aprile 12th, 2011 — 8:39am
Ora basta. Il PD non è un partito di pagliacci. Il fatto che Silvio Viale risulti essere candidato anche alle amministrative del capoluogo lombardo nella lista “Legalizziamo Milano” rende inaccettabile la sua candidatura nella lista del PD per il Comune di Torino.
Viale in queste settimane ha supplicato di essere inserito nella lista democratica, dimenticandosi di informare i diretti interessati della sua ‘doppia candidatura’. Un atteggiamento che altro non è che una presa in giro sia nei confronti del candidato Sindaco Piero Fassino, che ha condotto un’opera di rispettoso convincimento dei dirigenti locali del PD, sia degli iscritti e militanti del PD che hanno difeso la ragioni della candidatura di Viale nonostante che l’esponente radicale abbia più volte dato prova di non portare rispetto per le regole che disciplinano il nostro partito e abbia utilizzato in modo disinvolto la sua ‘doppia iscrizione’.
Ma, come è noto, a tutto c’è un limite, superato il quale viene meno la credibilità e la serietà stessa del partito. Chi utilizza il PD come una porta girevole e irride la sue regole e i suoi organi dirigenti non può essere accettato come candidato: pertanto chiedo l’immediata esclusione di Silvio Viale dalla lista del PD.
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aprile 9th, 2011 — 10:49pm
Diego Longhin, Sara Strippoli – Repubblica
Mala tempora per la lista del Pd per il Comune. Il vicesindaco Tom Dealessandri sceglie di non candidarsi e come conseguenza, dalla lista si sfila anche Alessandro Altamura. Reazioni a catena che porteranno a toni accesi nella direzione convocata per lunedì, dopo le regole interne che stabilivano che tutti gli assessori della giunta Chiamparino si mettessero a disposizione per contribuire al migliore risultato possibile. Con la comunicazione della segretaria provinciale Paola Bragantini sulla decisione di Dealessandri, il vice Pasquale Centin, di Area Democratica, impone uno stop: «Dopo la notizia di questa unica deroga per il vicesindaco, la nostra componente chiede una pausa di riflessione. C´erano accordi che evidentemente non sono validi per tutti. A queste condizioni anche Altamura non si candida». E a questo punto anche altri assessori potrebbero pretendere di non misurarsi ma non per questo di essere esclusi dalla futura giunta Fassino.
Ma le tensioni non riguardano soltanto il nodo Dealessandri. Anche la lista dei candidati alla presidenza delle circoscrizioni presentata ieri sera dalla segretaria provinciale non soddisfa parte del partito. La proposta Bragantini, dove compare a sorpresa il nome di Federica Petrucci di Sel, viene contestato sia da Stefano Esposito di Sinistra in rete sia dallo stesso vicesegretario Centin, che invita il partito ad inserire più donne nell´elenco dei papabili presidenti di circoscrizione. L´elenco della segretaria prevede infatti solo tre nomi femminili (la stessa Bragantini alla cinque, Nadia Conticelli alla sesta e la Petrucci alla due), mentre il contro-elenco di Esposito ne prevede due in più. Quote rosa o no, il puzzle delle tessere non torna e anche in Sel la discusione sui nomi da indicare (il partito di Vendola si aspetta anche la presidenza della dieci con Luca Cassano) è ancora aperta: «I nostri nomi li decidiamo noi», commenta Monica Cerutti di Sinistra e libertà.
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aprile 5th, 2011 — 8:10am
DIEGO LONGHIN – repubblica
Le spine del Pd hanno nomi e cognomi: Silvio Viale e Giusi La Ganga. L´esponente dei radicali, fino a ieri escluso dalla lista, sarà ripescato, anche se i malumori in casa ex-popolari sono molti. Di avere nell´elenco dei candidati Viale, il ginecologo “abortista”, il medico che ha sperimentato la pillola Ru486, proprio non va giù alla parte più cattolica dei Democratici. L´altro problema, invece, ha radici più profonde. Prima Repubblica, epoca Tangentopoli, e vicende giudiziarie che hanno coinvolto La Ganga, craxiano di ferro. In questo caso sono i giovani democratici a lamentarsi della scelta che reputano non felice. Nelle mani della segretaria Paola Bragantini, alle prese con la composizione della lista per le elezioni comunali, è arrivata una lettera firmata da Matteo Cavallone, presidente provinciale dei giovani democratici di Torino.
La discussione nella segreteria di ieri sera si è incentrata su questi due nomi e sull´opportunità che vengano inseriti in lista. E alla fine è probabile che passino entrambi. Su Viale ci sono molte resistenze, ma l´inserimento nell´elenco sembra caldeggiato dallo stesso candidato sindaco Fassino per evitare che il gruppo IdeexTorino presenti la sua lista. È uno scotto che il Pd dovrebbe pagare. Chi proprio non vuol sentire parlare di Viale in lista è il vicecapogruppo a Palazzo Lascaris, Stefano Lepri: «Prendo atto che il segretario inserirà Viale – dice – ho raccolto già una trentina di firme per un documento che, se verrà votato, vieterà la possibilità che iscritti di altri partiti possano essere iscritti al Pd e partecipare alla vita del partito». Seguono le firme, tra gli altri, di Davide Gariglio, Giorgio Merlo, Gianna Pentenero, Mariella De Paoli e Domenica Genisio.
Difficile però che il nome di Viale possa saltare. Così come anche su La Ganga non ci dovrebbero essere problemi. La sua candidatura non va contro il codice etico del Pd. La segretaria Paola Bragantini, come testa di lista, ha riproposto il ticket Ilda Curti e Tom Dealessandri, ma su richiesta di Stefano Esposito la discussione è stata rinviata alla prossima segreteria. Potrebbe spuntare, all´ultimo, anche l´ipotesi Laura Onofri, una delle anime della manifestazione “Se non ora quando”, apprezzata anche da Fassino. In lista è stato inserito anche Beppe Borgogno. Dopo una pausa di riflessione e diverse pressioni ricevute, l´assessore alle Risorse Educative della giunta Chiamparino ha deciso di ricandidarsi.
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marzo 13th, 2011 — 7:22pm
Catena di reazioni alle dichiarazioni del premier su Fassino candidato sindaco. Damiano: “Parole dannose”. Merlo: “Fa il rottamatore ma contano le idee”
La prima reazione è di Davide Zoggia, responsabile degli enti locali del Pd: “Fassino rappresenta una grande personalità politica del nostro Paese ed è un interprete autentico del riformismo che è nel dna del Partito Democratico, di cui è stato uno dei principali fondatori. Pertanto, ha tutte le capacità umane e politiche per governare una città complessa come Torino. La sua autorevole candidatura è stata una scelta fortemente voluta dagli oltre cinquantamila torinesi che hanno partecipato alle primarie. Un esempio straordinario di democrazia che la dice lunga sulla differenza tra centrosinistra e centrodestra. Sicuramente, Piero Fassino riuscirà a fare della sua Torino la capitale del Nord-ovest”.
“Fa un certo effetto che Berlusconi diventi rottamatore parlando delle prossime elezioni comunali di Torino. Vorremmo sommessamente ricordargli che per governare il Comune di Torino contano le idee, i progetti che si mettono in campo, la competenza e, se c’è non guasta, l’autorevolezza politica del sindaco”. Lo afferma Giorgio Merlo, vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai. “Elementi questi – conclude – difficilmente contestabili a Piero Fassino, candidato a sindaco del centro sinistra come, del resto, tutti sanno. La carta di identità, invece, conta solo per chi non ha altre carte da giocare”.”E’ meglio per Michele Coppola rendersi conto da subito che non gli conviene seguire, in una città come Torino, i consigli di Berlusconi”: lo sostiene Cesare Damiano, capogruppo del Pd in Commissione Lavoro. Per Damiano, si tratta di “consigli basati, ancora una volta, sullo slogan del ‘governo del fare’ quando ormai tutti hanno capito che quel ‘fare’ si basa su premesse e impegni non mantenuti”. “E se poi, come ha detto oggi Berlusconi, tutti i conservatori stanno con Fassino – ha aggiunto Damiano – mi appello a tali conservatori che hanno collaborato così tanto e con così tanto successo, a cambiare in modo straordinario e positivo il ruolo e la faccia di Torino”. “Consiglio all’amico Michele Coppola di non ascoltare i consigli di Berlusconi, perchè altrimenti avrà una sconfittà ancora più clamorosa”: lo afferma Stefano Esposito, parlamentare del Pd. “Bisognerebbe che qualcuno dicesse a Coppola e anche a Berlusconi – aggiunge Esposito – che Torino viene da 18 anni di ottima amministrazione che l’hanno resa forte e nota nel mondo certamente possiamo risparmiarci consigli e promesse modello governo Berlusconi che, come tutti ormai hanno sotto gli occhi, producono impoverimento e malgoverno. Per cui – conclude – siamo molto contenti di avere come nostro candidato Fassino che potrà continuare la buona amministrazione promuovendo lo sviluppo così come è avvenuto in questi anni”.
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marzo 12th, 2011 — 9:03am
Maurizio Tropeano – LaStampa
La sinistra alternativa ha il suo candidato sindaco: Juri Bossuto. L’ex consigliere regionale è stato scelto a maggioranza dal parlamentino di Prc e ha battuto Giuseppe Castronovo, presidente uscente del Consiglio comunale. Toccherà a lui, una volta ottenuto il via libero dei comunisti italiani e della altre formazioni che costituiscono la Federazione della Sinistra, cercare di costruire una coalizione ampia in grado di raccogliere l’area del dissenso sociale che ha votato no al referendum della Mirafiori e che si batte contro la Tav. Bossuto per anni è stato uno dei riferimenti istituzionali torinesi del movimento valsusino sfidando anche le indicazioni del partito ai tempi del Governo Prodi.
La sua candidatura potrebbe facilitare la nascita di una lista civica che faccia della lotta contro la Torino-Lione il suo elemento identitario, anche nel simbolo. Per ora è solo un progetto che potrebbe trovare una sponda in alcuni grillini dissidenti che dovrà essere valutato anche in rapporto con i comitati valsusini.
Più facile la possibilità per la Fed di stringere un’intesa con la lista civica che ha come punto di riferimento la consigliera comunale Maria Teresa Silvestrini. Resta da capire, invece, quali sono i margini per un accordo con Sinistra Critica, il partito che a Torino si riconosce nell’ex senatore Franco Turigliatto, che però è assolutamente contrario ad ogni ipotesi di alleanza con il Pd, circoscrizioni comprese.
I democratici e la Fed, infatti, stanno discutendo la possibilità di allearsi per le elezioni dei dieci presidenti delle circoscrizioni. Elezioni che si svolgono con un diverso sistema elettorale rispetto alle comunali e che impongono un’intesa a meno di non lasciare al centro-destra il quartiere Centro e San Salvario. L’accordo prevede che per la presidenza di Mirafiori corra un esponente della Fed, probabilmente il segretario regionale del Pdci, Vincenzo Chieppa.
L’ipotesi di accordo dovrà essere valutato anche da Idv, Moderati e Italia dei Valori. Ieri sera la segreteria provinciale democratica ha approvato le linee guida per le candidature. Confermata la richiesta agli assessori uscenti di candidarsi se hanno intenzione di continuare la loro esperienza: correrà anche il vicesindaco Tom Dealessandri con Tricarico, Curti, Levi e Mangone. Solo Borgogno ha detto di no. Dopo il rifiuto di Chiamparino il Pd sta cercando un capolista. C’è chi pensa alla segretaria Paolo Bragantini ma lei vorrebbe candidarsi come presidente di Vallette Lucento. L’onorevole Esposito ha proposto al Pd di offrire un posto all’assessore Gianguido Passoni, ex sfidante di Fassino per una coalizione di sinistra.
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marzo 9th, 2011 — 6:24pm
“Invito Michele Coppola a dimettersi dall’incarico o, in via subordinata, ad autosospendersi. E sollecito il Presidente della Regione Roberto Cota a congelare le deleghe.
Non si tratta solo di bon ton istituzionale, ma è necessario sgombrare il campo anche solo dall’ombra di possibili commistioni tra il ruolo di candidato di una parte politica e l’esercizio delle funzioni assessorili. Vero che nessuna norma prevede l’incompatibilità, tuttavia la legge vieta l’uso improprio di posizioni amministrative in campagna elettorale e vorrei essere sicuro di poter parlare delle politiche culturali cittadine in condizioni di par condicio, senza sospettare che uno dei concorrenti parta avvantaggiato dal disporre dei cordoni della borsa. Per questa ragione chiedo a Coppola e Cota di mettere al riparo la Regione da ogni possibile strumentalizzazione.
Voglio ricordare che nel 2005,da capogruppo in Provincia e in pieno accordo con il presidente Saitta, feci congelare le deleghe degli assessori Oliva e Bellion al momento in cui si candidarono alle elezioni Regionali”.
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marzo 5th, 2011 — 11:51am
Maurizio Tropeano – LaStampa
Sono portato a non sottovalutare mai nessuno. Quando una persona viene candidata vuole vincere. La competizione sarà vera e concreta». Piero Fassino non è abituato a dichiarazioni di rito e quel suo ragionamento che riconosce al centrodestra la capacità di mettere in campo più candidati alla corsa per il sindaco è l’esternazione di una campagna elettorale già pianificata e in parte annunciata ieri in una serie di incontri di partito. Una campagna elettorale che sarà imperniata sui circoli territoriali del Pd e sulle sedi decentrate del suo comitato elettorale perché è dalla periferia che l’ex segretario dei Ds partirà per raccogliere l’eredità di Sergio Chiamparino.
Il viaggio nei quartieri iniziato durante le primarie continuerà ma l’obiettivo immediato è di ricomporre le varie anime del Pd e fare squadra con gli sfidanti delle primarie. Gli ambasciatori sono già al lavoro ma Fassino incontrerà di persona Davide Gariglio, Silvio Viale, Gianguido Passoni e Michele Curto. «Adesso – spiega la segretaria provinciale Paola Bragantini – non esistono più garigliani e fassiniani ma un solo partito che insieme al centrosinistra vuole continuare a governare Torino».
Del resto le primarie hanno consegnato una geografia interna che ha modificato gli equilibri delle singole componenti che dovrebbe portare ad una semplificazione. Fassino così prova a riunificare il Pd evitando regolamenti di conti tra vincitori e vinti delle primarie portato avanti da qualche colonnello. E per rafforzare questo messaggio il candidato sindaco ha spiegato che boatos e indiscrezioni sul toto-assessori sono destituite di ogni fondamento. Restano centrali, però, due indicazioni prioritarie per la formazione della giunta in caso di vittoria: la partecipazione delle donne e il ricambio generazionale. E Fassino ha fatto sapere al Pd non ci sarà una lista civica con il suo nome sul modello delle liste Bresso o Saitta. E ha anche spiegato che avrà un atteggiamento laico per quanto riguarda eventuali formazioni della società civile come, ad esempio, quella che potrebbe guidare l’ex sindaco Valentino Castellani. Il ragionamento di Fassino è semplice: le liste possono funzionare se sono un valore aggiunto ai consensi dei partiti.
Nel Pd, invece, le perplessità sono tante (i primi a bocciare la lista Castellani sono stati i parlamentari Stefano Esposito e Giorgio Merlo) e se ne fa interprete Bragantini: «Potremo fare a meno della lista di Castellani anche perché l’ex sindaco è un dirigente del partito e potrebbe offrire al Pd i risultati del lavoro portato avanti con il suo gruppo».
Oggi comunque il tema potrebbe essere affrontato nel corso dell’incontro voluto da Fassino con i segretari di circolo, gli amministratori locali e altri dirigenti che si svolgerà nel pomeriggio. Il candidato sindaco del centrosinistra punta ad un rapporto diretto con i responsabili delle sezioni che non saranno solo i terminali della campagna elettorale ma avranno il compito di individuare in ogni circoscrizione la priorità da affrontare.
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marzo 3rd, 2011 — 4:54pm
Andrea Gatta – TorinoCronaca
Tutti gli assessori Pd della giunta Chiamparino dovranno correre in lista alle elezioni di maggio se vorranno avere speranza di essere riconfermati. A cominciare da Altamura, Curti, Tricarico, Borgogno, Dealessandri, Mangone e tutti quelli che nutriranno velleità di entrare nel nuovo esecutivo. Seconda questione: chi vorrà far parte della Giunta dovrà comunque presentarsi in lista e non sperare in una nomina. Terza: ci deve essere una rappresentanza adeguata e qualificata di donne. È l’orientamento che il partito ha preso al termine della segreteria provinciale di ieri sera, la prima dedicata alla definizione della formazione che si presenterà il 15 e 16 maggio.
La riunione è servita anche per fare il punto sul ruolo di capolista. Verrà chiesto al sindaco Sergio Chiamparino l’eventuale disponibilità ad occupare quel ruolo. «La proposta è da valutare, parliamone con lui» spiega la segretaria Paola Bragantini. Ma da Roma il deputato Stefano Esposito lancia una contro-idea: «Se Chiamparino non accetta, propongo proprio la Bragantini, o in ogni caso ci potrebbe essere un ticket. Visto quanto bene ha gestito le primarie nessuno meglio di lei è in grado di farlo». Da oggi la segretaria insieme al vice Pasquale Centin inizieranno il giro di consultazioni fra i circoli delle circoscrizioni.
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marzo 3rd, 2011 — 3:23pm
Il successo straordinario delle primarie torinesi richiedono, d’ora in poi, una forte coerenza politica nella conduzione della campagna elettorale.
A cominciare dalla presenza delle cosiddette liste civiche. Su questo versante, il PD ha il compito di rendere il più aperto possibile il partito ad esperienze e realtà che provengono dall’articolata società torinese ma, al contempo, sarebbe quanto mai rischioso ricorrere a liste civiche che fanno capo ad esponenti del PD.
L’eventuale presenza di liste civiche, invece, – che restano comunque un elemento importante in vista della competizione di maggio – saranno valutate anche e soprattutto dal candidato a Sindaco Piero Fassino
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febbraio 27th, 2011 — 7:25am
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