Ghiglia che privilegia solo la sterile polemica”.

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Com’è difficile fare i padroni quando in politica si sta a sinistra

marzo 16th, 2009 — 11:07am

Stefano Feltri – Il Riformista

C’è una storia di crisi e recessione che sta spaccando il Partito democratico e che ripropone una vecchia questione: gli imprenditori possono essere di sinistra?

La vicenda è quella della Indesit, una delle società del gruppo Merloni, che ha deciso di chiudere lo stabilimento di None, a Torino, e trasferire tutta la produzione di lavastoviglie a Radomsko, in Polonia. La decisione, spiega l’azienda in un comunicato, «è dovuta esclusivamente a criteri di competitività sui mercati internazionali». I seicento operai di None si troveranno quindi senza lavoro, con la fabbrica chiusa e senza la speranza di una ristrutturazione come quella che, a Firenze, ha permesso alla Elettrolux di smettere di produrre frigoriferi non competitivi per dedicarsi ai pannelli solari. Fin qui una delle tante ristrutturazioni aziendali che hanno toccato il Piemonte negli ultimi mesi. La differenza è che in Parlamento siede Maria Paola Merloni, 43 anni, figlia del presidente della Indesit Vittorio, deputata del Pd e, finché è durato, ministro del Governo ombra. In eccellenti rapporti con Francesco Rutelli, l’onorevole Merloni ha rivendicato in una recente intervista: «Non sono né prestata alla politica né in aspettativa dall’impresa, cerco di conciliare le due cose». Infatti continua a sedere nel consiglio di amministrazione.

Ai deputati del Pd che andavano ai cancelli dell’Indesit a discutere con gli operai del futuro dell’azienda e di come fare pressione sul Governo, veniva risposto: parlatene con lei. Così Stefano Esposito, anche lui onorevole, ha provato a chiedere alla Merloni di incontrare i dipendenti, ma visto il suo silenzio, ha fatto un comunicato pubblico firmato anche da altri due deputati, Antonio Boccuzzi e Giorgio Merlo in cui si appellano all’onorevole Merloni perché «pur nel rispetto di scelte imprenditoriali, faccia sentire la sua voce su questa drammatica crisi che investe il nostro territorio, dimostrando che può esistere una naturale coesistenza tra l’appartenere a un partito riformista e le soluzioni che si adottano in momento di crisi economica». E il Pd chiede al Governo (nello specifico al ministro dello Sviluppo Claudio Scajola) di convocare un tavolo per discutere della crisi della Indesit. Ma tra i banchi della maggioranza qualcuno ironizza che il tavolo dovrebbero convocarlo all’interno dello stesso Partito democratico con Maria Paola Merloni. Intanto i sindacati preparano una manifestazione nazionale a Torino contro la Indesit e la sua proprietà: «Noi ci opponiamo all’ipotesi della chiusura e chiediamo soluzioni alternative», spiega Gianluca Ficco della Uilm, ma soprattutto protestano contro la svolta dell’azienda, che ha rotto una lunga tradizione di confronto con i lavoratori per andare allo scontro diretto. E il 20 marzo, con il corteo, forse sfileranno anche alcuni deputati del Pd marciando, di fatto, contro la propria collega Merloni.

La sensazione che comincia a circolare a sinistra, ma che nessuno si sente di dichiarare pubblicamente, è che la crisi stia dimostrano che gli industriali non possono essere davvero di sinistra perché, quando la situazione è difficile, le logiche aziendali prevalgono sempre sui valori del partito. Un argomento a favore di questa tesi lo si trova anche alla Piaggio, altra azienda che conta un parlamentare tra i componenti della proprietà. Matteo Colaninno, altro ministro ombra democratico, non si occupa direttamente della gestione del gruppo industriale comprato pochi anni fa dal padre Roberto (ora presidente di Alitalia). Mentre faceva il ministro ombra dello Sviluppo, la Piaggio chiudeva un accordo separato (senza la firma della Cgil, cioè) che ora sarà sottoposta a un referendum tra i dipendenti. «L’azienda si è comportata secondo la logica del prendere o lasciare», dice Maurizio Landini, che per la Fiom sta seguendo la trattativa.
Nel caso dei Colaninno, dice un osservatore, c’è un’altra variabile che conferma l’imbarazzo di essere imprenditori a sinistra: i rapporti di famiglia. Quando suo padre Roberto si candidò a comprare Alitalia – nella cui quota evidentemente Matteo è giocoforza cointeressato – il giovane ministro ombra per lo Sviluppo doveva andare in tv a dire che l’investimento famigliare (cioè anche suo) era politicamente sbagliato e dannoso per i conti pubblici.

«A volte è molto meglio tagliare un dito che perdere un braccio», ha detto ieri in un’intervista Massimo Calearo, che prima di entrare in Parlamento con il Pd aveva la fama di essere tra i più duri in Federmeccanica, associazione di categoria delle imprese di metalmeccanica e minacciava lo sciopero fiscale contro l’inefficienza romana. Ha spiegato che Maria Paola Merloni «sta soffrendo tantissimo per tutta questa situazione» e il Pd «è un partito molto ampio, dove ci sono imprenditori e anche sindacalisti. Ed è giusto che ci sia dialettica e confronto». Non sarà che con la Grande Recessione si scopre che, sotto sotto, gli imprenditori sono sempre di destra? «Non me lo faccia dire, voglio ancora pensare che si possa essere imprenditori in modo diverso, riformista, e sul modello di Adriano Olivetti. Per questo mi aspetto che la Merloni dica qualcosa, qualsiasi cosa, ma non sono certo che lo farà», risponde l’onorevole Stefano Esposito.

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