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Ghigo: nessuno del Pdl al convegno dei Sì-Tav

gennaio 22nd, 2010 — 11:37am

ALESSANDRO MONDO – La Stampa

«Non so neppure se il Piemonte ha bisogno della Tav. So che ha bisogno di restare collegato alla Lombardia, ha bisogno del collegamento con il sistema imprenditoriale lombardo». Parola di Umberto Bossi, intervistato mercoledì da «Telepadania» e prontamente «rilanciato» urbi et orbi dal deputato Pd Stefano Esposito. Le dichiarazioni del Senatùr – impugnate dal centrosinistra, Bresso in testa, per mettere in difficoltà il candidato leghista Roberto Cota – sono benzina sul falò di una campagna elettorale che nel fine settimana avrà uno dei suo momenti più significativi. Domenica è prevista a Lingotto Fiere l’inedita manifestazione «Sì Tav», organizzata da un comitato bipartisan – Chiamparino ed Esposito per il Pd, Giachino e Napoli per il Pdl – ma che ora Pdl e Lega intendono disertare.

Non è un caso se adesso anche la partecipazione di Giachino e Napoli – sottosegretario ai Trasporti il primo, vicepresidente Anci il secondo – è in forse. Nei corridoi del Pdl, che non intende «fare la foglia di fico del Pd sulla Tav», cè chi giudica con insofferenza la loro «disattenzione». «Se non partecipa il partito non dovrà esserci nemmeno il Governo», commenta il senatore Enzo Ghigo. Agostino Ghiglia, An-Pdl: «Chi partecipa lo farà a titolo personale, con le conseguenze che ne deriveranno».

Ma ieri Bossi ha rubato la scena a tutti. E poco importa se la settimana scorsa il Senatùr, in un articolo sulla «Padania», aveva spiegato la sua posizione pro-Tav. Il Pd si è buttato a pesce nel varco insperato.

Nel mirino di Bresso, le contraddizioni del centrodestra e «la mentalità colonizzatrice dei leghisti, che vorrebbero il Piemonte succube della Lombardia». «Finalmente la destra getta la maschera», insorge l’assessore ai Trasporti Borioli. Per Sergio Chiamparino la battuta di Bossi «tradisce il legame conservatore con il territorio, lo stesso che portò Borghezio a protestare con i No Tav, ma anche l’idea che il Piemonte debba finire sotto il cappello della Lombardia». «La carta geografica di Bossi considera il Piemonte una periferia di Milano», rincara Antonio Saitta per la Provincia. «Bossi No Tav? Non ci sorprende – attacca Gianfranco Morgando, segretario regionale Pd -. Da anni i militanti leghisti manifestano sotto le bandiere No Tav».

Da Merlo a Marino, passando per il capogruppo del Pd in Provincia Lubatti, è un coro di recriminazioni accolte dal fuoco di sbarramento di Lega e Pdl. «E’ penoso che Bresso si inventi queste frottole – contrattacca Cota -. Se c’è uno che sta facendo una campagna a tappeto per la Torino-Lione è proprio Bossi. Pensi che è andato a cercarsi tutti i discorsi di Cavour sul Traforo del Frejus per metterli sulla Padania». Eppure ha detto che non sa se il Piemonte ha bisogno della Tav… «Intendeva dire che non è importante lo strumento in sè ma il suo significato più generale di raccordo tra Paesi e territori diversi». Elena Maccanti, segretario cittadino del Carroccio, concentra il tiro su Morgando: «Pensi a Sandro Plano, eletto a grazie ai voti del Pd torinese». Patrizia Borgarello, capogruppo in Provincia, sculaccia metaforicamente Esposito, l’uomo del giorno dopo Bossi: «E’ come un adolescente su You Tube».

Poi Ghigo. Il senatore dapprima resta spiazzato – «Berlusconi è sempre stato favorevole alla Tav. Le parole di Bossi? Chiedete a Cota» -, poi rispedisce al Pd l’accusa di «ambiguità»: «Dalla Tav fino ai valori cattolici ai quali fingono di ispirarsi. Quello di Bresso è un disperato tentativo di confondere gli elettori». Mentre Ghiglia, An-Pdl, rivendica la coerenza mostrata dal centrodestra sulla Torino-Lione.

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Sì Tav, mille adesioni e tanti dubbi

gennaio 19th, 2010 — 9:32am

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Domenica sarà sottoscritto un patto pubblico per garantire un percorso neutro sulla Tav al di là di chi vincerà le elezioni regionali. Lo chiedono i promotori dell´iniziativa bipartisan («non sarà un esercizio muscolare, una marcia dei 40mila») in programma domenica al Lingotto. Ma il centrodestra si sfila, sconfessa Napoli, Giachino e Zanetta (ieri assenti giustificati alla presentazione) e a Sergio Chiamparino e ai parlamentari Esposito e Merlo che annunciano le mille adesioni già arrivate, risponde picche. Durante la conferenza stampa del mattino la presenza di Enzo Ghigo viene data per certa («ci ha anche chiesto di intervenire in Sala gialla»), ma nel pomeriggio il coordinatore regionale del Pdl ribadisce che restano ferme le condizioni della scorsa settimana: «Prendo atto della richiesta del sindaco Chiamparino a Bresso perché prenda le distanze dalla sinistra. Un primo segnale che deve essere confermato dai fatti. Solo così ci saremo».

«Sceglieremo con la coalizione la strada da seguire» replica però Mercedes Bresso, lasciando dunque aperto uno spiraglio per la sinistra, una posizione destinata a riaccendere il dibattito all´interno del Pd. La presidente rifiuta i diktat di Ghigo e Cota e manda un messaggio anche al sindaco Chiamparino, che in ogni occasione manifesta il suo scetticismo nei confronti di un accordo anche solo tecnico con la federazione della sinistra. «La Federazione – chiarisce Bresso – non farà parte della coalizione di governo come abbiamo stabilito e comunicato ufficialmente. Non capisco tuttavia quale sia il problema nel discutere un´ipotesi tecnica con una forza insieme alla quale stiamo governando con profitto e dalla quale ci dividono alcune idee, ma non certo un abisso».

I parlamentari Pdl Napoli e Zanetta («Per ora non parlo», il commento criptico del sottosegretario Giachino) rischiano dunque di restare soli a rappresentare il centrodestra alla manifestazione di domenica (ha aderito il vicepresidente del Consiglio comunale Michele Coppola). Anche il candidato del Carroccio Roberto Cota conferma il suo no: «Il Pd faccia chiarezza». Un´altra defezione, questa volta nel centrosinistra, potrebbe arrivare dall´Italia dei valori. Dopo il caso Vattimo, presente al corteo No Tav di sabato scorso, il coordinatore regionale di Idv Andrea Buquicchio annuncia che oggi sarà a Roma per discutere con Di Pietro: «Non ci convince il metodo scelto per questa manifestazione – dice – siamo sicuramente favorevoli alla Torino-Lione, ma non vogliamo passare sulla testa delle popolazioni della Val di Susa». E mentre continuano ad arrivare le adesioni dal mondo imprenditoriale e dell´industria, qualche sfilacciamento arriva anche in casa Pd. Ieri, ad annunciare la sua intenzione di non partecipare all´iniziativa Sì Tav è stato il consigliere regionale Rocco Larizza.

Continua intanto la missione del Pd in valle di Susa per ricomporre un quadro coerente con la linea del partito. Il segretario provinciale del Pd Gioachino Cuntrò ieri sera ha incontrato a Sant´Antonino tutti i circoli del Pd di valle per invitarli a partecipare alla manifestazione di domenica. Nascerà anche un coordinamento dei circoli di valle che dovrebbe permettere di contarsi e di fare chiarezza. Stefano Esposito ribadisce la necessità di un commissariamento e a breve dovrebbe arrivare anche la sentenza della commissione di garanzia, chiamata ad esprimersi sull´eventuale sospensione di Sandro Plano e degli altri ribelli del Pd valsusino.

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Le nostre condizioni per aderire ai Sì-Tav

gennaio 14th, 2010 — 8:10am

RAFFAELLO MASCI – LaStampa
«Sia chiaro che noi siamo da sempre a favore della Tav. Da sempre, ripeto. Fin da quando Bresso andava a fare la sostenitrice dei No-Tav in Valsusa». Il senatore Enzo Ghigo parla nella Sala del Mappamondo alla Camera, e spiega la posizione del Pdl sull’opera pubblica più controversa del Nord-Ovest. Una premessa per annunciare la mezza marcia indietro del centrodestra sulla manifestazione pro-Tav del 24 gennaio promossa dal deputato Pd Stefano Esposito e dal sindaco Chiamparino. Dopo la spaccatura nel Pdl (Giachino e Napoli avevano subito aderito, i vertici piemontesi del partito su pressione della Lega li avevano sconfessati) arriva una piccola correzione di rotta.
Il raduno bipartisan si può fare. L’adesione di tutte le categorie produttive e di buona parte del blocco sociale del centrodestra (piccola impresa e settore edilizio) hanno spinto Ghigo e Cota a rivedere le scelte. Troppo rischioso farsi da parte: l’elettorato di centrodestra avrebbe potuto non capire la scelta; e il Pd avrebbe potuto accusare gli avversari di ragionare soltanto in base a interessi di bottega (le elezioni) anziché per il bene comune.
Ma quella di Lega e Pdl non è un’adesione. È solo uno spiraglio. Il perché lo spiega il candidato alla presidenza della Regione: «Noi non sappiamo con chi manifestiamo. Mentre la nostra posizione sulla Tav è chiara, quella del Pd è quantomai frastagliata», attacca Cota. Ecco allora le condizioni del centrodestra. Ben tre. «Noi siamo disposti ad aderire alla manifestazione del 24 a patto che Bresso tolga la delega al suo assessore apertamente No-Tav (la responsabile della sanità Artesio, ndr); si impegni a non fare alleanze elettorali con soggetti politici apertamente contrari all’opera; il Pd sfiduci il presidente della Comunità montana Plano». Le divergenze con i parlamentari del Pdl che avevano appoggiato subito l’iniziativa sembrano ricomporsi. In conferenza stampa ci sono il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino e il vicecapogruppo della Camera Osvaldo Napoli. «In un primo tempo avevamo aderito, ma dopo i tafferugli di due giorni fa in occasione dell’avvio dei lavori, il clima è cambiato. Tuttavia se ottenessimo anche un solo risultato, come le dimissioni di Plano, potremmo tornare sulle nostre decisioni», spiega Giachino.
Una proposta irricevibile per il Pd. I parlamentari Esposito e Merlo attaccano: «La manifestazione – dicono anche a nome del sindaco Chiamparino, contattato telefonicamente – è nata per iniziativa di alcuni soggetti politici e istituzionali, ma di per sé è una manifestazione della società civile e del mondo produttivo. Non è espressione di uno schieramento, ma un’aggregazione intorno a un obiettivo concreto. Chi ci sta, ci sta. E non è possibile, come fa Cota, porre condizioni a un’istituzione come la Regione che, tra l’altro, non ha neppure aderito formalmente». Mercedes Bresso – più volte evocata – ha replicato seccamente: «Le “condizioni” della destra sono la conferma del fatto che a Cota e Ghigo non interessa affatto la Tav. Sono interessati soltanto alla polemica elettorale, nella speranza di recuperare qualche voto. D’altra parte, nel 2005, furono ben contenti di rinviare i sondaggi a dopo le elezioni regionali, cosa che noi non abbiamo chiesto e neppure voluto».

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Tav, il centrodestra detta condizioni

gennaio 14th, 2010 — 7:53am

SARA STRIPPOLI – Repubblica
Lega e Pdl ingranano la retromarcia. Dopo un primo rifiuto ad affiancarsi al Pd in una manifestazione bipartisan, i vertici del centrodestra, riuniti in conferenza stampa alla Camera, annunciano la loro intenzione di partecipare alla manifestazione pro Tav promossa trasversalmente dal sindaco Chiamparino e dagli onorevoli Esposito e Merlo con i “loro” parlamentari Napoli e Zanetta e il sottosegretario ai trasporti Giachino: «Siamo pronti a partecipare, ma perché non sia un´iniziativa strumentale il Pd deve fare chiarezza sulla sua posizione togliendo la delega agli assessori che rappresentano le forze No Tav», è la condizione dettata dal candidato alla presidenza Roberto Cota. E il coordinatore del Pdl Enzo Ghigo: «Il Pd cancelli le sue contraddizioni. Bresso deve dire che non intende fare alleanze con forze politiche contrarie all´alta velocità». Il capogruppo alla Camera della Lega precisa poi che in assenza di questi atti formali Lega e Pdl quel giorno non ci saranno: «Senza questi chiarimenti, la manifestazione sarebbe una presa in giro». Mentre il governo accelera, la Regione di Bresso tira il freno a mano, incalza ancora Cota, mentre Bartolomeo Giachino insiste sulla necessità di far dimettere Sandro Plano: «In questo modo l´interesse nazionale sarebbe più perseguibile». La linea era arrivata già in mattinata, dettata dal leader supremo Bossi: «Anche Cavour aveva detto che era necessario collegare le aziende lombarde con la Francia. Il Piemonte non deve isolarsi». Dalla sua posizione di promotore dell´iniziativa bipartisan Osvaldo Napoli gongola ma preferisce non fare dichiarazioni. Dalla partita è lui comunque ad uscire vincitore.
Un autogol questa schizofrenia ondivaga del centrodestra, è la sintesi delle reazioni che arrivano dal centrosinistra. Non esiste alcun freno di Bresso, replica deciso il segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando: «Stiamo lavorando a costruire una coalizione elettorale su un programma coerente che ha fra i suoi punti la Tav: in futuro non governeremo con chi ha posizioni contrarie. Mi chiedo piuttosto se le deboli e contraddittorie critiche di Roberto Cota abbiano piuttosto a che vedere con quei militanti che in valle di Susa manifestano contro i vessilli del Carroccio». I promotori dell´incontro del Lingotto Sergio Chiamparino, Stefano Esposito e Giorgio Merlo affondano il coltello nella piaga: «Cosa c´entrano le dimissioni di Artesio con la partecipazione all´incontro del Lingotto? Cosa c´entra la coalizione che sosterrà Bresso con l´iniziativa bipartisan?».
Mercedes Bresso bolla la proposta di Cota e Ghigo come «bizantinismi». E spiega: «Le condizioni sono la conferma del fatto che a Cota e Ghigo non interessa affatto la realizzazione dell´opera ma solo la polemica elettorale». D´altra parte, ricorda ancora la presidente «nel 2005 furono ben contenti di rinviare i sondaggi prima delle elezioni regionali, cosa che noi non abbiamo fatto né suggerito». Ghigo e Cota hanno perso un´occasione per dimostrare che la politica è servizio del bene comune e non perenne competizione elettorale, aggiunge Morgando: «La manifestazione è di grande rilevanza e il Pd aderisce con convinzione». Chiamparino, Esposito e Merlo non risparmiano le critiche al Pd valsusino ma infieriscono su Cota, Ghigo e Ghiglia: «Abbiamo sempre sostenuto l´errore politico dell´alleanza fra settori del Pd valsusini e le liste No Tav per il governo della nuova comunità montana, ma anche questi argomenti nulla c´entrano con le scelte del centrodestra, che utilizza strumentalmente alcune argomentazioni per spiegare la sua difficoltà a partecipare alla manifestazione».

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Quel no ai sì tav ora imbarazza il centrodestra

gennaio 13th, 2010 — 2:52pm

Andrea Rossi – La Stampa

È paradossale che chi ha sempre sostenuto la Tav senza ambiguità nel giorno in cui partono i sondaggi si trovi sulla difensiva. Eppure è così, e la situazione è imbarazzante, al punto da costringere il capo del Pdl piemontese Enzo Ghigo a convocare in tutta fretta un vertice a Roma con il suo vice Ghiglia, il deputato Napoli e il sottosegretario Giachino. Lo Stato maggiore piemontese del partito, insomma: chi ha aderito all’iniziativa bipartisan lanciata da Chiamparino e dal deputato Pd Stefano Esposito (Napoli e Giachino) e chi ha risposto picche (Ghigo e Ghiglia).

C’ è da ricalibrare la linea del partito, perché la proposta sta creando un bel po’ di grattacapi al centrodestra.

Il perché sta tutto nelle adesioni arrivate al comitato Sitavtorino.net, a cominciare da quella di Michele Coppola, vicepresidente Pdl del Consiglio comunale: «È una proposta giusta, dovremmo partecipare tutti con convinzione». Compatto il fronte Udc-Api, (Vietti, Delfino, Vernetti e Calgaro). Ma il vero affondo i promotori l’hanno messo a segno incassando il «sì» del mondo produttivo. L’Unione industriale ha confermato l’adesione degli imprenditori. Ci saranno anche le piccole e medie imprese dell’Api e i costruttori dell’Ance. Facile, a questo punto, intuire l’imbarazzo del Pdl, alle prese – tra l’altro – con la posizione irremovibile della Lega, contraria a qualsiasi iniziativa bipartisan (Cota avrebbe chiesto il ritiro delle adesioni di Napoli e Zanetta). Chiamarsi fuori da un appuntamento che ha incassato il plauso di uno dei blocchi sociali di riferimento del centrodestra (costruttori e piccole imprese) potrebbe rivelarsi un autogol. E prestare il fianco alle stoccate degli avversari. Ieri Chiamparino ne ha già lanciata una: «Dicono di volere il dialogo, ma appena si crea la possibilità di dialogare si sfilano». O, peggio, all’accusa di mirare all’interesse di bottega (le elezioni) anziché al bene comune, un’opera cara alle categorie produttive.

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Sì TAV: UNA INIZIATIVA POLITICA BIPARTISAN PER LA TORINO

gennaio 12th, 2010 — 8:56am

Una grande manifestazione bipartisan per la realizzazione della Torino-Lione, per lo sviluppo economico e produttivo del Piemonte e del Nord Ovest, per la modernizzazione delle infrastrutture, per incrementare i collegamenti veloci con l’Europa. È questo il senso della manifestazione pubblica che si terrà domenica 24 gennaio 2010, a Torino, alle ore10.00 presso la Sala Gialla del LINGOTTO FIERE (Via Nizza, 294).

Un’iniziativa politica che vede promotori il Presidente nazionale dell’Anci Sergio CHIAMPARINO, il Vice Presidente nazionale dell’Anci On. Osvaldo NAPOLI, i Deputati del PD del Piemonte On. Stefano ESPOSITO e On. Giorgio MERLO, il Sottosegretario ai Trasporti Mino GIACHINO e il parlamentare del Pdl On. Walter ZANETTA.

Spiegano i promotori: “Dire sì alla Tav oggi significa ribadire un impegno programmatico che registra una adesione politica ed istituzionale trasversale che è decisiva per lo sviluppo economico e produttivo del Piemonte e di tutto il Nord Ovest del nostro paese. E dire sì oggi alla realizzazione della Torino-Lione significa anche accettare la sfida del futuro che non può essere frenato da spirito conservatore e pregiudiziali ideologiche”.

Quella del 24 gennaio vuole essere una manifestazione politica bipartisan per rispettare le varie scadenze della Torino-Lione e accelerare i tempi della sua costruzione, “il che significa anche dimostrare – aggiungono ipromotori – che è possibile una convergenza politica attorno ad un obiettivo concreto, pur nel rispetto della dialettica politica e dei rispettivi, ed opposti, schieramenti politici. Una iniziativa, comunque, che si propone di coinvolgere tutti i soggetti economici, culturali, sociali, politici e istituzionali che continuano a credere nello sviluppo del nostro territorio, nella difesa dell’ambiente e nella realizzazione di infrastrutture decisive per la nostra economia. E la realizzazione della Torino-Lione continua ad essere un’arteria centrale per raggiungere questi obiettivi”.

I promotori dell’iniziativa Sì TAV terranno una

conferenza stampa giovedì 14 gennaio 2010

presso la Sala stampa della Camera dei Deputati

Per aderire all’iniziativa e sottoscrivere l’appello:

www.sitavtorino.net

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Il lavoro da pontiere di Esposito

gennaio 12th, 2010 — 8:50am

ANDREA ROSSI – La Stampa

L’appello alla maggioranza silenziosa sembra aver colto nel segno. La manifestazione ci sarà, il 24 gennaio a Torino. Ma forse il vero risultato politico della sortita di Chiamparino è la spaccatura che ieri si è creata nel centrodestra, soprattutto nel Pdl. Dopo giorni di contatti non si trova la sintesi. E allora si procede in ordine sparso: la Lega si sfila, un pezzo di Pdl aderisce all’appuntamento, ma viene sconfessato dal partito.

«Se una parte della sinistra vuole aggregarsi con noi a favore della Tav siamo pronti ad accoglierla. Ma non si tratterà di un’iniziativa bipartisan», dice secco il coordinatore vicario del Pdl piemontese Agostino Ghiglia. In serata dai vertici piemontesi del Pdl viene diffusa una circolare indirizzata a tutti gli esponenti: si raccomanda di evitare prese di posizione personali e concordare la linea con il partito. La preoccupazione nel centrodestra è evidente: la manifestazione rischia di essere l’ancora di salvezza per un Pd stretto tra le posizioni della sinistra radicale (contraria alla Tav ma prossima a stringere un’intesa “tecnica” a sostegno della Bresso alle Regionali) e gli amministratori ribelli della valle, a cominciare dal presidente della Comunità montana Plano. Per questa ragione, in serata, Ghiglia cerca di tenere dritta la barra: «Non offriremo alcun paracadute al Pd, che è uno dei principali responsabili dell’impasse che ha paralizzato l’Osservatorio».

La correzione di rotta arriva troppo tardi, però. La sortita di Chiamparino – e l’attivismo del deputato Pd Stefano Esposito nel cercare un sostegno trasversale alla manifestazione del 24 – hanno già scavato un solco nel centrodestra. Il manifesto dà conto delle adesioni del sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino e dei parlamentari del Pdl Osvaldo Napoli e Walter Zanetta. «Sia chiaro: nessun inciucio», puntualizza Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl e vicepresidente dell’Anci. «Però non c’è nulla da scandalizzarsi se unendosi si può contribuire a raggiungere un obiettivo caro a tutti». Tradotto: se un segnale bipartisan – radunando a Torino amministratori, industriali e politici favorevoli all’opera – può servire per accelerare la Tav e mostrare la posizione minoritaria di chi si oppone, ben venga. La sintesi è del sottosegretario ai Trasporti Giachino: «Viste le difficoltà in cui ci ha messo la Comunità montana tutto ciò che aiuta l’alta velocità mi vede favorevole. Quest’opera è troppo importante per lo sviluppo dell’Italia e del Piemonte».

Ma nel centrodestra c’è chi si chiama fuori. Nessuna mano tesa al Pd. «Noi siamo tutti compatti nel sostenere la Tav», chiosa la parlamentare leghista Elena Maccanti. «È il Pd ad aver governato per cinque anni la Regione insieme con la sinistra radicale». Ed è sempre il Pd, aggiunge il coordinatore provinciale del Pdl Barbara Bonino, «a essersi alleato con i No Tav pur di non perdere la Comunità montana». Bonino ha lanciato la proposta di una manifestazione pro-Tav del centrodestra e non ha nessuna intenzione di confluire nell’abbraccio bipartisan proposto da Chiamparino ed Esposito: «Servirebbe solo a permettere al Pd di nascondere sotto il tappeto le proprie contraddizioni».

Un ragionamento condiviso nel centrodestra, ma non basta a cancellare la spaccatura di ieri, al punto che in serata Napoli si sente in dovere di puntualizzare: «Faremo tutti una grande campagna elettorale per Cota presidente della Regione».

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“Uniti per la Tav” mezzo Pdl dice sì a Chiamparino

gennaio 12th, 2010 — 8:48am

Maurizio Tropeano – La Stampa

Alla vigilia dell’avvio della campagna di sondaggi per la progettazione della Torino-Lione l’idea di una grande manifestazione a favore della Tav lanciata dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, prende forma e sostanza. L’appuntamento è per il 24 gennaio nella sala Gialla del Lingotto Fiere. Quel giorno, chiamati a raccolta da un fronte istituzionale e politico bipartisan si ritroveranno amministratori, soggetti economici, culturali e sociali che «continuano a credere nello sviluppo del nostro territorio, nella difesa dell’ambiente e nella realizzazione di infrastrutture decisive per la nostra economia».

Un’iniziativa che vuole fare della Tav un caso nazionale spostando il «dibattito al di fuori dei confini della Valsusa», spiegava il sindaco a La Stampa. E così il parlamentare del Pd, Stefano Esposito, ha lavorato per costruire una rete di promotori istituzionali e politici che per realizzare la Tav è pronta a spendersi al di là delle appartenenze politiche. E così Chiamparino la promuove come presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani e lo fa con il suo vice, il parlamentare del Pdl, Osvaldo Napoli. E c’è il sottosegretario alle Infrastrutture, Mino Giachino, e altri due parlamentari, Giorgio Merlo (Pdl) e Walter Zanetta (Pdl).

Chiamparino vorrebbe un’iniziativa dove sindaci e amministratori di tutti i territori interessati alla realizzazione della Torino-Lione si presentassero con la fascia tricolore per dare il loro sostegno alla realizzazione delle opere. Alla vigilia delle regionali, però, non tutti nel centrodestra sono pronti a spendersi per un’iniziativa bipartisan. La Lega Nord, ad esempio non ci sarà come spiega il capogruppo alla Camera, Roberto Cota, lo sfidante della Bresso: «Ci sono le elezioni regionali e noi faremo quello che non ha fatto la Bresso in questi cinque anni e cioè daremo uno spinta per realizzare il progetto della Torino-Lione e per lo sviluppo della Val Susa». Anche gli ex di Alleanza nazionale si sfilano ma Esposito resta convinto che sia «possibile una convergenza politica attorno ad un obiettivo concreto, pur nel rispetto della dialettica politica e dei rispettivi, ed opposti, schieramenti politici». Le adesioni si raccolgono sul sito www.sitavtorino.it

I primi 12 sondaggi

Oggi intanto nell’area dell’autoporto di Susa e a Collegno, Grugliasco, Torino e Settimo dovrebbe partire la prima serie di 91 sondaggi previsti dal piano approvato all’unanimità dall’Osservatorio guidato da Mario Virano. Il prefetto, Paolo Padoin, conta sulla possibilità di realizzarne una dozzina entro la fine del mese quando il tavolo tecnico dovrà fornire le linee guida ai progettisti incaricati da Ltf, la Lyon Turin Ferroviarie, e da Rfi, la Rete Ferroviaria Italiana.

I carotaggi e l’acqua

Uno degli obiettivi principali di questa campagna di raccolta dati è la «conoscenza delle falde acquifere per evitare quello che è successo al Mugello con la realizzazione della Tav», spiega il presidente dell’Osservatorio, Mario Virano. E aggiunge: «Siamo su un altro pianeta rispetto al 2005, allora i sondaggi servivano sostanzialmente per dare avvio all’opera mentre questa volta servono per completare le indicazioni che l’Osservatorio dovrà dare avviare la progettazione preliminare».

Il camper informativo

L’avvio dei sondaggi sarà accompagnato da una seconda campagna di informazione rivolta agli abitanti dei comuni interessati dalle indagini. All’esterno di ogni sito ci saranno due pannelli informativi con indicazioni sulle finalità delle ricerche, su chi le ha decise e perché vengono fatte. E poi ci sarà un cartello che spiega durata, finalità e obiettivi dello specifico carotaggio. Dal 15 gennaio, poi, un camper con a bordo geologi ed esperti di comunicazione sociale girerà per le piazze di città e paesi per incontrare la gente, distribuire materiale informativo e raccogliere domande e preoccupazioni. Per il presidente della Provincia, Antonio Saitta si tratta di una «grande operazione di trasparenza».

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Incontro bipartisan dei Sì Tav il centrodestra non trova l´unità

gennaio 12th, 2010 — 8:24am

Sara Strippoli – Repubblica

L´iniziativa bipartisan per dire sì alla Tav spacca il centrodestra a tre mesi dalle elezioni. Le contraddizioni erano evidenti e ora, di fronte alla convocazione per il 24 gennaio promossa trasversalmente dal sindaco Chiamparino, da Stefano Esposito e Giorgio Merlo (Pd), Osvaldo Napoli, Mino Giachino, Walter Zanetta (Pdl), provoca la dura reazione del coordinatore del Pdl Enzo Ghigo e di Agostino Ghiglia. I due sconfessano l´iniziativa del “loro” vicecapogruppo alla Camera Napoli e del sottosegretario ai trasporti: «Noi faremo una manifestazione Sì Tav con i nostri alleati della Lega – dice il vice coordinatore Ghiglia – Non abbiamo intenzione di togliere le castagne dal fuoco a Chiamparino e Bresso. Con tutte le contraddizioni che sono emerse all´interno del loro partito».

Per i promotori dell´iniziativa, l´onorevole Pd Stefano Esposito replica: «Spero che la posizione di Ghiglia e Ghigo rientri o rimanga isolata perché sono convinto che il tessuto produttivo e sociale di questa regione voglia dalla politica concretezze e non propaganda». Detto questo «noi andiamo avanti per la nostra strada. È evidente che Ghiglia è prigioniero della Lega, ma credo che saranno in molti anche nel centrodestra ad aderire alla nostra manifestazione comprendendone lo spirito: fare del bene al Piemonte su un tema che non può essere etichettato né di destra né di sinistra». Lo scopo dell´iniziativa, alla quale si può aderire anche on line sul sito www. sitavtorino. net, è creare un´occasione nella quale la maggioranza delle persone possa far sentire la sua voce a favore della linea Torino-Lione al di là delle appartenenze politiche. «Non ci rivolgiamo al ceto politico, ma al sistema delle imprese, associazioni e singoli cittadini», chiarisce ancora Esposito: «Spero che tanti amministratori, militanti e semplici cittadini, anche quelli della Val di Susa, decidano di venire».

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“Chiamparino ha ragione Morgando ha tentennato”

gennaio 10th, 2010 — 8:55am

Sara Strippoli – Repubblica

Onorevole Osvaldo Napoli, Sergio Chiamparino dice che ci si doveva alleare con il Pdl per isolare i No Tav. Come replica?

«Non posso non condividere l´analisi del sindaco. D´altronde sono stato io a proporre quella soluzione. In primo luogo dico che è davvero un peccato che non si sia chiuso, più di un peccato direi. Era determinante, l´unica soluzione per evitare l´attuale impasse».

Perché quell´ipotesi è fallita?

«Per i continui tentennamenti del Pd, i giorni passavano e Morgando non rispondeva mai».

Qualcuno all´interno del Pdl remava contro, smentisce?

«La verità è una sola, io ne avevo parlato con Ghigo che era favorevole. Ritenevamo che si potesse fare a condizione che l´accordo fosse globale. Ne ho dunque parlato a Morgando: una, due, tre volte. Non ho mai avuto una risposta. Gli unici che pensavano di approfondire erano Merlo ed Esposito».

Proprio oggi Agostino Ghiglia ha ricordato che il Pdl non era intenzionato ad un accordo globale, ma ad andare con liste separate per poi chiudere un´intesa finalizzata al «Sì all´alta velocità». Due versioni contrastanti, mi pare, o no?

«Può essere che qualcuno al nostro interno vedesse quell´intesa da un punto di vista strettamente politico, ma io sono sul territorio e sapevo esattamente qual era la situazione reale e come si poteva e dovevano evitare le manovre di Plano e degli altri».

La critica di Chiamparino si allarga anche alla soluzione individuata dal governo. Lei condivide anche questa parte dell´analisi del sindaco?

«Ovviamente no. Il governo è venuto ancora una volta in soccorso rispondendo alla richiesta di Mario Virano, che si è trovato in una cul de sac dal quale si doveva uscire con una posizione chiara. Ripeto, il pasticcio l´ha fatto solo il Pd che sapeva bene di non poter convincere i suoi in Val di Susa. A Torino si pensa in un modo, ma poi i valsusini vanno avanti per la loro strada. Morgando questo non poteva non intuirlo, doveva trovare una soluzione prima che si arrivasse a questo punto».

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